Quesito

Caro padre Angelo,
la ringrazio per la sua risposta su cui rifletterò approfondendo i riferimenti Biblici da lei citati.
La definizione di Abramo quale “ Amico di Dio”, mi rimanda la memoria alla famosa Santa Teresa d’Avila. Santa Teresa, un giorno, provata da tante tribolazioni, si lamentava con  Dio, e il Signore  le rispose: “Teresa,  è così che  tratto i miei amici”. E lei, di rimando: ”… è per questo che  ne avete così pochi!”.
Tutti coloro che abitano il Paradiso sono Santi? E se si è amici di qualche Santo è probabile che, per proprietà transitiva, lo si possa essere anche di Dio?
La ringrazio di cuore
Aldo


Risposta del sacerdote

Caro Aldo,
1. nell’affermazione di santa Teresa è nascosta una grande verità: pochi accettano di conformarsi in tutto alla volontà del Signore.
Essere amici infatti significa avere un medesimo volere e un medesimo disvolere (idem velle et idem nolle).
Purtroppo spesso si equivoca sul termine amico, come del resto si equivoca anche sul termine amore.

2. Veri amici sono coloro che non solo stanno volentieri insieme, ma sono desiderosi l’uno del bene dell’altro. Anzi, addirittura sanno anteporre il bene dell’amico al proprio.
Sono capaci dunque di dedizione, di abnegazione e cioè di rinnegamento di se stessi purché l’amico stia bene e sia felice.

3. Allora sono amici di Dio non solo coloro che provano consolazione nello stare insieme con Lui (fin qui ci può essere ancora tanto amore per se stessi!), ma coloro che vogliono bene a Dio e sanno anteporre la volontà di Dio alla loro personale volontà.
Tutto questo richiede un esercizio di spogliamento di sé e di combattimento contro le proprie inclinazioni cattive (triste eredità del peccato originale e talvolta anche dei peccati personali) al fine di sradicarle e di far sì che tra se stessi e Dio vi sia perfetta comunione di vedute, di volontà, di aspirazioni.
Pochi sono coloro che accettano di compiere questo lavorio di santificazione.

4. È vero che Santa Teresa diceva quelle parole a modo di battuta, e quasi ironizzando: “Se gli amici li tratti così (con la croce), capisco perché ne hai ben pochi.
Ma la nostra Santa era ugualmente persuasa che quelli che vengono in tal modo lavorati da Dio sono poi felicissimi di essere col Signore una sola cosa.

5. Mi domandi infine se tutti coloro che sono in paradiso sono Santi. Sì, lo sono, perché sono perfetti amici di Dio.
E posso dirti che essere amici dei santi, per proprietà transitiva (come tu la chiami), fa sì che si diventi anche amici di Dio.

6. Ma anche qui non bisogna equivocare.
Sono amici dei Santi coloro che hanno con loro un medesimo volere e un medesimo disvolere, che stanno volentieri insieme con loro per poter pensare come pensano loro e poter amare come amano loro. Sono amici dei santi coloro che sono disposti a rinunziare a se stessi per amore di Dio come hanno fatto loro.
Ora finché ai Santi si domandano molte grazie, soprattutto di ordine temporale, ma non si imitano le loro virtù, non c’è ancora vera amicizia.
Finché si rimane volentieri nel peccato, non si è veri amici dei santi, perché i santi non amano il peccato, ma lo odiano e lo combattono.

Ti auguro di essere vero amico dei santi e di essere così – per proprietà transitiva –  anche vero amico di Dio.
Per questo ti assicuro la mia preghiera e mia benedizione.
Padre Angelo