Caro Padre Angelo,
Agostino d’Ippona dopo aver preso le distanze dal manicheismo, ha ritenuto il male come realtà inesistente, considerandolo sostanzialmente mancanza di perfezione.
Il male come realtà in sé, concreta ed oggettiva non ha sussistenza per Agostino.
In questa prospettiva come considerare allora, la ribellione di alcuni angeli a Dio, l’inganno ad Eva ed Adamo che li ha indotti a cibarsi dei frutti dell’albero della conoscenza, le tre tentazioni di Satana rivolte a Gesù durante il suo esilio nel deserto?
La Bibbia, i Vangeli e l’Apocalisse ci parlano eccome del Diavolo, parificato ad una figura tentatrice, ingannevole, omicida, perennemente votata al male che cerca con ogni mezzo di distogliere le anime dalla salvezza divina.
Mi può spiegare questo contrasto?
La ringrazio per la risposta.
Giacomo


Carissimo,
1. come si distingue tra bene ontologico e bene morale così analogamente va distinto un male sotto il profilo ontologico e un male sotto il profilo morale.

2. Tutte le realtà di questo mondo hanno tanto bene quanto hanno di esistenza, perché l’esistenza è un bene.
Se l’esistenza di una determinata realtà non è perfetta diciamo che è difettosa, che ha del male.
Ma questo male non è un male morale, è un male a livello di essere.

3. I demoni, in quanto sono esistenti, sono buoni sotto il profilo ontologico.
Il male morale è nella loro volontà.

4. Rimanendo negli esempi che mi hai portato, il male nei demoni non è nella loro esistenza, ma nella loro volontà e più precisamente nella loro ribellione, nelle tentazioni fatte a Cristo e in quelle che fanno agli uomini e nella loro opera di distruzione.

5. Poiché l’esistenza che possiedono ce l’hanno da Dio, anche la loro esistenza rimane un bene e sotto quest’aspetto si può dire che Dio li ami.
Dio invece non ama la loro volontà.
Ecco che cosa dice San Tommaso a commento delle parole di Gesù (“Il Padre mio li amerà” Gv 14,21) per coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti:
“Va poi notato che l’amore verso una data cosa talora è soltanto relativo, altre volte invece è assoluto.
È relativo quando uno vuole a quel dato essere qualche bene particolare; è invece assoluto quando a lui vuole ogni bene.
Ora Dio ama in senso relativo tutti gli esseri da lui causati; poiché a ciascuna creatura vuole un qualche bene, persino ai demoni: vuole cioè che essi vivano, conoscano ed esistano. E questi sono dei beni.
Ama invece in senso assoluto coloro ai quali vuole ogni bene, ossia che posseggano Dio stesso, avendo il quale si possiede la verità; perché Dio è Verità. Ma la verità si possiede quando si conosce. Perciò egli ama veramente e in senso assoluto coloro cui manifesta se stesso, che è la Verità. Ed è appunto questo quel che egli qui dice: «Mi manifesterò a lui»; ossia in futuro mi mostrerò a lui con la gloria, che è l’ultimo effetto della futura beatitudine” (Commento al Vangelo di Giovanni 14,21).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo