Quesito

Caro padre Angelo,
Sono Fortunata, penso vivamente che l’aborto sia un omicidio e che il bambino venga all’esistenza nel momento del concepimento e abbia diritto a vivere il tempo che Dio ha scelto per lui.
Ma la mia mente si blocca quando penso a quei rari casi in cui la gravidanza sia stato frutto di una violenza, di uno stupro.
Cosa pensa al riguardo?
Grazie tante e pregherò per lei!


Risposta del sacerdote

Cara Fortunata,
1. fai bene ad avere le idee chiare su una realtà così importante qual è l’aborto. Ne va di mezzo una persona umana.
E dal momento che nessuno di noi è padrone della vita degli altri, non ci è mai lecito sopprimerli volontariamente.

2. Tu presenti però un caso penoso: una donna che è rimasta incinta in seguito a violenza carnale.
È vero che la donna non ha voluto il bambino e neanche l’atto che l’ha messo al mondo.
Tuttavia lui esiste. E nessuno di noi può decidere su di lui.
Il nostro compito è solo quello di rispettarlo come tutti gli altri esseri umani e di accoglierlo.
Accoglierlo, poi, non significa che la donna se lo debba tenere, ma che la comunità l’aiuti a portare a termine la gravidanza. Se poi la donna non vuole tenere il bambino, lo si affiderà a qualcuno che lo ami e ne se ne prenda cura.
So personalmente che con una ragazza, che era stata oggetto di aggressione ed era rimasta incinta, si è fatto proprio così.

3. È interessante anche tenere presente un dato su donne che hanno subito stupro: su 192 rimaste incinte, 56 hanno voluto abortire, 133 hanno partorito, 3 hanno avuto un aborto spontaneo. Di quelle che hanno partorito, l’80% si è dichiarato soddisfatto di aver scelto di dare la vita al bambino.
Delle 56 che hanno abortito, solo una non ha rimpianto la sua decisione. Per molte di esse è aumentato il senso di colpa e di vergogna (cfr. C. Genovese, Conseguenze psicologiche derivanti dall’interruzione volontaria della gravidanza, in Medicina e Morale, 4/2002, pp. 723-724).
Allora, è anche il bene della donna non abortire, neanche nel caso di violenza carnale.

Ti ringrazio per la domanda, ti prometto un ricordo al signore e ti benedico.
Padre Angelo