Quesito

Caro padre Angelo,
quando riceviamo l’Eucaristia, Gesù è presente realmente in essa e fin qui non si discute.
La domanda è in che modo è presente: come sul Golgota oppure con il corpo glorificato essendo il Risorto.
La ricordo nelle mie preghiere di peccatore, le chiedo di pregare per me e la mia famiglia nelle sue sante preghiere.
Grazie Davide.


Risposta del sacerdote

Caro Davide,
1. la presenza di Cristo sotto le apparenze del pane e del vino non è una presenza materiale, ma spirituale.
Questo non significa che non sia reale.
Anche la presenza di Dio è reale, anzi, realissima.
Eppure Dio è purissimo spirito.

2. La nostra comunione con Cristo è sempre comunione di vita con il, Signore risorto.
Proprio perché è risorto, e pertanto con un corpo glorioso e spirituale, può vivere accanto e anche dentro di noi.
A Messa noi entriamo in comunione con il corpo di Cristo risorto, con un corpo dunque glorioso, non più materiale. San Paolo ci ricorda  in 1 Cor 15,44 che “il corpo risorge spirituale”. Questo vale per Cristo e varrà un giorno anche per noi, alla fine del mondo, quando risorgeremo dai morti.

3. Dobbiamo anche ricordare che nel corpo glorioso Gesù rivivono eternamente tutte le azioni da Lui compiute dal primo istante della sua incarnazione fino alla sua gloriosa ascensione.
In particolare durante la Messa il Signore ci fa vivere da contemporanei l’evento della sua passione e della sua morte.

4. Nell’Eucaristia è presente Cristo risorto, ma che eternamente vive immolato.
Proprio per questo nell’Apocalisse Gesù ci viene presentato come un agnello ritto in piedi e nello stesso tempo sgozzato: “Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato” (Ap 5,6).
L’essere ritto in piedi è il simbolo della risurrezione, del suo essere vivo e della sua vittoria.
Il fatto che sia in piedi e nello stesso sgozzato o immolato sta a significare che Cristo vive davanti al Padre presentandogli eternamente la sua passione e morte redentrice per noi.
La passione e la morte che ha compiute nel tempo, con la sua risurrezione sono state rese eterne.

5. Pertanto quando facciamo la Santa Comunione entriamo in comunione con il Cristo glorioso, risorto, ma nell’atteggiamento eterno della sua passione e morte redentrice.
Sicché alla tua precisa domanda: “in che modo è presente, come sul Golgota oppure con il corpo glorificato essendo il Risorto” si risponde: in tutte e due.
È presente come risorto, che perpetua eternamente a nostro favore la sua passione e morte.

6. Per questo a Messa celebriamo la Pasqua del Signore, il mistero della sua morte e risurrezione.
Attenzione bene: non facciamo finta che prima muoia e poi risorga.
Perché fin dall’inizio ci incontriamo con Lui, risorto e glorioso che, soprattutto dal momento della consacrazione, ci fa vivere da contemporanei la sua passione e la sua morte redentrice.
Nella Santa Comunione, poi, ci nutriamo del suo corpo glorioso che conserva in sé i segni della passione, anzi si presenta a noi proprio come nella sua passione e morte.
E ci conforma alla sua passione e morte perché possiamo vivere come Lui e  fare di noi stessi un sacrificio perenne a Dio gradito.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo