Quesito

L’autore sacro non poteva avere l’idea della trinità che è stata rivelata da Gesù ed è stato condannato proprio perché contraddiceva il monoteismo ebraico. Impensabile una tale prefigurazione in quanto l’uomo mosso da Dio non può andare oltre un certo limite che viola la sua capacità. Solo l’uomo-Dio può rivelare tale mistero. L’uomo è creato dalla terra come gli animali, ma riceve lo spirito divino che lo chiama alla relazione con lui. Ecco il senso del facciamo. Mi realizzo con la fede in Dio. Purtroppo è invalsa l’abitudine si adattare la scrittura sacra ai postulati dogmatici spesso inficiati dai limiti culturali. S. Paolo non sta parlando di peccato originale ma vuole solo contraporre l’opera salvifica di Cristo all’opera deleteria di Adamo che è il prototipo di ogni uomo.
Non si può ereditare il peccato. L’autore parte dalla situazione attuale di peccato per risalire ai primordi della umanità. Non c’erano giornalisti! Quanto al poligenismo i recenti pronunciati della santa sede sono in tal senso, mentre non è stata più ritenuta consona la parola generazione per la trasmissione del peccato.
Non gli contesto il fatto che c’è il peccato originale ma è proprio di ciascun uomo ma non perchè lo eredita. Cosa devo pensare quando s. Paolo mi dice che le donne tacciono nell’assemblea? che si tratta di un dato culturale. Ma come può essere dotato di tanti doni l’uomo che lo rendono senza ignoranza e perfetto per poi diventare imperfetto.!!! anche se l’uomo non avesse peccato avrebbe continuato a subire la dura legge del lavoro e la donna a partorire con dolore. Solo che non peccando non li avrebbe visti come castighi ma li avrebbe accettati perchè creatura che si affida a Dio per pervenire alla vera vita. Non metta all’inizio quello che è solo la fine.
Mi scuso per il disordine, ma se lei accetta il dialogo e non si chiude alla interpretazione letterale possiamo chiarire punto per punto.
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. se uno crede che Autore principale della sacra Scrittura sia Dio non si meraviglia che Dio abbia prefigurato nell’Antico testamento tante realtà che sono state svelate in maniera più esplicita nel Nuovo.
I Santi Padri hanno fatto questo lavoro e non si sono sbagliati nell’intendere la fede.
Cristo stesso rimanda a tanti simboli dell’Antico testamento che si riferiscono a lui: l’Agnello pasquale, il serpente di rame, la manna…

2. Mi dici che il peccato non si può ereditare. Ma del peccato di Adamo la Sacra Scrittura parla molto chiaro.
E San Paolo la Scrittura la conosce.
Il peccato originale lo si eredita per propagazione. In passato si diceva per “generazione”. Ma la Chiesa ufficiale non ha man inteso che per generazione s’intendesse l’atto coniugale.

3. Mi dici che “ai primordi della umanità non c’erano giornalisti!”.
Ma, per chi crede, il testo della Genesi (letto non con criteri storiografici) vuole dire molte cose.
E al credente le dice.
Tu sei libero di non essere credente e sei libero anche di non essere cattolico.
Ma chi vuole essere cattolico sa che la Scrittura non la si interpreta a proprio talento, facendole dire quello che vuole, ma va interpretata secondo la “mens” della Chiesa che ha ricevuto da Cristo il compito di trasmettere e di interpretare con l’assistenza dello Spirito Santo il loro genuino significato.
Già san Pietro aveva dato questo criterio: “Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio” (2 Pt 1,20-21).

4. Sul peccato originale il Catechismo della Chiesa Cattolica dice:
“Il racconto della caduta (Gen 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all’inizio della storia dell’uomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori” (CCC 390).

“Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo. San Paolo lo afferma: «Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori» (Rm 5,19); «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. . . » (Rm 5,12). All’universalità del peccato e della morte l’Apostolo contrappone l’universalità della salvezza in Cristo: «Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita» (Rm 5,18)” (CCC 402).

“In che modo il peccato di Adamo è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano è in Adamo come un unico corpo di un unico uomo». Per questa «unità del genere umano» tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, così come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo.
Tuttavia, la trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno. Sappiamo però dalla Rivelazione che Adamo aveva ricevuto la santità e la giustizia originali non soltanto per sé, ma per tutta la natura umana: cedendo al tentatore, Adamo ed Eva commettono un peccato personale, ma questo peccato intacca la natura umana, che essi trasmettono in una condizione decaduta [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1511-1512].
Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione a tutta l’umanità, cioè con la trasmissione di una natura umana privata della santità e della giustizia originali. Per questo il peccato originale è chiamato «peccato» in modo analogico: è un peccato «contratto» e non «commesso», uno stato e non un atto” (CCC 404).

Questa è la dottrina cattolica, che è normativa per un credente.
Ti saluto, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo