Quesito

Caro padre Angelo,
ho conosciuto una donna divorziata e anche io lo sono (sposati in chiesa). Da questa amicizia potrebbe nascere un amore ma lei ha dei dubbi sul fatto che questa unione sia gradita a Dio. È possibile per due persone che hanno avuto una esperienza negativa rifarsi una vita? Dio proprio non vuole?
Lei segue il cammino neocatecumenale. Può essere anche questo un problema?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è certamente possibile rifarsi una vita, ma secondo gli impegni eterni che ci si è assunti nel giorno del matrimonio: Prometto di esserti fedele per tutta la vita nella buona e nella cattiva sorte.
Adesso è arrivata la cattiva sorte perché siete divorziati.
Ma la promessa di essere fedele non vale più?
Per cattiva sorte s’intende anche che l’altra parte possa diventare infedele e vada a stare con un altro.
Questa promessa l’hai fatta davanti a Dio ed è stata da Lui sigillata dalle sue parole proferite dal Sacerdote: e non osi separare l’uomo ciò che Dio ha unito.

2. La donna che conosci è da lodare. Anche se separata e divorziata, davanti a Dio vuole stare nelle condizioni che ha promesso nel giorno del suo matrimonio.
Inoltre non antepone nulla all’amore del Signore. Sicché preferisce non mettersi insieme con un altro uomo piuttosto che essere priva della grazia, non poter ricevere l’assoluzione sacramentale e fare la Santa Comunione.

3. Questa determinazione in lei non nasce dall’aver intrapreso il cammino neo catecumenale, ma per il fatto che è battezzata e vuole seguire Cristo.
Il cammino neo catecumenale può aver fatto riscoprire questa esigenza, che per altro avrebbe potuto risorgere attraverso qualsiasi altro percorso cristiano serio.
Forse il Signore ti ha fatto conoscere questa donna per dirti come devi vivere in maniera cristiana nella tua attuale situazione.
Anche tu, dunque, non anteporre nulla alla grazia di Dio, all’assoluzione sacramentale e alla Santa Comunione. Questa è la vera ricchezza.
Non dimenticare quanto si legge nella lettera agli Ebrei 13,13-14: “Usciamo dunque anche noi dall’accampamento e andiamo verso di lui, portando il suo obbrobrio, perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura”.

4. In conclusione, rifatti la vita, ma nel modo giusto, secondo Dio, non ritardando l’impegno di conversione e di santificazione.
In questo impegno Dio non ti lascia solo, ti assiste con il suo aiuto e con quello di tutti gli abitanti del cielo.
Anch’io, nel mio piccolo, ti aiuto, ti prometto una preghiera e fin d’ora ti benedico.
Padre Angelo