Quesito

Caro Padre Angelo,
stavo meditando Gv, 1 l’incontro con Natanaele.
Secondo lei cosa vince lo scetticismo di Natanaele?
Un caro saluto
Paola B.


Risposta del sacerdote

Cara Paola,
Natanaele è vinto per l’azione della grazia che ha operato dentro di lui concomitantemente alle parole del Signore per le quali si è sentito “letto” interiormente ed esteriormente: “ecco un israelita nel quale non c’è falsità…. Ti ho visto quando eri sotto il fico”.
Sottolineo concomitantemente all’azione della grazia. San Tommaso dice che la predicazione esteriore, fosse pure quella di Cristo, è insufficiente per portare alla fede se non agisce la grazia all’interno: “L’uomo che esteriormente annuncia il Vangelo non causa la fede, ma la causa Dio che solo può mutare la volontà. Causa la fede nel credente inclinando la volontà e illustrando l’intelletto, affinché non opponga un rifiuto alle cose proposte dal predicatore; questi invece dispone esteriormente alla fede” (De Veritate, 27, 3, ad 12).
E “se lo Spirito Santo non è presente al cuore di chi ascolta, sarà ozioso il discorso di chi insegna, al punto che lo stesso Figlio di Dio con la sua parola umana non sarebbe efficace se Egli stesso non agisse interiormente per mezzo dello Spirito Santo” (Commento al Vangelo di San Giovanni, XIV, lez. 6, 6).
S. Bonaventura dice che è più determinante per la fede credere la testimonianza interna di Dio che quella esterna dei predicatori o dei motivi di credibilità: “Magis principaliter ratione auditus interioris quam exterioris” (III Sent., d. 24, dub. 2).

Ti ringrazio, ti seguo con la preghiera e ti benedico. Padre Angelo