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Quesito

Caro Padre,
alcune domande veloci
a) Cosa obbliga il 4° comandamento verso lo Stato? Cosa sotto pena di peccato grave?
b) Quale è il rapporto tra leggi penali e peccato? Per me il peccato è un’offesa ai 10 Comandamenti, non alla legge penale. Ad esempio, è peccato non pagare le tasse perché si “ruba” agli altri (nei limiti delle tasse giuste), però se ad esempio mi fanno una multa e io cerco i mezzi per evitarla o non pagarla, oppure tipo costruisco abusivamente senza causare danni a nessuno, mica faccio peccato grave?
Peccato per me è un’azione contro i Dieci Comandamenti, non contro la legge umana. Altrimenti…non votare…è peccato grave?
Grazie del suo aiuto
Un saluto


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Il quarto comandamento… si estende infine ai doveri… dei subordinati nei confronti dei loro superiori, dei cittadini verso la loro patria, verso i pubblici amministratori e i governanti” (CCC 2199).
“Coloro che sono sottomessi all’autorità considereranno i loro superiori come rappresentanti di Dio, che li ha costituiti ministri dei suoi doni” (CCC 2238).
E cita San Pietro: “State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore… Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio” (1Pt 2,13; 1Pt 2,16).

2. Afferma anche che “è dovere dei cittadini dare il proprio apporto ai poteri civili per il bene della società in spirito di verità, di giustizia, di solidarietà e di libertà. L’amore e il servizio della patria derivano dal dovere di riconoscenza e dall’ordine della carità” (CCC 2239).
“La sottomissione all’autorità e la corresponsabilità nel bene comune comportano l’esigenza morale del versamento delle imposte, dell’esercizio del diritto di voto, della difesa del paese” (CCC 2240). Viene citato San Paolo: “Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto, il rispetto (Rm 13,7).

3. Mi chiedi che cosa vincoli nei rapporti con lo stato sotto peccato mortale.
Gli antichi autori di teologia morale ritenevano che nei peccati contro la seconda tavola della legge (dal quarto al decimo, ad eccezione del 5° e del 6°) vi sia generalmente materia grave.
Ciò significa che se ad essa si aggiunge la piena avvertenza della mente e il deliberato consenso della volontà si compie anche soggettivamente un peccato grave.
Ho scritto ad eccezione del 5° e del 6° perché in questi due comandamenti non c’è generalmente materia grave, ma vi è sempre materia grave.

4. Quando di un peccato si dice che ha materia generalmente grave si sottintende che talvolta o anche spesso la materia potrebbe non essere grave.
Ebbene nei rapporti con lo stato gli obblighi sono gravi, ma non sempre e non tutti lo sono.
Inoltre, come tu stesso rilevi, vi sono delle leggi puramente penali, che non obbligano sotto colpa, ma solo a pagare la pena.

5. È impossibile esemplificare concretamente i doveri verso lo stato che obbligano sotto pena di peccato mortale perché è necessario valutare sempre anche le circostanze in cui si è chiamati a contribuire.
Ad esempio: esprimere il proprio voto, soprattutto su materia cruciale per il bene della società e della religione, può essere un dovere che obbliga in maniera grave.
Ma non si può dire la stessa cosa per ogni consultazione elettorale.

6. Mi chiedi quale sia il rapporto tra i dieci comandamenti e le leggi penali.
Il rapporto talvolta è stretto, come quando la legge punisce dei crimini o delle mancanze verso il bene comune.
Talvolta invece si tratta di leggi puramente penali, che non hanno direttamente a che fare con gli obblighi morali: come ad esempio posteggiare la macchina senza comperare il tagliando per il posteggio.
È chiaro che non mettere il tagliando significa esporsi volutamente a pagare la multa. E se viene data, la si deve pagare perché si sapeva che c’era l’obbligo del tagliando.

7. Mi porti l’esempio della costruzione di una casa in luogo abusivo: qui il problema è più serio perché si può pensare che se c’è il divieto, ci sarà pure una ragione.
Inoltre è ulteriormente sbagliato perché ci si espone a buttare all’aria un sacco di soldi, rischiando la demolizione e il pagamento della multa. E questa è una grave imprudenza.

8. Infine dici che per te c’è peccato quando si pecca contro i Dieci Comandamenti, ma non quando si va contro la legge umana.
Bisogna ricordare però che la sottomissione alla legge umana è richiesta proprio dai comandamenti.
E allora è necessario ricorre alle distinzioni che ti ho riportato.

Contraccambio il saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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