Caro Padre,
(…) le pongo una breve domanda: Se la masturbazione è peccato mortale, perché il Signore non aiuta a superarla?
Se è intrinseca nella natura perché lui non può cambiare tale natura (avendo da me la completa disponibilità), Lui che cambia tutto a suo piacimento se gli doniamo il nostro libero arbitrio?
E poi… Bisogna confessarsi ogni volta che si è caduti? E se non si prova il pentimento? O se si prova il pentimento, ma dopo poco si ricade?
Spero di ricevere presto una risposta, intanto la ringrazio per la disponibilità. Le chiedo di pregare per me e se è possibile mantenere tale email privata, senza alcuna pubblicazione. Una risposta intima ad una domanda intima.
Cordiali Saluti e a presto.


Carissim…,
ti rispondo subito, come vedi.

1. Il Signore aiuta a superare la masturbazione.
San Tommaso afferma che “la più piccola grazia basta per resistere a qualunque concupiscenza e per evitare ogni peccato mortale che si commette trasgredendo i comandamenti della legge: infatti un minimo di carità basta ad amare Dio più di quanto la cupidigia non ami «migliaia di pezzi d’oro e d’argento» (Sal 118,72)” (Somma teologica, III, 70,4).

2. Dire “la più piccola grazia” è la stessa cosa che dire “il più piccolo atto di amore per il Signore”.
Quando sei assalita prova a dire: “Signore, non voglio commettere questo peccato per amore tuo”.
“Voglio darti un segno del mio amore per te”.
Sentirai subito una grande forza.
Una forza che perdurerà per molto tempo.

3. Mi dici: “Se è intrinseca nella natura”.
Non è intrinseca alla natura e lo mostra il fatto che vi sono persone che non sono mai cadute in questa fragilità. E se vi sono cadute ben presto se ne sono rialzate.
Queste persone io le vedo determinate, anzi molto forti interiormente e nel proprio stile di vita.

4. Piuttosto si può dire che è molto frequente nella natura segnata dal peccato.
Ma dal peccato, con l’aiuto della grazia che è un’autentica forza divina, si può rimanerne lontani.
E, magari caduti, ci si può rialzare.

5. Mi dici: “perché lui non può cambiare tale natura (avendo da me la completa disponibilità), Lui che cambia tutto a suo piacimento se gli doniamo il nostro libero arbitrio?”.
È necessario che tale disponibilità non sia una vuota parola o un desiderio senza volontà.
Per superare un esame non basta avere il desiderio di passarlo. Ci vuole anche la buona volontà.
Così anche qui.

6. Ad una tua specifica domanda sulla necessità di confessare tale peccato dico che bisogna confessarsi ogni volta che si ricade o comunque prima di fare la Santa Comunione.
San Tommaso ricorda che “sotto un certo aspetto il peccato di impurità è quello che più di ogni altro rende l’uomo indisposto a ricevere l’Eucaristia, poiché a motivo di questo peccato più che per ogni altro lo spirito viene assoggettato alla carne, per cui viene impedito il fervore della carità che è richiesto in questo sacramento” (Somma teologica, III, 80, 5, ad 2).

7. Il pentimento consiste in un atto di volontà per cui si ripudia il peccato e ci si determina a non più commetterlo.
Non è legato al sentimento.
Basta un atto di volontà, anche se interiormente ci si sente aridi.

8. E se, pur provato il pentimento, poco dopo si ricade, ci si rialza di nuovo, nel medesimo modo in cui uno se si sporca la veste non se la tiene sporca perché sa che potrebbe sporcarsela di nuovo.

9.  Come vedi, ho tagliato la parte più personale della tua mail, omettendo addirittura di indicare il genere maschile o femminile del mittente.
Per cui mi sono sentito libero di pubblicare il quesito e di darne la risposta che può giovare a molti.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo