Se quando si proclamava santa una persona a furor di popolo non si correva il rischio di sbagliarsi

////Se quando si proclamava santa una persona a furor di popolo non si correva il rischio di sbagliarsi

Se quando si proclamava santa una persona a furor di popolo non si correva il rischio di sbagliarsi

Quesito

caro padre,
volevo la risposta alla seguente domanda:
adesso la proclamazione di un santo o beato richiede una lunga procedura ed è garantita dal dogma dell’infallibilità ma una volta mi sembra che i santi venivano acclamati dal popolo. Allora mi chiedo non è possibile che alcuni santi del passato non fossero poi tali?
Come sempre grazie
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. Gesù Cristo ha dotato la sua Chiesa, presa nella sua interezza, dello spirito di infallibilità.
Il popolo cristiano, dunque, quando è unito ai legittimi pastori, non può sbagliarsi in materia di fede e di morale.
È il cosiddetto “sensus fidei” (senso della fede) del popolo cristiano.
Ne parla in maniera chiara il Concilio Vaticano II, nella Costituzione dogmatica Lumen gentium al n.12 dove afferma che “la totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo, (cfr. 1 Gv 2,20 e 27), non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando " dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici " mostra l’universale suo consenso in cose di fede e di morale”.

2. Il medesimo Concilio, poi, quando parla della infallibilità, dice che questa è data innanzitutto alla Chiesa come tale e si esprime poi anche nell’insegnamento del Papa  e del corpo episcopale:
“Questa infallibilità, della quale il divino Redentore volle provveduta la sua Chiesa nel definire la dottrina della fede e della morale, si estende tanto, quanto il deposito della divina Rivelazione, che deve essere gelosamente custodito e fedelmente esposto.
Di questa infallibilità il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli che conferma nella fede i suoi fratelli (cfr. Lc 22,32), sancisce con atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale…
L’infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel corpo episcopale quando esercita il supremo magistero col successore di Pietro. A queste definizioni non può mai mancare l’assenso della Chiesa, data l’azione dello stesso Spirito Santo che conserva e fa progredire nell’unità della fede tutto il gregge di Cristo” (Lumen gentium, n. 25).

3. Pertanto, quando anticamente il popolo cristiano all’unanimità proclamava santa una persona, fruiva di quel sensus fidei cui è promessa l’infallibilità.
Non c’è dunque da temere.

Come sempre, ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

Di |2007-01-26T15:00:00+00:0026 gennaio 2007|Un sacerdote risponde - Varie - Generale|