Quesito

Caro Padre Angelo,
non so perchè ho deciso di scrivere a lei ed in rete , invece che parlare di persona con un sacerdote ma….di sicuro so perchè voglio esternare i miei pensieri. Come molti altri… sono un cattolico per nascita e non per volontà, ma crescendo, tra la mia indole mite ma tendente a preservare la liberta ed aiutare il prossimo, unita ad un intelletto in buone condizioni e ad un istinto naturale, sono riuscito a comprendere molte cose e discernere il giusto dallo sbagliato. Oggi posso dire di essere un cristiano… un cristiano e basta!
Oggi posso affermare con certezza che la confessione cattolica, per quel che mi riguarda, non rappresenta affatto la parola del Messia che io sento dentro di me. Ed anzi… vedo nella chiesa cattolica evidentissime contraddizioni, ogni giorno sempre più marcate agli insegnamenti di Cristo!
Per esempio vedo regole fatte dall’uomo per controllare l’uomo, mediante la creazione e l’uso "su misura" di dogmi. Spero non me ne vorrà per quello che sto scrivendo, spero invece che si possa aprire un, seppur breve, dialogo!
Anche qui, leggo domande di pecorelle smarrite che, a mio giudizio, sono state rese volutamente "smarrite" dalla chiesa stessa, per poi essere ricondotte a se tramite costante e sottile proselitismo.
I fatti che mi hanno portato ad abbandonare questa confessione sono innumerevoli, sarebbe troppo lungo spiegarli qui, ma devo dire che ogni giorno che passa….tanto più sento in me la vicinanza con l’Altissimo e con il suo Figlio … tanto più mi rendo conto che la chiesa cattolica deve stare necessariamente distante da me, perchè davvero in palese contrasto con i miei sentori.
Ciò non di meno, non mi sento affatto un eletto come cristiano, perchè so che quel mistero che io chiamo Dio o Cristo … altri uomini lo chiamano in modo diverso, per cui siamo davvero tutti uguali davanti a lui. Eppure sento di cattolici che affermano dolosamente cose inesatte o addirittura enormi falsità sulle altre religioni e sui loro dettami… allo scopo di propagandare la propria religione , o peggio, la propria confessione come unica via di salvezza.
Eppure proprio la parola del Cristo diceva di guardare la trave nel proprio occhio prima di guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro! Ripeto, non voglio elencare tutte le cose, alcune per me gravissime al pari di altre brutture dell’uomo, che nel corso della vita, aprendomi gli occhi e la mente, mi hanno fatto abbandonare la confessione cattolica. Con questa lettera volevo solo comunicare il mio stato d’animo ad altri, aprire un possibile dialogo …. e lanciare una speranza affinché la chiesa cattolica possa "iniziare" a seguire davvero e finalmente la via tracciata dalla Morale delle parole del Cristo. Ma ho le sensazione che per la chiesa sarebbe una rivoluzione "copernicana" impossibile da digerire… soprattutto dopo secoli e secoli di prassi contraria.
Un abbraccio.
p.s.
sono curioso di vedere se questa mia sarà pubblicata sul vostro sito!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. qualche tempo fa ho riposto ad un visitatore il quale chiedeva perché il Signore parla in parabole e perché il Signore aggiunga “perché non credano e non si convertano”.
Non vorrei che questa fosse la tua situazione.
Da quanto ho inteso dalla tua mail, la Chiesa cercherebbe con i sacramenti di far opera di lavaggio di cervello, “rende smarrite le pecorelle” per soggiogarle.
Ebbene anch’io mi sento chiesa alla pari di tante “pecorelle smarrite”. Se guardo dentro il mio cuore sento che il tuo giudizio non corrisponde a quello avverto dentro di me.
Mi trovo nello stesso disagio in cui si trovava Rudolf Otto quando leggeva che la religione è una struttura inventata dagli uomini per tenere soggiogate le coscienze. R. Otto risponde a quest’accusa con un’opera diventata classica: “Il Sacro”.
All’inizio del suo lavoro scrive: se uno non ha mai fatto l’esperienza del sacro, gli chiedo di chiudere il libro e di non andare più avanti.
Era convinto che il dialogo sarebbe stato fra sordi

2. Il tuo giudizio ferisce l’onorabilità dei credenti: senza saperlo, sarebbero tutti dei poveri cretinetti che si lasciano manipolare da un pugno di prepotenti e astuti!.
Lo dici con la certezza di chi ha capito tutto…

3. Ti rispondo oggi 5 settembre, giorno che ricorda la memoria della beata Madre Teresa di Calcutta.
Anche lei sarebbe stata un’ingenua, non avrebbe capito nulla della Chiesa.
O forse è nata troppo presto perché diversamente le si sarebbe potuto dire: “povera Madre Teresa di Calcutta, perché non vai da altri ad imparare che cosa è la vita cristiana?”
Al mattino presto, appena sveglia, stava tre ore in preghiera davanti al SS. Sacramento, e aveva fatto mettere accanto al tabernacolo le parole di Gesù: “Ho sete… Mi hai dato da bere”?
Ha detto anche: “Solo da Dio ho imparato ad amare” e per imparare bene questa lezione stava alla sua scuola ogni giorno per ore e ore davanti al SS. Sacramento reso presente dal ministero di un sacerdote, e poi andava ad amare Gesù presente nella persona dei poveri e dei sofferenti come nessun altro riesce a fare.

4. Davanti al Signore, presente nel sacramento, sperimentava un calore e una trasformazione interiore analoga a quella di chi trasforma il proprio corpo quando sta per ore e ore esposto al sole.
Madre Teresa non ha ascoltatoi consigli di chi queste esperienze non le ha mai fatte e non le vive e soprattutto non le può capire finché non ha purificato il proprio cuore con la confessione sacramentale, perché Dio non entra in un’anima inquinata dal peccato.
Sapeva che solo stando uniti a Cristo attraverso il mezzo da Lui stesso scelto e voluto (l’Eucaristia) sarebbe stato possibile amare il prossimo più debole, più indifeso e più reietto dalla società con un cuore non più semplicemente umano, ma riscaldato e trasformato dalla grazia e dalla presenza operante del Signore.
Questo era il segreto per cui ognuno, anche miscredente, stando accanto a lei avvertiva la presenza di Dio e si sentiva più vicino a Lui!

5. Madre Teresa ha chiesto come conditio sine qua non alle migliaia di ragazze che l’hanno seguita di fare la stessa cosa. Diversamente non  le avrebbe tenute.
Non ha detto a nessuna di queste giovani: “ho capito, lasciate la Chiesa cattolica per essere libere! Vi riducono ad essere pecorelle smarrite per soggiogarvi!”
A queste migliaia di giovani ha chiesto di seguire le leggi della Chiesa, tra le quali anche quella di confessarsi almeno ogni 15 giorni.
Era persuasa che per servire il Signore col cuore puro e verginale è necessario passare attraverso questo lavacro, che non solo toglie i peccati, ma dà una forza nuova per amare e servire il Signore in tutti e con una dedizione sempre più grande!

6. Caro giovane, tu della Chiesa vedi solo l’involucro.
E quando sfugge ciò che è nascosto, allora la si giudica alla luce delle istituzioni puramente umane.
Ma il giudizio è pesantemente falsato.
Ti chiederei di stare più silenzioso e farti questa domanda, come avvolto da un certo stupore: “Forse nel cuore di lascia tutto per seguire il Signore e si sottopone a determinate discipline c’è un Mistero, qualcosa di grande e di soprannaturale che io non percepisco, ma mi rende pieno di rispetto perché vedo che amano e servono il Signore nei poveri e nei sofferenti con una dedizione e con un cuore più grande del mio. E queste persone non le vedo tristi, ma felici”.

7. Ti voglio dire un’ultima parola: ti definisci cristiano ma non cattolico.
Ma Gesù Cristo ha detto solo a Pietro: “A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,19) e “Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,31-32).
Come si fa ad essere cristiani senza normare la propria fede sulla fede di Pietro?
Se così non è, definirsi cristiano diventa più o meno l’equivalente che seguire una filosofia.
Mentre la vita cristiana è essenzialmente un’esperienza di condivisione di vita con Gesù Cristo incontrato e gustato nella Chiesa e nei suoi sacramenti.

Ti saluto e ti affido al Signore perché ti apra la mente e il cuore alla comprensione di ciò che significa incontrasi con Lui, vivere con Lui e per Lui.
Ti benedico.
Padre Angelo