Se il battesimo dei bambini sia una specie di violenza

Se il battesimo dei bambini sia una specie di violenza

Quesito

Caro Padre Angelo,
perchè si sceglie di battezzare i bambini in tenera età e non, piuttosto, lasciare che sia una loro scelta quando siano in età matura?
Ringraziandola per la sua chiarezza e disponibilità.
Giorgia S.


Risposta del sacerdote

Carissima Giorgia,
1. L’usanza di battezzare i bambini è una tradizione della Chiesa da tempo immemorabile. Essa è esplicitamente attestata fin dal secondo secolo.
Ma già nella Sacra Scrittura possiamo trovare qualche indicazione, quando si afferma che «famiglie» intere ricevevano il Battesimo (cf At 16,15; At 16,33; At 18,8; 1Cor 1,16).
In quelle famiglie erano presenti certamente anche dei bambini, che venivano battezzati insieme a tutti gli altri.
Le parole del Signore “Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,14) di fatto sono state applicate anche per il nostro problema.
È vero che i bambini non sono in grado di emettere un atto personale e cosciente. Al loro posto, però, questo atto lo emettono i genitori, i padrini e la chiesa.
Del resto in tutti gli altri ambiti della vita i genitori si sostituiscono alla volontà dei bambini, interpretandola.
Il battesimo ricevuto da piccoli diventa pertanto un segno dell’amore di Dio, che ci ama per primo e dona gratuitamente.
È vero che oggi sono in molti a domandarsi se in questo modo non si faccia violenza alla personalità dei bambini.
C’è da rispondere, al contrario, che col Battesimo si offre loro una nuova vita (la grazia), che dona e garantisce una più autentica libertà, la libertà dal peccato e dall’errore.
I figli, diventati più grandi, potrebbero rimproverare ai genitori: perché ci avete negato quella grazia che libera dalle insidie del Maligno e che fa gravitare verso Dio, verso Gesù Cristo, verso i sacramenti, verso la Madonna e tutte le realtà sante? Ci avete dato tanti beni; ma perché non ci avete dato il bene più grande, nel quale è racchiuso il senso di tutti gli altri beni?
Se poi un giorno i figli disgraziatamente perdessero la fede, non hanno da rimproverare nulla ai genitori: questi hanno trasmesso loro un bene nei quali essi credevano e che in definitiva non ha fatto loro nulla di male.

Ti ringrazio per la domanda, ti saluto, ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo