Quesito

Caro Padre Angelo,
ho letto da qualche parte che San Tommaso parla della creazione come sacramento di Dio.
Desidererei saper dove ne parla e come ciò vada interpretato.
Si sta avvicinando la Giornata del creato ed io vorrei avere della cosa una visione corretta e non naturalistica. Ma come inserire tale giornata in una visione soprannaturale?
Grazie per la risposta.
F.F


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Sì, è vero. san Tommaso parla della creazione come di un sacramento.
La parola sacramento significa “segno sacro”.
Per san Tommaso “le creature visibili significano qualcosa di sacro, cioè la sapienza e la bontà divina in quanto sacre in se stesse” (Somma teologica, III, 62, 2 ad 1).
Per questo si può parlare di “sacramentum mundi” (sacramento del mondo, della creazione).
Anche la liturgia della Chiesa in alcuni suoi canti si esprime così: “Tutto il creato vive in te, segno della tua gloria” e “tu l’hai fatto come un segno”.

2. La Sacra Scrittura ricorda che le realtà di questo mondo sono opera di Dio e sono segni visibili e tangibili della sua sapienza e perfezione.
Nell’Antico Testamento si legge: “Davvero stolti per natura tutti quelli che vivono nell’ignoranza di Dio e dai beni visibili non riconoscono Colui che è, pur considerandone le opere, ma il fuoco, o il vento o l’aria sottile o la volta stellata o l’acqua impetuosa o i luminari del cielo considerano come dei, reggitori del mondo. Se stupiti per la loro bellezza li prendono per dei, pensino quanto è superiore il loro Signore, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza. Se colpiti dalla loro potenza e attività, pensino quanto più potente è colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature, per analogia, si conosce l’autore” (Sap 13,1-5).
E San Paolo: “Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili” (Rm 1,20.23).

3. Ma questa accezione di Sacramento è ancora abbastanza generica.
Quando invece San Tommaso parla dei sacramenti in senso stretto dice che essi non sono solo segni di qualcosa di sacro, ma sono segni di quelle realtà sacre che santificano gli uomini (I-II,101, 4).
Del resto parlando della creazione come di un sacramento aveva soggiunto:
“Le creature visibili significano qualcosa di sacro, cioè la sapienza e la bontà divina in quanto sacre in se stesse, non già in quanto ci santificano” (III, 62, 2 ad 1).
Nei sette sacramenti c’è dunque qualcosa di più: non solo la rivelazione di qualcosa di sacro, ma anche la santificazione operata nell’anima.

Ti saluto, ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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