Quesito

Grazie padre Angelo.
Posso porle un’altra questione la quale, probabilmente, ha già risposto innumerevoli volte..
Secondo lei, l’omosessualità è contro natura?
E secondo la Chiesa?
Come ci si dovrebbe comportare con un omosessuale?
Grazie e scusi il disturbo
Carlo 


Risposta del sacerdote

Caro Carlo,
1. mi poni anzitutto due domande: la prima se per me l’omosessualità sia contro natura, la seconda se lo sia anche per la Chiesa.
Il mio pensiero è perfettamente corrispondente a quello della Chiesa.
Tuttavia ti espongo prima il mio e poi quello della Chiesa.
Penso anche che tu parlando di omosessualità non intenda semplicemente riferirti all’inclinazione di una persona, ma all’uso omosessuale della genitalità.

2. Ecco il mio pensiero: i sessi sono fatti e strutturati in un determinato modo per una finalità ben precisa: la conservazione della specie.
In anatomia questa parte dell’organismo umano viene descritta sotto la dicitura: “apparato genitale”.
“Genitale” e cioè riproduttivo.

3. Il minimo che si possa dire è che l’uso omosessuale della genitalità non è secondo il significato dato dalla natura.
Se si vuole giungere alla procreazione non basta congiungersi in qualsiasi modo, ma è necessario congiungersi in un determinato modo: quello per cui i sessi sono strutturati diversamente.

4. Adesso non sto a dire se sia contro natura o fuori della natura.
Una cosa è certa: che non è secondo natura.
Questa mi pare la cosa più evidente ed elementare.
Non so come si possa dire diversamente

5. Adesso vengo al pensiero della Chiesa.
In un documento del suo Magistero “Orientamenti educativi sull’amore umano” la Chiesa ricorda che i sessi sono “simili e dissimili nello stesso tempo; non identici, uguali però nella dignità della persona; sono pari per intendersi, diversi per completarsi a vicenda” (OE 25).
Per riconoscere questo non è necessario scomodare la fede. Mi pare che anche qui l’evidenza sia così forte e incontrovertibile.
Affermare il contrario sarebbe come dire che la luce serve per far scuro!

6. In un altro documento intitolato, “Persona humana” (della Congregazione per la dottrina della fede, 29.12.1975) il Magistero della Chiesa afferma che “secondo l’ordine morale oggettivo le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile” (PH 8).
Qual è la loro regola essenziale e indispensabile? Quella scritta nella natura stessa della genitalità: la complementarità dei sessi e la connessa capacità di suscitare la vita.

7. Un altro documento Homosexualitatis problema (Congregazione epr la dottrina della fede, 1.10.1986) ricorda che “è solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto.
Pertanto una persona che si comporti in modo omosessuale agisce immoralmente” (HP 7).

8. La dizione “contro natura” è presente nella Sacra Scrittura e precisamente in San Paolo quando dice: “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.
Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento” (Rm 1,26-27).

9. Mi poni infine un’altra domanda: come ci si deve comportare con persone omosessuali.
La risposta è semplice: ci si deve comportare col massimo rispetto perché sono persone.

10. Anzi, dal momento che in loro c’è una sofferenza come ricorda il magistero della Chiesa, è del tutto riprovevole mostrare per loro una mancanza di rispetto.
Ecco il passo dove la Chiesa parla delle sofferenze degli omosessuali; Nella lettera Homosexualitatis problema al n. 18 si legge: “In questo spirito la Congregazione per la Dottrina della Fede ha rivolto questa Lettera a voi, Vescovi della Chiesa, con la speranza che vi sia di aiuto nella cura pastorale di persone, le cui sofferenze possono solo essere aggravate da dottrine errate e alleviate invece dalla parola della verità”.

11. Massimo rispetto per le persone dunque e in particolare per la loro sofferenza.
Ma gli atti omosessuali “sono intrinsecamente disordinati e in nessun modo possono ricevere una qualche approvazione” (PH 8).

Sono contento di aver ribadito queste affermazioni del Magistero della Chiesa e ti ringrazio di avermene offerto l’occasione.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo