Quesito

Caro Padre Angelo Bellon, 
sono un ragazzo di 24 anni e le scrivo perchè sto cercando risposta ad alcuni miei dubbi che da molto tempo mi stanno ossessionando. Anticipatamente chiedo scusa se il tono dei quesiti possa sembrare provocatorio ma in realtà non è così, ho cercato semplicemente di farmi capire con chiarezza senza girare troppo intorno ai concetti. Ho scelto lei, perchè tra i tanti preti on-line che offrono questo tipo di servizio, mi sembra la persona più adatta nel dare risposte sulla teologia, la quale non ci mette troppo "del suo" ma rimane coerente agli insegnamenti della dottrina cattolica.
Preciso che io sono agnostico, tendenzialmente non credente; inoltre penso che per essere credenti sia assolutamente necessario dover credere e affidarsi alla parola della chiesa cattolica e del papa, altrimenti dal mio punto di vista non avrebbe senso essere fedeli.
La ringrazio in anticipo nel caso dovesse decidere di rispondere o meno a queste domande e mi scuso anche per i numerosi quesiti posti. L’avevo già contattata tempo fa ma poi le chiesi di non rispondermi per via di alcuni problemi personali, oggi ho preferito porle i quesiti in modo diverso e che non riguardassero troppo nello specifico la mia vita personale.
Ancora grazie … attendo con ansia una risposta!

Dio è realmente il creatore di tutto?
1) Se Dio fosse realmente il creatore di tutto, questo significherebbe che non si può imputare a satana la colpa di aver creato il male, ma solo di averlo scelto come stile di vita.
Per intendermi: Dio sarebbe solo bene e perfezione (??); Dio avrebbe creato degli esseri inferiori a lui ma abbastanza potenti chiamati angeli secondo un suo progetto, avrebbe dato la possibilità a questi esseri di conoscere sia il bene che il male e soprattutto gli avrebbe dato la possibilità di poter pensare con una propria autonomia, la quale gli consentirebbe di scegliere o il bene o il male. Sia che il male fosse esistente già prima della creazione di questi esseri, sia che il male sia esistito solo dopo la loro creazione, se Dio fosse il creatore di tutto ciò che esiste, questo significherebbe che il concetto di male sarebbe stato creato da Dio per forza di logica. Perchè dunque avrebbe dovuto creare degli esseri inferiori, sapendo che se non li avesse dotati della sua stessa perfezione e se gli avesse permesso di opporsi a lui (libero arbitrio), avrebbero molto probabilmente agito come ha fatto satana? La tipica risposta che mi sento dare è che Dio avrebbe usato questo modo perchè ha voluto mettere alla prova questi esseri, dandogli la libertà di potersi opporre a lui (libero arbitrio), ma comunque "obbligandoli" a scegliere solo la via del bene (ovvero lui) per non scatenare la sua ira; ma in tutto questo che senso ci sarebbe? Perchè Dio li avrebbe creati con la possibilità di poter scegliere anche il male, diversamente da lui che per sua natura e perfezione sceglierebbe automaticamente solo il bene? Perchè gli avrebbe dato questa grossa responsabilità diversamente da lui? E perchè tutto ciò se Dio dovrebbe essere onnisciente, quindi sapere già tutto prima di crearli? Come spiega ufficialmente la dottrina cattolica questo concetto e quale giustificazione usa per garantire che Dio sia esclusivamente buono? Come fanno a credere i suoi adoratori dell’esclusiva e assoluta bontà del Dio cristiano, interpretando questo concetto?
La ringrazio molto per una sua eventuale risposta…
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. intanto ti ringrazio per quello che mi hai scritto all’inizio della tua mail perché hai colto al vivo il mio intendimento: quello di servire gli uomini e i credenti nel dire qual è la dottrina della Chiesa.
Sono consapevole che se la gente mi domanda qualche cosa me la domanda perché sono sacerdote e perché sono domenicano e si attende da me di conoscere con precisione la dottrina della Chiesa e la via di Dio.
Poiché mi hai posto molte domande in una sola volta, mi permetto di risponderti in varie puntate.

2. Innanzitutto non mi meraviglio che tu ti definisca agnostico e tendenzialmente non credente.
Il Concilio Vaticano II° nella Gaudium et spes dice che alcuni “si creano una tale rappresentazione di Dio che, respingendolo, rifiutano un Dio che non è affatto quello del Vangelo” (GS 19).
E questo mi pare proprio il tuo caso: ho l’impressione che ti rappresenti un Dio che vuole essere adorato come se avesse bisogno dell’adorazione degli uomini per sentirsi grande. Un Dio che dice alle creature di fare come vuole lui, altrimenti scatena su di loro la sua ira.
Se Dio fosse così, non crederei neanch’io.
Non solo, ma addirittura lo rifiuterei.

3. Metti in dubbio la bontà e la perfezione di Dio.
Ebbene: se Dio non fosse buono e perfetto non sarebbe Dio.
Per giungere a dire che è buono e perfetto non è necessaria la fede. La sola ragione porta a concludere così.
I grandi filosofi pagani come Platone e Aristotele, vissuti in Grecia nel quarto secolo avanti Cristo, erano giunti a definirlo rispettivamente come il “Sommo Bene” e come “Atto puro” o “motore immobile”.

