Quesito

Cari Amici domenicani,
vorrei sapere se una persona divorziata, non convivente e che segue un cammino cristiano, senza rinunciare quindi ai sacramenti ma semmai rinunciando ad una vita sentimentale, può fare la catechista.
grazie
Gloria


Risposta del sacerdote

Cara Gloria,
1. ti riporto anzitutto quanto si legge nel Direttorio di pastorale familiare curato dalla Conferenza episcopale italiana dove si distingue tra i divorziati risposati e i divorziati che vivono soli.
Il tuo rientra nel secondo caso.
Il medesimo Direttorio distingue ancora tra chi ha subìto il divorzio e chi l’ha dato.
Ecco il testo.

2. “La sollecitudine pastorale della Chiesa richiede di prendere in considerazione anche la situazione dei divorziati non risposati.
Tuttavia, per quanto possibile, è necessario distinguere tra il caso del coniuge che ha subìto il divorzio, l’ha accettato o vi ha fattoricorso essendovi come costretto per gravi motivi connessi con il bene suo e dei figli, e quello del coniuge che ha chiesto e ottenuto il divorzio avendolo causato con un comportamento morale scorretto.
Si ricordi comunque ad ogni coniuge che solo per gravissimi motivi può adattarsi a subire eaccettare il divorzio o a farvi ricorso: in ogni caso, per lui, il divorzio equivale soltanto ad una separazione, che non rompe il vincolo coniugale.

3. Nei confronti di chi ha subìto il divorzio, l’ha accettato o vi ha fatto ricorso come costretto da gravi motivi, ma non si lascia coinvolgere in una nuova unione e si impegna nell’adempimento dei propri doveri familiari e delle proprie responsabilità di cristiano, la comunità cristiana
• esprima piena stima, nella consapevolezza che il suo esempio di fedeltà e di coerenza cristiana è degno di rispetto e assume un particolare valore di testimonianza anche per le altre famiglie;
• viva uno stile di concreta solidarietà, attraverso una vicinanza e un sostegno, se necessario, anche di tipo economico, specialmente in presenza di figli piccoli o comunque minorenni.

4. Circa l’ammissione ai sacramenti, non esistono di per sé ostacoli: «se il divorzio civile rimane l’unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale» el’essere stato costretto a subire il divorzio significa aver ricevuto una violenza e un’umiliazione, che rendono più necessaria, da parte della Chiesa, la testimonianza del suo amore e aiuto.

5. Con attenzione e con autentica discrezione, i fratelli nella fede e l’intera comunità cristiana offrano il loro aiuto a chi, essendo moralmente responsabile del divorzio, l’ha chiesto e ottenuto, ma non si è risposato. Si tratta di un aiuto sia per un’eventuale ripresa della convivenza coniugale, sia per il superamento della possibile tentazione di passare a nuove nozze: comunque, sempre per sostegno alla sua vita cristiana.
Perché possa accedere ai sacramenti, il coniuge che è moralmente responsabile del divorzio ma non si è risposato deve pentirsi sinceramente e riparare concretamente il male compiuto.
In particolare, «deve far consapevole il sacerdote che egli, pur avendo ottenuto il divorzio civile, si considera veramente legato davanti a Dio dal vincolo matrimoniale e che ormai vive da separato per motivi moralmente validi, in specie per l’inopportunità od anche l’impossibilità di una ripresa della convivenza coniugale.
In caso contrario, non potrà ricevere né l’assoluzione sacramentale, né la comunione eucaristica” (nn. 210-212).

6. Soprattutto per una persona che ha subìto il divorzio, come non vi è alcun impedimento ad accedere ai sacramenti, così non vi è alcun impedimento a svolgere il ruolo di catechista.
Da catechista darà la sua bella testimonianza di fedeltà al Sacramento che ha celebrato e sarà per i ragazzi un segno concreto dell’instancabile e fedele amore di Dio per l’uomo e di Cristo per la sua Chiesa, i quali non abbandonano né l’uomo né la Chiesa anche nei casi in questi si possano manifestare come infedeli.

Ti saluto cordialmente, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo