Quesito

Caro Padre Angelo,
le volevo porre una domanda per quanto riguarda la consacrazione dell’eucaristia.
È valida la consacrazione del pane nel caso in cui inavvertitamente si sia messa un’altra materia al posto del vino? Chi, in quella messa, facesse la comunione sotto le specie del pane, riceverebbe validamente il corpo di Cristo?
Così come: se un sacerdote validamente ordinato, per cattiveria sua (e quindi non perché privo di ragione) recitasse le parole della consacrazione su un pane qualsiasi fuori dal contesto liturgico, consacrerebbe validamente? posto che ci siano tutte le componenti per l’amministrazione di un sacramento: materia, forma, ministro e intenzione.
La ringrazio per la risposta che vorrà darmi e per tutte le altre che ho letto nella sua rubrica che seguo con molto interesse.
Simone


Risposta del sacerdote

Caro Simone,
1. se il sacerdote ha l’intenzione di celebrare secondo l’istituzione di Cristo e la mente della Chiesa e inavvertitamente ha messo dell’acqua al posto del vino nel calice, indubbiamente trasforma il pane nella sostanza del corpo e del sangue del Signore nel momento in cui recita le parole consacratorie.
In questo caso, però, inizia il sacrificio con la consacrazione del pane, ma non lo porta a termine perché non consacra il vino.
Avviene la stessa cosa se dopo aver proferito le parole consacratorie sul pane, il sacerdote viene meno e non può più pronunciare le parole consacratorie sul vino. Anche qui: inizia il sacrificio, ma non lo porta a termine.
Tuttavia la consacrazione del pane è stata effettuata.
Su questo tutti sono d’accordo.

2. I teologi invece non sono d’accordo qualora il sacerdote volesse consacrare una sola specie senza l’altra oppure facesse questo per profanare l’Eucaristia.
Alcuni dicono che è necessario – per la validità della consacrazione – voler consacrare ambedue le specie.
Il motivo: perché solo così si ha l’intenzione di celebrare il sacrificio, che richiede la consacrazione di ambedue le specie.
Inoltre si va contro la volontà di Cristo e della Chiesa. E in tal modo il sacerdote non sarebbe veramente unito a Cristo.
A parer mio è cogente solo la prima motivazione. Perché anche un sacerdote che celebra in peccato mortale non celebra secondo la volontà di Cristo e della Chiesa. Ma nessuno dubita che la sua consacrazione sia valida.

3. Altri dicono che la consacrazione del pane è valida anche se positivamente si ha l’intenzione di non consacrare il vino.
Il motivo: perché in ogni sacramento sempre appena il ministro proferisce le parole sulla materia con l’intenzione di celebrare il sacramento, si attua il sacramento.
Inoltre, poiché le parole consacratorie sul pane hanno un loro preciso obiettivo, il proferimento di queste parole non dipende dal proferimento delle altre.
Il punto debole di quest’affermazione è che Cristo ha legato la sua presenza alla presenza del sacrificio.
Ma alcuni replicano: ha la volontà di iniziare il sacramento, sebbene non abbia quella di portarlo a termine.

4. La Chiesa nel suo magistero non ha mai voluto dirimere la questione.
Dice solo che non si può consacrare una materia senza l’altra, neanche per portare il Viatico.
Chi lo facesse, certamente compirebbe un sacrilegio e un peccato mortale.
Ma la Chiesa non dice se la consacrazione sia valida o invalida.

5. Pertanto, dal momento che la Chiesa con tutta la sua sapienza non osa dirimere la questione, tanto meno posso dirimerla io.
Posso solo presentare i problemi e dire quello che assolutamente non si deve fare.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo