Quesito

Gentile P. Angelo Bellon op,
Le scrivo per avere alcune informazioni.
Da 6 anni sono divorziato, avevo contratto matrimonio solo con rito civile.
Il matrimonio, fu un grosso errore… la ragazza con la quale mi sono sposato era extracomunitaria… aveva rinnovato il soggiorno più volte e si trovava in una situazione difficile.
Per agevolare la Sua condizione, avevamo deciso, con estrema leggerezza, di sposarci… tutto ciò é stato fonte, nei 3 anni successivi di profondo dolore, il matrimonio non era basato su un profondo sentimento… anche per questo non ho mai pensato di sposarci in Chiesa.
Da 5 anni sono fidanzato con una ragazza e a Settembre 2009, ci sposeremo in Chiesa.
Per questo motivo, stiamo frequentando il Corso pre-matrimoniale.
Proprio durante il Corso, un relatore (religioso della Curia), spiegava che la Chiesa riconosce tutti i matrimoni tra persone battezzate, anche se non avvenuti in Chiesa (quindi con rito civile) e ne sottolineava l’indissolubilità…
La mia domanda é questa: ma allora io e la mia fidanzata non possiamo sposarci in Chiesa?
Se così fosse, come cattolici, non ci sentiremmo uniti in matrimonio veramente… e questo sarebbe tristissimo.
Grazie per il tempo dedicatomi.
Sergio


Risposta del sacerdote

Caro Sergio,
1. il relatore vi ha messo in confusione.
Probabilmente voleva dire che tutti i matrimoni, di loro natura, sono indissolubili, anche quelli che non sono celebrati in Chiesa.
Per questo la Chiesa riconosce come vero matrimonio anche quello celebrato in forma civile da membri di altre religioni o da atei.
Il matrimonio è stato voluto da Dio fin dall’alba della creazione e ha consistenza anche se non è sacramento.

2. Ma la Chiesa riconosce come validi, tra battezzati, solo i matrimoni celebrati in forma sacramentale (codice di diritto canonico, can. 1108).
Il tuo matrimonio civile per la Chiesa non è stato un vero matrimonio e pertanto, ottenuto il divorzio in sede civile, tu puoi celebrare con serenità il tuo matrimonio sacramento.
Esso, in forza del Concordato, consegue, anche effetti civili.

3. Quella che può sembrare una restrizione (“la Chiesa riconosce come validi, tra battezzati, solo i matrimoni celebrati in forma sacramentale”), in realtà non lo è.
Chi è battezzato, e cioè innestato in Cristo, deve trarre da Lui e dalla sua grazia la linfa vivificatrice del suo matrimonio.
Chi è battezzato si impegna, col matrimonio, ad amare il coniuge nel medesimo modo in cui Dio ama l’uomo e Cristo ama la sua Chiesa.
Ma questo non è possibile senza quella forza fuori del comune che si chiama grazia.
Ecco perché la Chiesa riconosce come validi, tra battezzati, solo i matrimoni celebrati in forma sacramentale.

Ti faccio i miei più cari auguri d’ogni bene.
Ti ricordo al signore e ti benedico
Padre Angelo