Quesito

Le sarei grato se si inoltrasse più in profondità sul peccato originale. Questa verità imperscrutabile, perchè non abbiamo la cognizione per comprendere com’era la condizione umana prima del cosi detto peccato originale.
La ringrazio per la sua attenzione.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
ti esprimo la dottrina della Chiesa sul peccato originale tenendo come punto di riferimento il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC).
 Te la esprimo in punti:

1. Non si tratta anzitutto di un mito, ma di “un fatto che è accaduto all’inizio della storia dell’uomo” (GS 13; CCC 390).

2. “Il racconto della caduta (Gen 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale” (CCC 390).

3. La disobbedienza dei nostri progenitori è stata sollecitata da “una voce seduttrice, che si oppone a Dio, (Gn 3,1-5) la quale, per invidia, li fa cadere nella morte (Sap 2,24). La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo” (CCC 391).

4. Per fede siamo certi che “tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale  liberamente  commessa dai nostri progenitori” (CCC 390).

5. Il peccato originale è consistito nella disobbedienza al precetto di Dio di non mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male (Gen 2,17).
L’albero della conoscenza del bene e del male evoca simbolicamente il limite che l’uomo, in quanto creatura, non può valicare. L’’uomo dipende in tutto dal suo Creatore. Non può continuare ad esistere senza che lui lo voglia.
E come è dipendente da Dio nell’essere, così è dipendente da Dio anche nel suo agire morale.
La legge di Dio vuole solo ed esclusivamente il più grande bene dell’uomo.
Allontanarsi da Dio è la stessa cosa che dalla propria felicità.
Il peccato originale è stato una mancanza di fiducia nella bontà di Dio.
Sedotto dal diavolo, l’uomo anziché vedere in Dio l’amico e il Padre, ha visto l’antagonista.

6. Dio ha creato l’uomo per dargli la piena partecipazione alla sua vita divina.
Gesù dice che i suoi li farà sedere sul suo stesso trono (Ap 3,21) e regneranno insieme con Lui per sempre.
Ma l’uomo, sedotto dal diavolo, ha voluto diventare «come Dio» (Gen 3,5) ma «senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio» (S. Massimo il Confessore).

7. “La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale (Rm 3,23).
Hanno paura di quel Dio (Gen 3,9-10) di cui si son fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative (Gen 3,5) (CCC 399).

8. Ribelle  Dio, l’uomo ha cominciato a sperimentare molte altre ribellioni.
In se steso avverte la ribellione dei sensi nei confronti dello spirito.
Nei rapporti con gli altri avverte la tensione e il contrasto.
Anche l’armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all’uomo (Gn 3,17; Gn 3,19).
Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell’ipotesi della disobbedienza (Gn 2,17) si realizzerà: l’uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto (Gn 3,19). La morte entra nella storia dell’umanità (Rm 5,12).

9. Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera «invasione» del peccato: il fratricidio commesso da Caino contro Abele, la corruzione universale quale conseguenza del peccato al punto che con linguaggio umano viene detto che Dio si pentì di aver creato l’uomo (Gen 6,6).

10. “Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo. San Paolo lo afferma: «Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori» (Rm 5,19); «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. . . » (Rm 5,12)” (CCC 402).

11. “Sulle orme di san Paolo la Chiesa ha sempre insegnato che l’immensa miseria che opprime gli uomini e la loro inclinazione al male e alla morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che è «morte dell’anima» (Concilio di Trento, DS 1512).
Per questa certezza di fede, la Chiesa amministra il Battesimo per la remissione dei peccati anche ai bambini che non hanno commesso peccati personali” (CCC 403).

12. “La trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno…
Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione a tutta l’umanità, cioè con la trasmissione di una natura umana privata della santità e della giustizia originali. Per questo il peccato originale è chiamato «peccato» in modo analogico: è un peccato «contratto» e non «commesso», uno stato e non un atto” (CCC 404).

13. “Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno, in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale. Consiste nella privazione della santità e della giustizia originali, ma la natura umana non è interamente corrotta: è ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta all’ignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e inclinata al peccato (questa inclinazione al male è chiamata «concupiscenza»). Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l’uomo verso Dio; le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell’uomo e lo provocano al combattimento spirituale “ (CCC 405).

Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di presentare la dottrina della Chiesa su un punto così importante della nostra fede e che getta luce sui tanti mali di cui l’uomo è afflitto.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo