Quesito

Caro Padre Angelo,
premetto che io credo fermamente nella presenza di Nostro Signore Gesù Cristo nell’Ostia consacrata, perché ritengo che la transustanziazione sia un mistero della fede, ma come posso rispondere a un mio amico (purtroppo non credente) che mi ha posto la seguente domanda:
“E’ stata prodotta una speciale “ostia per celiaci”, con un modestissimo contenuto di glutine, il cui uso è stato approvato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Ora, se con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue, perché creare questa ostia speciale se la sostanza dell’ostia viene convertita? In altri termini, qualsiasi ostia, normale o speciale, una volta Consacrata, non dovrebbe nuocere alla salute dei fedeli celiaci.”

Mi ha anche accennato al fenomeno della “consustanziazione”, cui credono i protestanti.
Potrebbe cortesemente chiarirmi anche la differenza tra “transustanziazione” e “consustanziazione”?

Io Le sono debitore.
Per ringraziarla, pregherò per Lei e per tutti quelli che operano in questo sito.
Vi leggo quasi tutti i giorni. Continuate, perché ciò che fate è veramente buono.
Siete proprio dei cari “Amici Domenicani” e io vi voglio tanto bene.
Sono certo che, a Dio piacendo, un giorno ci vedremo in Paradiso.
Sia lodato Gesù Cristo!
Una lode alla nostra dolcissima mamma Maria.
Carmelo


Risposta del sacerdote

Caro Carmelo,
1. la presenza di una maggiore o minore quantità di glutine, non altera la sostanza del pane.

2. Dopo la conversione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue del Signore (vale a dire dopo la transustanziazione), rimangono ancora le apparenze (in gergo filosofico e teologico sono chiamate “accidenti”) del pane e del vino, con tutte le loro proprietà naturali.
Queste apparenze sono importanti, perché la presenza reale di Cristo è proprio legata ad esse.
Pertanto se uno beve molto vino consacrato, sebbene questo vino non sia più vino ma Sangue del Signore, a motivo delle apparenze che hanno conservate intatte le loro proprietà, si ubriaca.
Lo stesso discorso vale per il pane dove vi sia una dose maggiore di glutine.

3. Mi chiedi anche quale sia la diversità tra consustanziazione e transustanziazione.
Nel primo caso si afferma che è rimasta la sostanza del pane, oltre che gli accidenti) e vi si è inserita un’altra presenza, quella del Corpo del Signore.
Questa spiegazione però è insufficiente, perché renderebbe la presenza di Cristo ad essere solo una presenza spirituale. Alla fine ci si riduce a fare una Comunione spirituale per mezzo di una particola di pane comune.
Nella transustanziazione invece si afferma che la presenza di Gesù non è solo spirituale, ma vera, reale, sostanziale. Ed è così vera, reale e sostanziale che è indissolubilmente legata alla presenza degli accidenti del pane e del vino.
Se mi permetti un esempio: nella consustanziazione la presenza è simile a quella di chi fa una telefonata agli amici durante un pranzo. Fa sentire la sua voce, si rende vicino, è spiritualmente presente, anzi fa addirittura sentire la sua voce e fa vedere il suo volto. Ma lui è altrove.
Nella transustanziazione Gesù è presente non solo spiritualmente, ma col suo corpo, col suo sangue. In altre parole con la sua sostanza e non solo col suo spirito.

4. Ti ringrazio della fedeltà e della vicinanza che ci esprimi. Dici che per te siamo veramente degli amici domenicani. Noi ricambiamo l’affetto e siamo altrettanto contenti di avere te e molti altri per amici.
I nostri Santi, che sono davvero tanti, ci aiutino a ritrovarci con loro e tra di noi in Paradiso.
Grazie, grazie.
Ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo