Quesito

Gentilissimo padre Angelo,
ogni volta che decido di andarmi a confessare provo subito un sentimento di vergogna. Pur commettendo sempre peccati veniali (spero) mi vergogno a confessarli anche se il sacerdote della mia parrocchia mi mette subito a mio agio e so che è tenuto al segreto confessionale. Essendo molto timida di questo mio sentimento non ne ho parlato con nessuno. Può darmi qualche dritta per superare questo momento tenendo conto che vorrei vivere sempre nella grazia di Dio?
La ringrazio anticipatamente della risposta che spero mi darà.
Un caro saluto


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. il consiglio che ti do è il seguente: preparati bene alla Confessione mettendoti davanti al Crocifisso.
Pensa che i tuoi peccati, anche veniali, hanno causato ferite nel corpo di Gesù.
Allora ti verrà un senso di vergogna: quello giusto. Il senso di vergogna per aver offeso e maltrattato il Signore.

2. Sant’Agostino dice che la vergogna è una componente importante di questo sacramento.
Ecco il suo pensiero: “Chi si pente, si penta completamente, e mostri il dolore con le lacrime.
Presenti la sua vita a Dio attraverso il sacerdote, prevenga il giudizio di Dio con la confessione…
La vergogna (erubescentia) stessa infatti ha parte nella remissione.
Per misericordia infatti il Signore ha ordinato che nessuno facesse la penitenza occultamente.
Per il fatto stesso infatti che uno dice personalmente al sacerdote i propri peccati e vince la vergogna perché ha offeso Dio avviene il perdono della colpa: con la confessione diventa infatti degno di perdono ciò che era colpevole quando fu fatto; e se non è subito del tutto purificato, diviene tuttavia veniale ciò che aveva commesso di mortale. Ha offerto infatti molto della soddisfazione chi, vincendo la vergogna, non ha negato al nunzio di Dio nessuna di quelle cose che ha commesso. (…)
E poiché la vergogna è una grande pena, chi arrossisce per Cristo diventa degno di misericordia” (S. Agostino, De vera et falsa paenitentia, 10,25).

Preparati dunque bene e vedrai che non penserai più al sacerdote, perché davanti agli occhi della tua mente ci sarà l’immagine di Gesù straziato nel suo corpo a motivo dei nostri peccati.

Ti assicuro una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo