Senza ricorrere alla procreazione assistita ecco come è nata una bella bambina

////Senza ricorrere alla procreazione assistita ecco come è nata una bella bambina

Senza ricorrere alla procreazione assistita ecco come è nata una bella bambina

Caro Padre Angelo,
Le scrivo a mesi di distanza dall’ultima nostra corrispondenza, nella quale mi chiedeva di tenerLa informato circa gli esiti della nostra storia dopo esserci rivolti per la cura dell’infertilità a questa dottoressa specializzata, la sola in Italia insieme ad un’altra a Milano, nella Naprotecnologia.
Per cominciare, Le comunico che con nostra grandissima gioia, e incredulità dei medici, oggi aspettiamo una bambina che non vediamo l’ora di abbracciare!
Rispetto a gennaio posso dirLe che dopo mesi di osservazioni del ciclo di mia moglie unitamente a specifiche analisi cliniche la dottoressa ha diagnosticato un’endometriosi del IV grado, la più grave che vi possa essere.
Era questa la causa della nostra infertilità, la quale, se fosse stata diagnosticata per tempo dai medici cui ci siamo rivolti inizialmente, sarebbe stata presa in un momento più propizio. L’endometriosi di mia moglie, infatti, era arrivata a un livello tale da compromettere ormai l’ovaio sinistro, da considerarsi purtroppo perduto.
L’unica cura possibile per tale malattia è l’intervento chirurgico di rimozione del tessuto di endometrio cresciuto fuori sede. Per l’intervento la nostra dottoressa ci ha indirizzato verso un luminare di Milano, prescrivendo nel frattempo a mia moglie una cura integrativa di vitamine e una particolare tipologia di acido folico (un integratore che si assume di routine in gravidanza).
Eravamo sereni e per tutto il tempo abbiamo pregato San Giuseppe, con la promessa di consacrarGli la creatura che ci fosse stata donata per Sua intercessione.
Il ginecologo che avrebbe dovuto operare mia moglie ci disse di prepararci all’inevitabile, in quanto per lo stato in cui era giunta l’endometriosi non poteva assicurare di poter salvare anche l’altro ovaio e le tube. Sinceramente, grazie alle nostre preghiere e nella fiducia riposta nel Signore, ci aspettavamo il buon esito dell’operazione e da lì in poi la possibilità di concepire, invece… San Giuseppe ha voluto sorprenderci! In Aprile, a pochi giorni dall’intervento programmato, abbiamo fatto un test di gravidanza per un ritardo di mia moglie e lei era… Incinta!
Non sto a descriverLe la nostra gioia, la si può immaginare. Da allora la gravidanza è proceduta bene, oggi siamo al 7° mese e proprio il giorno di Natale andrà a coincidere con la data presunta del parto!
La nostra dottoressa è rimasta stupita del concepimento, sino a quando non abbiamo superato il terzo mese ha sempre temuto il rischio di un aborto, ad ogni visita ci incoraggiava invitandoci però a non farci illusioni. Mese dopo mese ha però potuto constatare che il feto cresceva bene ed ormai è solo questione di tempo prima di abbracciare la nostra bimba.
Cosa dire? Siamo felicissimi e davvero grati a Nostro Signore e a San Giuseppe che ha interceduto per noi. Questa bimba oggi nel grembo di mia moglie è segno tangibile di un grande miracolo che Dio ci ha donato. Non parlo di miracolo a caso, i dottori che hanno fatto l’ecografia morfologica del 5° mese si sono stropicciati gli occhi dall’incredulità vedendo il quadro clinico di mia moglie.
A proposito, mi vengono in mente le belle parole di una collega che ha vissuto anni fa una storia simile alla nostra. Mi ha raccontato che il ginecologo che la seguì si stampò la foto della sua bambina e da allora la tiene appesa nel suo studio, per ricordare a se stesso e ai suoi pazienti che i bimbi non li fanno i genitori o i medici con la loro scienza, ma li manda Dio.
Non dimenticheremo mai di ringraziare Nostro Signore per questo dono meraviglioso, il giorno del suo battesimo, come promesso, consacreremo la bimba a San Giuseppe.
Ricordandola con affetto nella preghiera La saluto


Carissimo,
1. gioisco con voi per questa bella notizia.
Al momento in cui ti rispondo la bambina dovrebbe essere nata da 5 mesi e nel frattempo, ne sono certo, già battezzata.
È il sorriso di Dio donato a voi, come diceva Giovanni Paolo II.
Un sorriso che è continuo.

