Quesito

Padre, 
siamo una coppia di giovani che purtroppo ha vissuto nel peccato per circa un anno. Dopo esserci consultati l’un l’altro abbiamo deciso di ripartire da zero invitando Dio ad entrare nelle nostre vite.
Non siamo sposati e molto spesso abbiamo avuto rapporti sessuali. Abbiamo sempre usato contraccettivi di ogni genere (minipillola in particolare) senza riuscire a dominare i nostri impulsi. Tutt’ora il problema degli istinti persiste e ora viviamo nel rimorso.
Scriviamo a Lei nella speranza di una risposta per poter rientrare nelle grazie di Dio.
Un grazie in anticipo


Risposta del sacerdote

Carissimi,
1. la purezza è molto importante nella vita di coppia.
Voi stessi vi sarete accorti che vivendo nell’impurità avete perso molte cose. E adesso, assieme alla purezza, volete ricuperarle.
La prima cosa che si perde con l’impurità è la presenza personale di Dio.
E non può non essere che così. Infatti con gli atti compiuti prima del matrimonio e con l’aggiunta della contraccezione voi vi fate arbitri di voi stessi e del vostro corpo e, sebbene non di proposito, voltate le spalle a Dio e vi sentite privi della sua presenza personale dentro il vostro cuore.
 
2. Oltre a questo, voi perdete o vi impedite di raggiungere un’altra realtà, essenziale per la serenità e la durata della vita di copia: l’autodominio di voi stessi in tanti ambiti della vostra vita.
La mancanza di autodominio è come un’incapacità di mettere un freno a se stessi. Ma quando i freni non funzionano si espone a vari incidenti.
Così quando non c’è la purezza imperversa l’istinto.
Dal momento che non siamo fatti a scompartimenti, è facile essere senza freni anche nel parlare, nei capricci, nel non voler rinunciare ai propri puntigli, nei bisticci.
In una parola la mancanza di purezza favorisce l’aggresisvità,
Un documento del magistero della Chiesa lo dice chiaramente quando afferma che “la castità è energia spirituale che libera l’amore dall’egoismo e dall’aggressività” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 18).
E l’aggressività fa star male

3. Quale rimedio a questo?
Ne propongo solo uno, ma ve ne sono tanti.
Gesù ha detto: “vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mt 26,41).
In queste parole del Salvatore è racchiuso il segreto della serenità e della sicurezza del vostro presente e del vostro futuro.
Dovete riporre grande fiducia nella preghiera perché nella preghiera noi portiamo Gesù Cristo dentro la nostra vita. Lo portiamo come salvatore.

4. S. Agostino nelle sue Confessioni riconosce: “Ero così stolto da non sapere che sta scritto: nessuno può essere casto, se Tu non lo concedi (Sap 8,21)” (Confessioni, VI, 11).
Su questa necessità di domandarla a Dio scrive ancora: “Su questo argomento così importante dirò ciò che egli mi ispira, e comincio anzitutto ad affermare e a provare che la continenza è dono di Dio. Nel libro della Sapienza infatti troviamo scritto che, se Dio non lo concede, nessuno può essere casto” (De Continentia, I, 1).

5. Concretamente datevi l’impegno, soprattutto adesso che comincia il mese di maggio, di recitare insieme il Santo Rosario affidando la purezza del vostro affetto a Maria, invocata come la Madre del bell’amore (Sir 24,24).)
A Lei Dio ha demandato il compito di ottenerci questa virtù, che è il segreto di tutti gli altri beni.
Recitatelo insieme. Al termine di questa preghiera sentirete una grande pace e una certa serenità nell’anima che fa venire meno la voglia di mettersi a discutere, di bisticciare e anche di commettere atti impuri.

6. In questo modo, vedendovi l’un l’altro pregare insieme, vi stimerete di più e vi amerete di più con un amore che cementa i cuori e li unisce in Dio.

7. Mi scrivete: “abbiamo deciso di ripartire da zero invitando Dio ad entrare nelle nostre vite”.
San Francesco di Sales, indirizzandosi agli sposi, dice: “Piacesse a Dio che il suo amatissimo Figlio fosse invitato a tutte le nozze come lo fu a quelle di Cana! Il vino della gioia e della benedizione non mancherebbe mai” (Filotea, III parte, cap. 38).
Quello che questo Santo dice agli sposi io lo dico anche a voi due, che siete fidanzati: invitate Gesù e invitate la Madonna a stare insieme con voi.
Li invitate mettendovi a pregare. Potete esserne certi, vengono subito e non vi portano via niente.
Rimangono con voi per assicurarvi sempre il vino della gioia e la loro benedizione.

Vi mando la mia benedizione e vi assicuro la mia preghiera.
Padre Angelo