Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei chiederLe un parere su quel caso, che ho notato qualche giorno fa in televisione, di quell’uomo divorziato e risposato con rito civile, a cui è stato all’inizio negato il funerale, anche se poi mi sembra sia stato celebrato. Cosa ne pensa Lei riguardo a questo caso?
La ringrazio,
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
non ho seguito il caso da te segnalato.
Inoltre è difficile giudicare da lontano. Se inizialmente il parroco è stato di parere negativo avrà avuto le sue ragioni.
Ma se io mi fossi trovato di fronte ad un caso del genere, avrei proceduto a celebrare la S. Messa e le esequie, proprio per raccomandare l’anima del defunto alla misericordia di Dio.
I funerali in Chiesa non sono l’equivalente di una canonizzazione, anche se tanto spesso si trasformano in una cosa del genere.
Secondo me si sta perdendo il senso e l’urgenza del suffragio.
La mamma di S. Agostino, Santa Monica, in punto di morte aveva chiesto ai suoi figli una sola cosa: di ricordarsi di lei all’altare del Signore.
La messa è la perpetuazione del sacrificio di Cristo in espiazione dei nostri peccati. E quando si celebra un funerale, il sangue di Cristo viene effuso in particolare in remissione dei peccati della persona per la quale si sta pregando.

Ti ringrazio per il quesito esposto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo