Quesito

Caro Padre Angelo,
avrei bisogno di una sua illuminazione su dei miei dubbi vista la sua disponibilità e la sua preparazione.
Avrei 3 domande:
1) il vangelo di Marco nei manoscritti autorevoli termina con il 16,8 e la paura delle donne ma non cita l’apparizione. Questo significa che Marco non e’ sicuro della risurrezione?
Si puo’affermare lo stesso limitatamente a Marco che anche in assenza delle apparizioni la risurrezione sia ugualmente un fatto sicuro col solo messaggio dell’angelo?
Inoltre se il vangelo di Marco e’ il più antico, come facevano gli altri evangelisti a sapere delle apparizioni?
Possono essere considerate attendibili anche se Marco non le cita? (nei manoscritti antichi). 
2) se in Marco le donne tacquero, come si è trasmesso il messaggio della risurrezione agli apostoli? Perché negli altri vangeli si dice che invece corsero ad annunciarlo?
3) in 1 Cor 15 che è più antica di tutti i vangeli, Paolo cita le apparizioni di Cristo agli apostoli. Questo presuppone che esisteva una fonte precedente che le attestava? Dato che i vangeli non esistevano. Mi scuso per la lunghezza, la ringrazio se vorra’ aiutarmi a chiarire la parola del Signore e gradirei anche una risposta privata. Grazie mille Padre.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. riporto innanzitutto la parte finale del Vangelo di Marco, tralasciando quella aggiunta:
“Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. 2Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. 3Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». 4Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. 5Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. 6Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. 7Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: «Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto»». 8Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite” (Mc 16,1-8).

2. Allora bisogna sottolineare che le donne ricevettero l’apparizione dell’angelo e l’annuncio della risurrezione.
Quel giovane seduto sulla parte destra, che è quella della salvezza, è vestito di una veste bianca, simbolo di immortalità e di gloria divina.
Già il suo contegno dunque è eloquente. Non si faticherà a dire che è  l’angelo della risurrezione, visibilizzata nel suo stesso portamento e nel suo vestito.
Inoltre dà un annuncio ben preciso e dice: “Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui”.
L’Angelo mostra di sapere il motivo per cui le donne si sono recate lì.
E dice loro che Gesù non più lì, nel regno dei morti, perché è risorto.
Probabilmente le donne in quel primo momento non compresero di quali tipo di risurrezione si trattasse. Lo capiranno meglio in seguito, insieme con gli apostoli, dopo le ripetute apparizioni di Gesù e la sua gloriosa Ascensione al Cielo: Gesù non è risorto per tornare alla vita precedente, ad una vita mortale per poi di nuovo morire, ma è risorto alla vita immortale, è risorto per andare avanti, per precederci nella dimora che Dio ha preparato per noi.

3. Dunque non puoi affermare che da questo testo non si evince l’annuncio della risurrezione.
Quest’annuncio è ben chiaro.

4. La difficoltà può nascere dalle ultime espressioni del testo: “(Esse) non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite”.
Questo però non esclude che, cessata la paura, abbiamo raccontato tutto, come si evince dagli altri vangeli.
E infatti l’hanno raccontato. Diversamente come avrebbe potuto Marco dire che esse tennero per sé la notizia e non dissero nulla?
Se la notizia non si fosse risaputa, Marco non avrebbe dovuto scrivere più nulla e avrebbe dovuto fermarsi al racconto della morte e sepoltura.

5. L’autorevole Bibbia di Gerusalemme lascia aperta l’ipotesi che Marco non abbia così troncato la sua narrazione, ma che il prosieguo sia andato perso:
“Se non si ritiene che Marci stesso lo dicesse in una continuazione del Vangelo che per noi sarebbe andata persa (come emergerebbe dall’aggiunta finale di Mc 16,9-20) bisogna ammettere che avrà scelto di tacere questo fatto per non avviare un racconto delle apparizioni che aveva deciso di non aggiungere al suo vangelo”.
Pertanto il fatto che gli altri vangeli ne parlino sta a significare che quelle testimonianze erano bene conosciute nella prima comunità cristiana.

6. Il fatto che prima Corinzi ne parli attesta proprio che nelle prime comunità cristiane la risurrezione di Cristo, sulla quale si fondava la fede dei credenti, era recepita dalle tradizioni orali.
Il Vangelo infatti prima è stato prima predicato, poi è stato scritto.
La predicazione, dovunque sostanzialmente identica, è stata la prima fonte della redazione scritta.
Paolo non aveva bisogno della redazione scritta di Marco per conoscere come fossero andate le cose.

7. La prima lettera ai Corinzi, mi dici, sarebbe stata scritta prima di tutti i vangeli.
Questo non lo si può affermare in maniera categorica.
Un’antica tradizione della Chiesa, trasmessa da Papia di Gerapoli amico di San Giovanni apostolo ed evangelista, attesta che Marco avrebbe scritto la sua narrazione nei primi anni 40. Questa tradizione è stata recepita e trasmessa dallo storico Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica.

8. Sull’aggiunta di Mc 16,9-20 ecco che cosa scrive la Bibbia di Gerusalemme: “la finale di Marco fa parte delle Scritture ispirate; è ritenuta canonica.
Questo non significa necessariamente che sia stata redatta da Marco.
In effetti la sua appartenenza alla redazione del secondo Vangelo è messa in discussione”.

9. La Bibbia di Gerusalemme, dopo aver riportato la finale non sempre concorde di alcuni antichi manoscritti, scrive: “Aggiungiamo che tra il versetto 8 e il versetto 9 c’è nel racconto una soluzione di continuità.
D’altronde si fatica ad accettare che il secondo Vangelo nella prima redazione si arrestasse bruscamente al versetto 8.
Da qui la supposizione che la finale originaria sia scomparsa per una causa a noi sconosciuta e che la finale attuale sia stata redatta per colmare la lacuna.
Essa si presenta come un riassunto sommario delle apparizioni del Cristo risorto, la cui redazione è sensibilmente diversa dallo stile abituale di Marco, concreto e pittoresco.
Tuttavia l’attuale finale è stata conosciuta fin dal II secolo da Taziano e da Ireneo e ha trovato posto nella stragrande maggioranza dei manoscritti greci e traduzioni dei primi secoli.
Se non si può provare che ha avuto Marco per autore, resta sempre, secondo l’espressione di Swete, un’autentica reliquia della prima comunità cristiana”.

Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di scrivere queste precisazioni.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo