Quesito

Salve padre,
mi complimento per il sito che ho conosciuto da poco,
Avrei un’altra domanda inerenti i sacramenti alla quale spero che risponda: Mettiamo che una persona atea si faccia battezzare solo per fare da madrina alla figlia di una sua amica.
Non credendo nel battesimo non riceve la grazia sacramentale e santificante.
Ma se in futuro si pente e si converte la grazia ritorna o deve ripetere il battesimo?
La ringrazio.
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
Rispondo anche qui per punti.
1. Se una persona si fa battezzare e in cuor suo dice: “non intendo affatto essere battezzata, lo faccio solo per facciata o convenienza”, allora il Battesimo è invalido.
L’intenzione infatti è necessaria per la validità del sacramento.

2. Se invece un persona si fa battezzare senza aver fede e tuttavia accetta che venga celebrato su di lei questo sacramento secondo la volontà della Chiesa, allora il sacramento è valido, sebbene non conferisca la grazia e non cancelli i peccati.

3. Ecco il pensiero di san Tommaso:
“Due effetti vengono prodotti nell’anima attraverso il battesimo: il carattere e la grazia. Una cosa può quindi essere necessaria al battesimo in due modi.
Primo, come indispensabile per avere la grazia, che è l’effetto ultimo del sacramento. E in questo senso la vera fede è necessaria al battesimo, poiché S. Paolo (Rm 3,22) dice che «la giustizia di Dio si ha per mezzo della fede in Gesù Cristo».
Secondo, una cosa può essere necessaria al battesimo come indispensabile per ricevere il carattere battesimale. E in questo senso non si richiede necessariamente nel battesimo la vera fede del battezzando, come neppure la vera fede del battezzante, purché ci siano tutte le altre condizioni necessarie alla validità del sacramento. Questa infatti non dipende dalla santità di chi lo amministra, o di chi lo riceve, ma dalla virtù di Dio” (Somma teologica, III,68,8).
Dice ancora San Tommaso: “La Chiesa intende battezzare gli uomini perché siano purificati dal peccato, secondo l’espressione di Isaia (27,9): «Tutto il frutto sarà questo: che il peccato sia tolto». Di conseguenza, per quanto dipende da lei, non intende dare il battesimo se non a coloro che hanno la vera fede, senza della quale non c’è la remissione dei peccati. Per questo chiede ai battezzandi se credono. Che se poi qualcuno senza la vera fede riceve il battesimo fuori della Chiesa, non lo riceve a sua salvezza” (Ib., ad 2).

4. Se in futuro questa persona si converte ricupera la grazia santificante e a quella sacramentale. In teologia si dice che un sacramento ricevuto in tal modo, con la conversione della persona “revivisce”, cioè torna a vivere, a essere attivo nei suoi effetti.

Ti ringrazio per la stima, ti assicuro un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo