Quesito

Gentile p. Angelo
Sono un giovane postulante francescano conventuale ( o meglio, lo sarò tra poche settimane), e sebbene non abbia ancora iniziato gli studi teologici nutro un certo interesse per la sacra teologia, in particolare grazie a San Tommaso e al pensiero tomista, di cui sono ammiratore. I miei interessi teologici sono stati per così dire aiutati dalla Provvidenza Divina che tramite un frate mi ha fatto avere un libro intitolato “ breve compendio di teologia” del teologo domenicano Marie – Joseph Nicolas che ho da poco iniziato a leggere. Sono in particolare affascinato dall’idea di come grazie all’uso del nostro intelletto , possiamo arrivare a conoscere le realtà celesti e divine. In questo sono stato incoraggiato dagli scritti del compianto frate domenicano e servo di Dio, Tomas Tyn.
Ebbene avrei un quesito da porle. Per come ho inteso io , Dio vive non nel tempo ma in un eterno presente. Se questo è giusto è corretto dire che la salvezza operata a Cristo è in qualche modo “ retroattiva”? Mi spiego. Dio potrebbe aver portato già prima della nascita di Gesù , le anime in paradiso grazie redenzione futura operata da Cristo? Per fare un paragone è come se Dio mi concedesse una grazia particolare alle 8 del mattino grazie ad un qualcosa che però accadrà solo alle 8 di sera. Secondo il presupposto per cui Dio vive in un eterno presente, Dio non è che sa già quel che accadrà , come fosse un indovino, ma avrebbe già davanti a se tutta la storia che per noi è incanalata nella dimensione temporale.
Non so se sono riuscito a spiegarmi.
L’altra domanda è simile: in base allo stesso ragionamento, non potrebbe essere accaduta la stessa cosa con il peccato originale? Non potrebbe essere che il peccato delle origini sia avvenuto in un dato momento nella storia e che , sempre per il fatto che Dio vive in un eterno presente, gli effetti del peccato abbiano retroagito fin dall’inizio della creazione, ex tunc?
Similmente potrebbe essere accaduta la stessa cosa durante la passione del Signore ? Molti mistici dicono che Gesù è stato confortato ( nel Gethsemani, nella salita al Calvario, durante la crocifissione) dalle preghiere, sacrifici, atti d’amore, offerti dalle anime nel corso dei secoli. Potrebbe essere accaduta la medesima cosa di cui dicevo, che per il fatto di vivere in un eterno presente, Egli sia stato confortato da una parte e offeso con i peccati , non previsti ma vissuti in modo quasi diretto?
Mi rendo conto della complessità del tema e della mia poca chiarezza espositiva e quindi la ringrazio molto per la sua disponibilità. Se avessi detto delle “eresie” mi scusi in anticipo!!!
Fraternamente
In Cristo e Maria
Daniele


Risposta del sacerdote

Carissimo Daniele,
1. mi compiaccio per la chiamata che il Signore ti ha fatto e alla quale stai dando la tua bella risposta.
Chiamandoti a seguirlo più da vicino e ripercorrendo il suo stesso genere di vita (castità, povertà e obbedienza) ti ha dato una grazia molto grande. E insieme a questo ti garantisce il centuplo quaggiù e l’eternità grande.

2. Ho avuto la grazia di essere stato compagno di studio, sebbene per breve tempo del caro padre Thomas Tyn. Era esemplare in tutto.
Vengo adesso alle tue domande.

3. Sì, il sacrificio di Cristo ha avuto un valore retroattivo. Ed è proprio in virtù di questo che Maria fu preservata dal peccato originale e fu santificata dalla grazia.
Ed è anche pr questo motivo che Dio ha dato la grazia ai giusti dell’Antico Testamento.
Quanto però all’entrare subito in Paradiso dobbiamo stare a quanto ci ha detto Dio nella sua Rivelazione, e cioè che Cristo è il primogenito dei risorti da morte.
Il Paradiso l’ha riaperto Lui.
Certo, la grazia è stata data anche a quelli che sono vissuti prima di Cristo, ma sono rimaste le penalità contratte con peccato originale: sofferenza e morte di qua, e dilazione della beatitudine di là.

4. Non si può applicare il valore retroattivo al peccato originale.
Noi lo contraiamo perché proveniamo da una progenie inquinata. Ma Adamo ed Eva sono usciti santi e immacolati dalle mani di Dio.
Inoltre mentre il sacrificio di Cristo ha un valore infinito, perché è azione di un uomo-Dio, non si può dire la stessa cosa riguardo al peccato, il quale ha sì una gravità infinita, ma non ha un demerito infinito.

5. È verissimo che Gesù nella sua Passione è stato confortato dalla consapevolezza che molti hanno accolto i suoi meriti e hanno collaborato con Lui.
Ma questo è stato possibile perché Gesù come uomo aveva fin dal primo istante della sua esistenza la visione beatifica: e cioè vedeva tutto, e in una maniera infinitamente più alta, di quanto vedano attualmente i santi in Paradiso.

Ti ringrazio dei quesiti. Ti assicuro una preghiera per la tua perseveranza e tu ricordati di noi.
Ti benedico.
Padre Angelo