Se un divorziato, cui è morto il nuovo partner, possa fare la Santa Comunione

////Se un divorziato, cui è morto il nuovo partner, possa fare la Santa Comunione

Se un divorziato, cui è morto il nuovo partner, possa fare la Santa Comunione

Quesito

Caro Padre Angelo,
la seguo con stima sin dagli inizi della pubblicazione delle sue risposte sul forum e le sono grato per la precisione e semplicità con cui risponde ai quesiti che le vengono sottoposti.
Vorrei tornare sulla questione relativa all’Eucaristia ai divorziati.
Per meglio capire la questione proverò a descrivere la situazione reale da cui parte il mio quesito.
Una donna sposata e divorziata con figli decide di risposarsi in Comune, poi dalla nuova unione nascono altri figli.
Il secondo marito con cui si era sposata in Municipio muore.
Quindi fermo restando il fatto che questa persona ha comunque mancato nei confronti del sacramento del matrimonio si trova nella situazione di essere divorziata, ma non più risposata.
Vorrei quindi sapere rispetto all’insegnamento e la dottrina della Chiesa se questa persona possa attingere alla grazia dell’Eucaristia.
Ho tanto le idee confuse su questo. Sono esclusi dall’Eucaristia solo i divorziati risposati o anche i soli divorziati?
Ammettendo poi che un divorziato non risposato si penta del proprio errore ma non possa tornare più indietro a risarcire le ferite e la separazione del suo matrimonio come deve fare per riconciliarsi con la Chiesa e con Dio.
Per questa donna ad esempio ormai anziana che ha visto il suo primo marito abbandonarla più di quarant’anni fa e di cui più non sa nulla, che si è sposata ed è ora vedova del secondo marito, quali sono le strade da percorrere per tornare in stato di grazia? Può aprirsi per lei la strada dell’Eucaristia? Può essere ammessa a questa grazia passando per la via della Riconciliazione. Se poi il suo primo marito dovesse morire ed allora lei fosse “effettivamente vedova” finirebbe la sua situazione di divorziata e potrebbe essere riammessa all’Eucaristia?
Premetto altresì che questa donna si sente sfiduciata nella Chiesa che a suo dire è fatta di uomini e donne (preti e suore) che sono grandi peccatori, che ci sono molti peccatori che si accostano comunque all’Eucaristia…
Non mi sento, però, di condannarla perché in lei vedo una grande sofferenza.
E’ come l’animale ferito che corre senza un meta, ma che più corre e si infuria e più vede le forze mancare e il dolore vincere.
Non mi sento di condannare nessun peccatore poiché per aver vissuto sulla mia pelle situazioni di peccato che mi legavano e tenevano prigioniero, mi rendo conto che durante quella “prigionia del male” si viene privati della libertà e della salute spirituale a tal punto da essere ciechi pure di fronte a ciò che è scontato, semplice e persino ciò che è più buono ci sembra impregnato dalle tenebre che viviamo.

La saluto e saluto tutti gli amici domenicani ringraziandovi per il vostro sito… Gli amici domenicani sono solo ad Alessandria? Ricordo di aver letto sul forum di una fraternità ad Alessandria…
Grazie
Un figlio di Maria Santissima, Madre dei peccatori


Risposta del sacerdote

Carissimo figlio di Maria Santissima,
1. dì a quella persona anziana che le porte della Misericordia divina per Lei non sono solo aperte, ma spalancate.
Il Signore l’attende nel Sacramento della riconciliazione.
Le dica inoltre di non puntare il dito contro la Chiesa, che è fatta, sì, di preti e di suore, ma anche di una infinità di laici. E le dica che nella Chiesa vi sono molti e molti preti e molte e molte suore che non fanno rumore e sono fedeli alla vocazione cui hanno risposto con generosità.

2. Inoltre per chiarire le idee: sono esclusi dall’Eucaristia solo i divorziati risposati.
Per chi è semplicemente divorziato, è necessario vedere se è colpevole. Può capitare invece che il divorzio lo si debba subire, come nel caso da te proposto. Qui evidentemente non c’è alcun peccato.
Inoltre, pur ammesso che uno abbia dato il divorzio e nel frattempo si sia pentito di quanto ha fatto, può trovarsi nella condizione di non poter tornare indietro. In questo caso può fare la comunione.
Pertanto dì pure alla persona di cui parli che può accostarsi all’Eucaristia, evidentemente previa la confessione sacramentale.

3. Infine, già fin d’ora e indipendentemente dalla sentenza di divorzio, questa signora deve sentirsi legata davanti a Dio col vero marito (il primo). Le dica di pregare per lui, che rimane tra l’altro il padre di alcuni dei suoi figli.
Di fronte allo stato lui e lei non sono più marito e moglie, ma continuano ad esserlo davanti a Dio e lo saranno per sempre.
All’interno della propria coscienza questa signora non deve sentirsi divorziata.

4. Mi chiedi infine se gli amici domenicani sono solo ad Alessandria o sono anche altrove.
Ebbene, nel mondo vi sono tanti amici dell’Ordine domenicano, ma il sito è gestito dagli amici domenicani che gravitano in qualunque modo attorno al convento dei domenicani di Alessandria.

Ti porgo i miei cordiali saluti. Assicuro per te e per la signora per la quale hai scritto la mia preghiera e vi benedico.
Padre Angelo.