Quesito

Caro Padre Angelo,
sono diventato un assiduo lettore della rubrica e la ringrazio delle risposte, e del tempo dedicato.
Ho nuovamente un paio di quesiti:
– sono stato recentemente al Santuario di Padre Pio ed ho fatto dire due messe per una persona. Ora io non ho presenziato a queste messe, almeno credo di no, nel senso che ho presenziato alle messe giornaliere che ci sono in santuario: sono dunque valide quelle che ho offerto? Cioè, se offro una Messa anche a distanza è valida?
– durante la consacrazione ho appreso proprio dalle sue risposte, che si può pregare per le persone: con quali preghiere? Cioè ripeto quelle del Parroco “prese il pane, lo spezzò,….etc” oppure con altre?
La ringrazio, la saluto, e dico un Ave per ringraziarla.
Cosimo


Risposta del sacerdote

Caro Cosimo,
1. mi compiaccio anzitutto per la fedeltà con cui ci segui.
Questa tua fedeltà e quella di molti altri visitatori è per noi un motivo di costante impegno a favore del maggior numero di persone.

2. Venendo adesso ai tuoi quesiti, mi dici che sei stato a San Giovanni Rotondo e hai fatto dire due Messe.
Intanto ti dico che hai fatto bene ad andare a San Giovanni Rotondo. Padre Pio avrà gradito il tuo pellegrinaggio sulla sua tomba e sui luoghi dove ha esercitato tutto il suo ministero di stigmatizzato. Sono certo che ne sei andato a casa consolato e benedetto.

3. Mi compiaccio anche del fatto che hai fatto dire due Messe.
Non c’è atto più prezioso e più efficace per un credente che far celebrare secondo sue intenzione delle sante Messe.
Sant’Ignazio di Loyola, di cui celebreremo la festa venerdì prossimo 31 luglio, celebrava molte Messe per le sue intenzioni e ne faceva celebrare dai suoi confratelli.

4. Tuttavia, con tutte le persone che scendono a San Giovanni Rotondo e fanno celebrare le Messe, non puoi pensare che i frati le celebrino subito secondo le tue intenzioni.
Le celebrano col tempo, in genere entro un anno.
Ma queste Messe non vengono decurtate nei loro effetti se tu non sai quando vengono celebrate.
Anzi posso dire che come il sacrificio di Cristo che si è compiuto sul Calvario 2000 anni fa ha avuto anche un valore retroattivo, perché è stato la causa della salvezza di tutti i giusti dell’Antico Testamento, così le Messe che fai celebrare e che sono un prolungamento del sacrificio del Signore producono i loro effetti prima ancora della loro celebrazione, anzi dal momento in cui vengono ordinate.

5. È vero che durante la consacrazione ognuno può raccomandare al Signore qualche causa particolare.
Non è necessario proferire con le labbra qualche preghiera.
Tanto meno si devono ripetere le parole del sacerdote che vanno proferite solo dal sacerdote.
È sufficiente l’intenzione della mente e l’affetto del cuore.

6. Piuttosto durante l’elevazione, in quei brevi attimi di silenzio e di adorazione, puoi proferire qualche espressione come quella di Tommaso Apostolo: “Signore mio e Dio mio”.
Oppure anche quella che l’Angelo del Portogallo insegnò ai tre pastorelli di Fatima: “Signore, ti adoro, ti credo, ti spero e ti amo. E ti adoro, ti credo, ti spero e ti amo anche per quelli che non ti adorano, non ti credono, non ti sperano e non ti amano”.
Durante l’elevazione del calice puoi dire: “Eterno Padre, ti offro il sangue preziosissimo di Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati, per i bisogni della S. Madre Chiesa e per la salvezza delle anime”.
Oppure anche: “Signore, manda alla tua Chiesa tanti e santi sacerdoti”.

Ti ringrazio per il quesito che mi hai posto.
Ti prometto un ricordo nella S. Messa e ti benedico.
Padre Angelo