4. Partendo dalla considerazione che davanti a noi vi sono tante realtà esistenti e che ognuna di esse ha una porzione di esistenza (esiste per qualche tempo oppure per un lunghissimo tempo), dobbiamo concludere che queste realtà “hanno” l’esistenza. E cioè l’hanno ricevuta.
Perché se l’avessero da se stesse sarebbero l’esistenza per se stessa e in se stessa. E sarebbero da sempre e per sempre.
Se invece l’hanno ricevuta, significa che non hanno in se stesse la ragion d’essere.
E significa anche che la loro ragion d’essere non sta in un essere come loro, altrimenti tutte l’avrebbero ricevuta e nessuna l’avrebbe data, ma in un essere che ha in se stesso la ragion d’essere, che è per essenza la sua esistenza e che la comunica a tutti le realtà che esistono. E questo essere si chiama Dio.
Dio è dunque l’Essere perfettissimo creatore e signore di tutto ciò che esiste.

5. Il ragionamento che ti ho fatto riprende la terza via di San Tommaso per giungere alla conoscenza dell’esistenza di Dio e te la presento con le sue stesse parole: “La terza via è presa dal possibile (o contingente) e dal necessario, ed è questa.
Tra le cose noi ne troviamo alcune che possono esistere e non esistere; infatti alcune cose nascono e finiscono, il che vuol dire che possono essere e non essere. Ora, è impossibile che tutte le cose di tal natura siano sempre state, perché ciò che può non essere, un tempo non esisteva.
Se dunque tutte queste cose possono non esistere, in un dato momento niente ci fu nella realtà.
Ma se questo è vero, anche ora non esisterebbe niente, perché ciò che non esiste, non comincia ad esistere se non in forza di qualche cosa che esiste.
Dunque, se non c’era ente alcuno, è impossibile che qualche cosa cominciasse ad esistere, e così anche ora non ci sarebbe niente, il che è evidentemente falso.
Dunque non tutti gli esseri sono contingenti, ma bisogna che nella realtà vi sia qualche cosa di necessario. Ora, tutto ciò che è necessario, o ha la causa della sua necessità in altro essere oppure no. D’altra parte, negli enti necessari che hanno altrove la causa della loro necessità, non si può procedere all’infinito, come neppure nelle cause efficienti secondo che si è dimostrato. Dunque bisogna concludere all’esistenza di un essere che sia di per sé necessario, e non tragga da altri la propria necessità, ma sia causa di necessità agli altri. E questo tutti lo chiamano Dio” (Somma teologica, I, 2, 3).

6. Se Dio è l’esistente ed è colui che dà l’esistenza a tutte le cose è anche colui che dà ad ogni realtà la bontà e la perfezione che ognuna possiede.
E se dà a tutte le creature la bontà e la perfezione che ognuna possiede, evidentemente Lui deve avere questa bontà e questa perfezione al sommo.
La sua bontà e la sua perfezione sono grandi quanto è grande il suo essere.
Dio perciò è la bontà dalla quale deriva ogni bontà ed è la perfezione dalla quale deriva ogni cosa perfetta.

7. Scrivi: “Sia che il male fosse esistente già prima della creazione di questi esseri, sia che il male sia esistito solo dopo la loro creazione, se Dio fosse il creatore di tutto ciò che esiste, questo significherebbe che il concetto di male sarebbe stato creato da Dio per forza di logica”.
Il male in quanto tale non esiste. Esiste solo il bene. Noi chiamiamo male il bene che è corrotto.
Dunque, sebbene nel nostro linguaggio siamo portati a personificare il male e a parlare dell’esistenza del male, a rigore esiste solo il bene, che talvolta è integro e talvolta corrotto (gli manca qualcosa che dovrebbe avere).
Questo limite non viene da Dio, che essendo perfettissimo dà ad ogni realtà la sua perfezione, ma è derivante da chi, cooperando con Dio, non ha voluto dare alle proprie azioni la perfezione che dovrebbero avere.
Infatti né gli angeli né gli uomini possono pensare o fare qualcosa indipendentemente da Dio, come ogni raggio di sole non può sussistere senza la sorgente da cui deriva.
Quando compiono il male, gli angeli e gli uomini si comportano nella loro cooperazione con Dio come “cause deficienti”, e cioè come cause che non danno a quanto producono la perfezione che dovrebbero dare.

8. Ne segue pertanto in maniera assoluta che Dio non causa il male.
Creando angeli e uomini come esseri liberi, e pertanto partecipi del suo potere creativo, ha permesso indirettamente che questi potessero compiere il male.
Ma Dio il male non lo vuole, né ne è la causa. Lo permette, sì. Ma Dio è così buono e così perfetto e onnipotente che anche dal male sa trarre dei beni.
Aristotele diceva che mors unius est generatio alterius: la morte di una realtà è inizio della generazione di un’altra realtà.
Questo lo vediamo nella natura.
E non c’è motivo per negare che questo Dio non lo possa fare anche in riferimento al male derivante dagli angeli ribelli e dagli uomini.

Ti ringrazio per la fiducia riposta, ti assicuro la mia preghiera perché Dio ti dia la capacità di conoscerlo, di amarlo e di possederlo.
È il bene più grande che puoi ricevere nella vita presente, oltre evidentemente a quello di cui puoi godere in quella futura.
Perché tu possa conseguire soprattutto questo bene ti benedico.
Padre Angelo