Quesito
Siano lodati Gesù e Maria.
Reverendo Padre ho qualche dubbio in merito alla Confessione.
– Per cominciare, se un penitente dovesse omettere un peccato in confessione per vergogna, deve ripetere l’intera confessione, confessando anche i peccati che a differenza del primo ed in costanza della medesima confessione, sono stati accusati bene? In pratica la Confessione sacrilega importa l’obbligo di confessarsi di nuovo accusandosi del solo peccato omesso e del sacrilegio compiuto oppure vanno ripetuti tutti i peccati accusati nella medesima occasione, essendo la confessione sacrilega totalmente nulla e quindi come non esistita? Un sacerdote, ascoltato su YouTube, sosteneva che andassero ripetuti tutti ed anzi che, se ciò si fosse ripetuto più volte, sarebbe stata necessaria una confessione generale per essere sicuri di aver confessato tutto validamente. Altri sacerdoti mi hanno invece risposto che i peccati confessati bene, ormai erano confessati ma andavano confessati solo quelli omessi ed il sacrilegio o i sacrilegi compiuti.
– A volte, inoltre, dimentico di specificare il numero dei peccati gravi ed i sacerdoti mi assolvono lo stesso: in questo caso, va ripetuta la confessione, avendo dimenticato di specificare il numero dei peccati o, siccome il confessore non mi ha chiesto di specificarlo e la mia è stata solo una dimenticanza, posso ritenermi sollevato da ogni ulteriore obbligo?
La ringrazio e la saluto.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. istituendo il sacramento della riconciliazione o della penitenza Nostro Signore ha detto: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (Gv 20,23).
Ora ciò che non è venuto in conoscenza del confessore non è stato perdonato o assolto.
2. È necessario, tuttavia, distinguere tra un peccato grave dimenticato e un peccato grave che non si è voluto accusare a motivo della vergogna.
Nel primo caso c’è la volontà di sottoporre al sacerdote confessore tutta la propria situazione. Nel secondo invece volutamente si tace un peccato grave.
Nel primo caso, la dimenticanza scusa; mentre non scusa la volontà di tacerlo.
3. In questo secondo caso viene profanato il sacramento perché volutamente si mette il sacerdote in condizione di non poter valutare la situazione del penitente.
Scrive infatti San Tommaso: “Nell’esercizio della medicina si richiede che il medico conosca non quell’unica malattia contro la quale deve dare il rimedio, ma tutte le condizioni generali dell’infermo: poiché una malattia è resa più grave dalla presenza di un’altra, e una medicina che può far bene per una malattia, può essere nociva per un’altra. Lo stesso si dica per i peccati: poiché uno è aggravato dalla combinazione con altri; e ciò che potrebbe essere un rimedio conveniente per l’uno, sarebbe un incentivo per un altro; poiché talora una persona, come insegna San Gregorio, è infetta di peccati contrari. Perciò la confessione esige che si confessino tutti i peccati presenti nella memoria: e se uno non lo fa, non si ha una confessione, ma la simulazione di una confessione” (Somma teologica, Suppl., 9, 2).
4. Se volutamente si tace un peccato grave non viene rimesso il peccato taciuto e si rimane in peccato mortale.
Con questo anche gli altri peccati accusati non vengono assolti nonostante le parole del sacerdote perché l’effetto del sacramento è il ricupero dello stato di grazia.
Ora non si può recuperare lo stato di grazia rimanendo in peccato mortale. Sarebbe una contraddizione nei termini.
Così si impedisce al sacramento di conseguire il suo effetto che è quello di comunicare la grazia.
In altre parole, si compie un sacrilegio. E a tutti i peccati accusati o non accusati se ne aggiunge un altro che di sua natura è grave.
6. Per cui una volta che ci si ravvede, si è tenuto ad accusare tutti i peccati perché non sono stati assolti e si è tenuti ad accusare anche il sacrilegio compiuto.
Per questo nel Catechismo maggiore di San Pio X si legge:
“754. Se un peccato mortale dimenticato nella confessione torna poi in mente, siamo obbligati ad accusarcene in un’altra confessione?
Se un peccato mortale dimenticato nella confessione torna poi in mente, siamo obbligati senza dubbio ad accusarlo la prima volta che di nuovo ci confessiamo.
755. Chi per vergogna, o per qualche altro motivo tace colpevolmente nella confessione qualche peccato mortale, che cosa commette?
Colui che per vergogna o per qualche altro motivo tace colpevolmente qualche peccato mortale in confessione, profana il sacramento e perciò si fa reo di un gravissimo sacrilegio.
756. Chi ha taciuto colpevolmente qualche peccato mortale nella confessione, come deve provvedere alla propria coscienza?
Chi ha taciuto colpevolmente qualche peccato mortale nella confessione, deve esporre al confessore il peccato taciuto, dire in quante confessioni l’abbia taciuto e rifare tutte le confessioni dall’ultima ben fatta”.
7. Riassumendo: se il peccato grave è stato dimenticato si è tenuti a confessare in una successiva conversione solo il peccato dimenticato perché gli altri sono stati assolti.
Mentre il peccato volutamente taciuto va di confessato insieme a tutti gli altri perché di fatto non sono stati assolti.
Ti auguro ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