2. Avete voluto essere in tutto conformi alla volontà del Signore.
Avete fatto bene a fidarvi della Chiesa che vieta la procreazione assistita. E siete stati ripagati oltre misura, oltre ogni aspettativa umana.
Desidero sottolineare l’importanza di aver obbedito alla legge di Dio.

3. Forse avreste avuto anche con la procreazione assistita un bambino in braccio come si dice. Ma a quale prezzo!
Non parlo di quello economico, sebbene via sia anche questa componente soprattutto per coloro che ricorrono per questioni di rapidità di tempo o per altri motivi a strutture private.

4. La procreazione assistita, anche quella omologa, oltre alle deroghe morali che hanno sempre le loro conseguenze perché il male è male anche perché fa male, comporta risvolti negativi e particolarmente pesanti sul bambino.
Eccoli:
Tra i nati ottenuti con le tecniche di fecondazione artificiale aumenta l’incidenza di prematurità (29,3% vs 4-6% delle gravidanze normali) e di basso peso alla nascita (36% vs 6% delle gravidanze naturali per pesi al di sotto dei 2.500 grammi, e con un rapporto di 7 a 1 per pesi sotto i 1.500 grammi), di mortalità perinatale (22,8-26,6% vs 9,8-13% con gravidanze naturali) e di morbilità. Infatti, la prematurità e il basso peso si associano a loro volta ad un aumentato rischio di compromissione della crescita e dello sviluppo psicomotorio e mentale, con non infrequenti danni neurologici.

5. Tra le conseguenze negative un articolo di Avvenire di qualche anno annotava che c’è: “sproporzionata incidenza di parti prematuri, basso o bassissimo peso alla nascita, problemi respiratori, malattie cardiache, infezioni, encefalopatia neonatale, disordini genetici, feti nati morti e maggiori probabilità di morte in culla nei primi 28 giorni di vita.
È la lunga agghiacciante serie di problemi che un’associazione di medici americani ha collegato al concepimento in provetta” (E. MOLINARI, Avvenire, 20 marzo 2014, p. 16).

6. Né vanno trascurati i rischi e le conseguenze legate al trattamento farmacologico utilizzato per ottenere un’ovulazione multipla con l’insorgenza della cosiddetta sindrome da iperstimolazione ovarica.
L’iperstimolazione ovarica viene catalogata secondo tre forme:
forma lieve: caratterizzata da dolore e sensazione di tensione e pesantezza addominale, con sintomi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea. L’esame ultrasonografico rivela ovaie in¬grandite con più di 5 cm di diametro;
forma moderata: oltre ai sintomi precedenti, ma più pronunciati (le ovaie sono palpabili nell’addome e aumentate di volume con diametro di circa 12 cm);
forma severa: con manifestazioni cliniche più gravi: infarto al miocardio, trombosi della vena succlava sinistra ed edema del braccio e infine anche un caso di morte (Z. SEREBROVSKA – M.L. DI PIETRO, La Sindrome da iperstimolazione ovarica: tra clinica ed etica, in Medicina e Morale, 2/2006, pp. 331-332).

7. Vi siete affidati a Dio attraverso una preghiera intensa e mediante l’intercessione di san Giuseppe che viene sempre esaudito.
Questo è stato immensamente più benefico che derogare alla legge divina con l’aiuto della scienza.
Quanti mali sono stati risparmiati alla vostra bambina e quanti disagi alla tua sposa.
Ecco il frutto della fedeltà alla legge di Dio la quale quando vieta qualche cosa lo fa solo ed esclusivamente per risparmiarci qualche male ed elargirci qualche bene.

Ti ringrazio per questa testimonianza che risulterà utile ai nostri visitatori.
Vi assicuro la mia preghiera perché il Signore continui ad assistervi e vi benedico.
Padre Angelo