Secondo me la beatitudine esige anche le soddisfazioni del corpo

Secondo me la beatitudine esige anche le soddisfazioni del corpo

Quesito

Caro Padre,
vorrei avere un altro chiarimento in ordine ad una sua risposta del passato.
La chiesa non saprà come il mondo verrà trasformato (mi aveva detto).
Ma quando dice questo la chiesa intende che ci sarà un mondo sebbene trasfigurato (che secondo san Tommaso sarebbe fatto solo di corpi fisici glorificati senza piante e animali) oppure che non si sa neanche se ci sarà un nuovo mondo?
Io penso che per la gloria del corpo (occhi, tatto ecc…) sia più conveniente un mondo per la gloria secondaria del corpo.
Non so. Scusi se magari approfondisco domande già fatte

La ringrazio come sempre. La ricorderò nella preghiera.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
ti rispondo con un testo illuminante di san Tommaso:
Per la beatitudine imperfetta quale può aversi in questa vita sono richiesti anche i beni esteriori come elementi non essenziali, bensì strumentali, della felicità, la quale consiste, al dire di Aristotele (Ethic. I,13), nell’esercizio delle virtù. Infatti nella vita presente l’uomo ha bisogno di quanto serve al corpo, sia nell’esercizio della contemplazione che nell’esercizio delle virtù attive: anzi, per queste ultime si richiedono molte altre cose necessarie al compimento delle opere della vita attiva.
Per la beatitudine perfetta invece, consistente nella visione di Dio, tali beni non sono per nulla richiesti. E ciò perché tutti i beni esterni sono richiesti o per il sostentamento del corpo animale, oppure per delle operazioni giovevoli alla vita umana che noi compiamo mediante il corpo animale. Ma la perfetta beatitudine consistente nella visione di Dio si avrà o in un’anima priva del corpo, o in un’anima unita a un corpo non più animale, ma spirituale. Quindi tali beni esterni non sono mai richiesti per la suddetta beatitudine, essendo ordinati alla vita animale” (Somma teologica I-II,4,7).
E ancora: “Tutte le promesse di ordine materiale esistenti nella sacra Scrittura vanno intese in senso metaforico, poiché la Scrittura ha l’abitudine di indicare i beni spirituali con quelli materiali «affinché noi», come dice S. Gregorio (In Evang. hom. 11), «partendo dalle cose che conosciamo ci innalziamo a desiderare quelle che ci sono ignote». E così il cibo e la bevanda stanno a indicare il godimento della beatitudine, i tesori la sazietà che l’uomo proverà in Dio solo, il regno l’esaltazione dell’uomo fino all’unione con Dio” (Ib., ad 1).
“Tutti questi beni (esteriori) necessari per la vita animale non si addicono alla vita spirituale, in cui si trova la perfetta beatitudine. E tuttavia anche in questa beatitudine vi sarà la somma di tutti i beni, poiché nella fonte suprema di tutti i beni si troverà tutta la bontà in essi contenuta” (Ib., ad 2).

Ti ringrazio del quesito e della preghiera che fai per me.
La contraccambio di cuore e ti benedico.
Padre Angelo