Quesito

Cari Amici domenicani,
mi permetto di chiedervi una piccola informazione: “nel momento in cui due giovani fidanzati vivono assiduamente all’interno della stessa abitazione, secondo le norme della Santa Madre Chiesa è possibile durante la celebrazione delle SS. Messe ricevere la Santissima comunione”? Quali sono gli effetti canonici di tale situazione?
Cordialmente ringrazio


Risposta del sacerdote

Carissimi,
1- se due fidanzati vivono assiduamente nella stessa abitazione si presume che vivano come marito e moglie.
Se vivono così, non possono ricevere la Comunione, né precedentemente possono essere assolti finché hanno la volontà di proseguire in questa situazione.

2. Se non vivono come marito e moglie, si trovano tuttavia nell’occasione prossima di commettere peccato. E per questo ordinariamente non possono essere assolti né fare la S. Comunione.

3. Se, pur vivendo nella stessa abitazione, non hanno alcuna volontà di vivere come marito e moglie e la loro condotta è conforme alla volontà di Dio, possono accedere ai sacramenti della confessione e della S. Comunione.
Tuttavia, per quanto riguarda la Comunione, non possono farla pubblicamente là dove davanti agli altri appaiono come comuni conviventi. In tal caso infatti offrirebbero un motivo al prossimo di pensare male di loro. Soprattutto genererebbero confusione, dando modo di pensare che questo comportamento sia onesto davanti a Dio e che si possa fare la S. Comunione anche se si vive in peccato mortale.

4. Gli effetti canonici per chi è convivente sono quelli descritti al can. 915 del Codice di Diritto Canonico: “Non siano ammessi alla sacra comunione… gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto”.

5. Ma piuttosto che vivere perennemente sul filo del rasoio, è meglio comportarsi come Dio comanda.
Così anche esternamente la nostra condotta rende gloria a Dio e ci attira le sue celesti benedizioni.

Vi prometto un ricordo particolare nella preghiera e vi benedico.
Padre Angelo