Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei tanto aver scoperto prima questo sito, vorrei tanto aver potuto parlarle prima di commettere tanti errori nella mia vita…sono una ragazza sposata da qualche mese con un uomo che ha fatto parte della mia vita per ben 8anni… prima di incontrare lui avevo un’unica convinzione: arrivare all’altare pura.
Anche ora vogliamo seguire le leggi di Dio e non di questa società distorta, pertanto avrei bisogno di porle due domande:
1. il comandamento “santificare le feste” racchiude anche l’astenersi dai rapporti sessuali? cioè la domenica che è il giorno del Signore dovremmo astenerci?
2. nel caso di ciclo, gravidanza, menopausa si possono avere rapporti sessuali?
3. secondo lei, c’è un modo, non so, qualche penitenza da seguire per far sì che il Signore possa perdonarci per tutti i peccati fatti nel passato? (tra cui quelli commessi in epoca adolescenziale?)

Resto in attesa di una sua cortese risposta che, sono certa, sarà chiara e diretta. E spero che lei avrà una preghiera anche per noi.
Nella speranza di esser stata chiara, La ringrazio per la cortese attenzione.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. Il Concilio Vaticano II afferma che “gli atti coniugali, compiuti nell’intimità casta e per mezzo dei quali si trasmette la vita umana, sono onesti e degni (honesti ac digni sunt), e compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano ed arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudine gli sposi stessi” (Gaudium et spes n. 49).
S. Tommaso aggiunge che, compiuti secondo il disegno di Dio, sono anche meritori: “Se all’atto matrimoniale si è spinti da una virtù: o dalla giustizia per rendere il debito coniugale; o dalla religione per procreare dei figli da consacrare al culto di Dio, allora questo atto è meritorio” (Somma teologica, Suppl. 41, 4).

2. Tuttavia non possiamo dimenticare il consiglio di San Paolo: “Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme” (1 Cor 7,5).
Per San Paolo una certa indivisibilità del cuore nel vivere gli eventi della nostra salvezza porta a sentire l’esigenza di astenersi “di comune accordo e temporaneamente”.
Né si può dimenticare che Mosè, nei tre giorni precedenti l’apparizione di Dio sul monte Sinai e la consegna del decalogo, chiese la continenza. Ecco quanto si legge: “Mosè scese dal monte verso il popolo; egli fece purificare il popolo ed essi lavarono le loro vesti. Poi disse al popolo: «Siate pronti in questi tre giorni: non unitevi a donna»” (Es 19,14-15).
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “I rapporti sessuali rendono inadatti a ogni atto sacro (cf. 1 Sam 21,5 dove si legge: “Il sacerdote rispose a Davide: «Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri: se i tuoi giovani si sono almeno astenuti dalle donne, potete mangiarne»”).
Per noi oggi si tratta di un consiglio.

3. Nei periodi di infertilità, come quelli legati al ciclo, alla gravidanza, all’allattamento e alla menopausa si possono avere rapporti sessuali, perché questi servono anche a ravvivare l’affetto e l’intesa vicendevole.
Già Pio XI, nel 1930 pubblicando la Casti connubii, aveva detto: “Né si può dire che operino contro l’ordine della natura quei coniugi che usano del loro diritto nel modo debito e naturale, anche se per cause naturali, sia di tempo sia di altre difettose circostanze, non ne possa nascere una nuova vita. Poiché nello stesso matrimonio si contengono anche fini secondari, come il mutuo aiuto e l’affetto vicendevole da fomentare e la quiete della concupiscenza, fini che ai coniugi non è proibito volere, purché sia sempre rispettata la natura intrinseca dell’atto e per conseguenza la sua subordinazione al fine principale” (DS 3718).
Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae afferma: “Questi atti… non cessano di essere legittimi se, per cause indipendenti dalla volontà dei coniugi, sono previsti infecondi, perché rimangono ordinati ad esprimere e consolidare la loro unione. Infatti, come l’esperienza attesta, non ad ogni incontro coniugale segue una nuova vita. Dio ha sapientemente disposto leggi e ritmi naturali di fecondità che già di per sé distanziano il susseguirsi delle nascite” (HV 11).
Perciò “se per distanziare le nascite esistono seri motivi, derivanti o dalle condizioni fisiche o psicologiche dei coniugi o da circostanze esteriori, la Chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l’uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e così regolare la natalità senza offendere i principi morali che abbiamo ora ricordato” (HV 16).

4. Mi chiedi infine di suggerirti qualche pratica per espiare i peccati della vita passata.
Ebbene, ti consiglio la recita (anche quotidiana) dei salmi penitenziali che sono i seguenti: salmi penitenziali 6 – 32 – 38 – 51 – 102 – 130 – 143.
Come ho già detto rispondendo ad altri quesiti, Sant’Agostino ha voluto che fossero scritti a caratteri cubitali sul muro di fronte al suo letto di morte e Alcide De Gasperi, prima di morire, se li fece leggere dalla figlia suora.

La stima che nutri per il nostro sito ci incoraggia ad andare avanti e per questo ti ringraziamo.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo