Buongiorno,
scrivo a proposito del battesimo dei neonati. Io lo trovo profondamente ingiusto perché si tratta di decidere per un’altra persona, che non può ancora farlo per sé, e di imporle una fede. Secondo me, invece, la scelta di aderire o meno a un qualsiasi credo religioso dovrebbe essere lasciata alla libertà di ciascun individuo che fosse maturo e responsabile delle proprie azioni.
Non mi si giustifichi l’imposizione della fede a un neonato con la stupida e trita "motivazione" secondo cui, siccome al bambino nessuno ha chiesto se volesse nascere, è giusto battezzarlo senza aspettare di sapere se lui vuole diventare cattolico. Non è una giustificazione valida. E se lui non volesse essere cattolico? Se, diventando adulto e consapevole, non si riconoscesse affatto nella scelta di fede compiuta da altri per lui? Tra l’altro, per chi crede, Gesù si fece battezzare da adulto, per sua libera scelta. Il battesimo dei neonati si pone quindi in contraddizione con la Bibbia.
In conseguenza di quanto detto sopra, mi pare inaccettabile e contraddittoria la durezza della Chiesa nei confronti chi, essendo diventato cattolico senza averlo potuto scegliere, una volta diventato adulto e consapevole, decide di abbandonare la fede impostagli per volontà altrui. Se una persona non è responsabile di una scelta che altri hanno fatto al suo posto, se non condivide quella scelta, perché non deve poterne prendere le distanze, una volta resasi conto che quella decisione non gli sta bene? Perché deve portare avanti una finzione, la finzione di essere cattolico, quando non si riconosce in questa fede?
La Chiesa dovrebbe rendersi conto che imporre la fede a chi non può ancora capire è una violazione della sua libertà personale, è un’ingiustizia e non è molto diversa dall’atteggiamento di quegli integralisti che vorrebbero imporre la loro fede anche con la spada.
Nessuno dovrebbe sentirsi autorizzato a scegliere per un altro, ognuno dovrebbe essere libero di scegliere per sé. Soprattutto quando si tratta di scelte complesse, che investono tutta la sfera personale e l’esistenza dell’individuo, come appunto è la scelta di abbracciare una fede.
Il battesimo dei neonati è veramente ingiusto.
Valentina


Risposta del sacerdote

Cara Valentina,
1. hai emesso la tua sentenza e certo inappellabile, data la durezza con cui scrivi, senza dire né buongiorno né buona sera.
Comunque, il buona sera io te lo auguro con tutto il cuore.

2. Ma veniamo adesso ai contenuti della tua mail, cominciando dal fondo:
Scrivi: “mi pare inaccettabile e contraddittoria la durezza della Chiesa nei confronti chi, essendo diventato cattolico senza averlo potuto scegliere, una volta diventato adulto e consapevole, decide di abbandonare la fede impostagli per volontà altrui”.
Ti chiedo: in che cosa consiste la durezza della Chiesa?
Sarei contento se tu me lo dicessi, perché io non la conosco.
La Chiesa non perseguita nessuno che dopo il Battesimo passi all’ateismo o a un’altra religione.
In Italia ce ne sono tanti che non credono in niente. Sono forse perseguitati dalla Chiesa? Viene loro tolto qualche cosa perché non hanno la fede o hanno abbandonato la Chiesa?

3. Passiamo adesso ad un’altra affermazione della tua mail: “Tra l’altro, per chi crede, Gesù si fece battezzare da adulto, per sua libera scelta”.
Ma il Battesimo che Gesù ha ricevuto è come quello che Lui ha istituito?
Lo sai qual era il significato del Battesimo di Giovanni?
Certamente non lo sai e allora te lo dico io.
Il battesimo di Giovanni, chiamato per questo il Battista, introduceva in uno stato di attesa del Messia, facendo penitenza.
Come sai, Gesù – almeno per chi ci crede e per come lo presenta il Vangelo – è il Messia. Evidentemente Gesù non si fa battezzare per prepararsi alla venuta del Messia.
Se leggi il vangelo, puoi anche sapere quello che capitò al momento del Battesimo, e allora puoi capire perché Gesù si è fatto battezzare.
Per comodità, ti riporto il passo: “In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto»” (Mt 3,13-17).

4. Quello che corrisponde al nostro battesimo per gli ebrei era costituito dal rito della circoncisione.
E il Signore è stato circonciso l’ottavo giorno, come prescriveva la legge, quand’era dunque molto piccolo.

5. Veniamo adesso a quella che tu definisci “stupida e trita "motivazione"”.
Non mi si giustifichi l’imposizione della fede a un neonato con la stupida e trita "motivazione" secondo cui, siccome al bambino nessuno ha chiesto se volesse nascere, è giusto battezzarlo senza aspettare di sapere se lui vuole diventare cattolico. Non è una giustificazione valida
Perché non è una motivazione valida?
Non lo dici. Ma bisogna portare motivazioni ben argomentate e convincenti.

6. Provo io: l’essere venuto al mondo per decisione altrui non è ancora più pesante e determinate che l’aver ricevuto la fede?
E vaccinare il bambino, portarlo all’asilo nido, mandarlo a scuola… etc… perché non lasciare che faccia tutto da se stesso quando sarà grande?
Evidentemente i genitori sono convinti che il figlio, messo al mondo, un giorno sarà contento di essere nato. E cioè di aver ricevuto un dono così grande.
Sarà contento di essere stato vaccinato, di essere stato istruito e di aver ricevuto dai genitori la vita e anche il senso della vita, che viene dato dalla fede.

7. Tra l’altro a ben vedere, mentre tante altre realtà comunicate dai genitori ai figli sono indelebili come i vaccini o interventi chirurgici che rivelati necessari… quello della fede invece è il dono più libero.
Uno vuole gettarlo via? È libero di farlo.
Ma allora: perché i genitori che credono che il Battesimo sia un bene non dovrebbero battezzare i loro figli?

8. Inoltre continui a parlare di imposizione: la fede non è un’imposizione, ma è un dono.
Lo vuoi rifiutare, come sembra sia capitato a te? Rifiutalo e nessuno ti perseguita o ti corre dietro.

9. Infine la Chiesa dà il Battesimo, come tutti gli altri sacramenti,  solo a chi li conosce e li vuole.
Per il Battesimo dei bambini la Chiesa lo amministra per la richiesta dei loro genitori, come puoi leggere alla fine della registrazione di ogni atto di Battesimo: la richiesta è stata fatta dai  genitori, oppure dalla mamma o dal papà…”.
Perché dunque la Chiesa dovrebbe opporsi e rifiutarlo?
La Chiesa è consapevole che il Battesimo è il dono più grande che i genitori possono fare al loro figlio, perché lo apre alla vita della grazia, alla comunione con Dio, con il paradiso e lo libera da poteri occulti.
Ti domando: perché dovrebbe rifiutarlo?

10. Visto che hai menzionato il vangelo, te lo cito anch’io: “Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì” (Mt 19,13-15).
Come vedi, si ripete anche oggi la stessa cosa: qualcuno non vuole che i bambini si avvicinino a Cristo. Ma Gesù dice: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli».

11. Più bella ancora la narrazione di Marco: “Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva” (Mc 10,13-16).
Come vedi Gesù si indigna verso coloro che gli vogliono sottrarre i bambini.
E dopo aver detto che “chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso” e cioè andrà all’inferno (e ci va anche se non ci crede!) “prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva”.
Se tu sapessi che cosa è la benedizione di Gesù, che cosa conferisce e da che cosa libera, non avresti scritto come hai scritto.

12. Lascia dunque che i genitori portino a Cristo e alla Chiesa i loro bambini perché attraverso il sacramento Cristo continui a prenderli tra le braccia (non è una bella protezione?) e li benedica, e cioè comunichi loro quella moltitudine di beni che li mette in comunione col Padre e li fa diventare eredi del Paradiso.

13. Ti saluto.
Il nostro webmaster scrive sempre che, col saluto, sorride.
Anch’io da lontano ti saluto e ti sorrido.
E ti assicuro un ricordo al Signore. Non ti fa male, come non fa male il Battesimo.
E, anzi, ti benedico.
Qualcuno che ha visto gli effetti di una benedizione e ha detto: “Se si sapesse che cosa è una benedizione ci si metterebbe a piangere dalla commozione”.
Padre Angelo