Quesito

Caro Padre Angelo,
è da un po’ che seguo le Sue risposte in merito alla masturbazione ed alla purezza sessuale; proprio per chiederLe consiglio ed aiuto sugli argomenti suddetti, Le scrivo.
Frequento la Chiesa regolarmente e mi confesso spesso, tuttavia, mi si presentano dei momenti di debolezza più o meno frequenti, in cui il desiderio di commettere atti impuri prende il sopravvento. Cerco di combattere questa insana abitudine con preghiere frequenti alla Vergine Maria; preghiere, che intensifico nei momenti immediatamente successivi al peccato, e volte a riparare al danno commesso.
Tutto questo, però, sembra non bastare e cerco in Lei un aiuto.
Inoltre, c’è una questione che mi angustia: possono questi atti impuri cancellare tutti gli atti di bene fatti e tutto l’amore che Dio ci dona?
Questa questione mi fa stare molto male, poichè, dopo un Santo Natale, trascorso in serenità ed armonia con la famiglia, in un momento di solitudine, ho ceduto di nuovo alla tentazione; la debolezza trascorsa mi fa sentire molto male, se penso che con questo atto ho cancellato settimane di serenità e buoni propositi.

La ringrazio anticipatamente, per il Suo aiuto.
Le chiedo di ricordarmi nelle sue preghiere affinché Dio mi aiuti a rialzarmi ogni volta che cado.
Le auguro che il Signore La assista sempre nella Sua missione.
P.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. hai letto ormai tante cose che ho scritto sui peccati di impurità.
Non hai dunque bisogno che ripeta tutti i consigli finora dati.
Desidero sottolineare alcune cose che mi hai scritto. Mi dici che vai a Messa regolarmente e che ti confessi spesso.
È un’ottima cosa.
Da te stesso ormai senti l’esigenza di confessarti perché hai fatto tante volte l’esperienza che solo dopo la confessione stai meglio.
Mi dici che dopo le eventuali cadute intensifichi la preghiera. Fai bene. Questa preghiera insistente è come una sorta di invocazione anticipata del perdono di Dio, che già ti raggiunge in qualche modo, anche se solo dopo la confessione ti senti perfettamente a posto.

2. Ecco, io ti suggerirei di rendere la tua confessione non solo frequente come lo è già, grazie a Dio, ma anche regolare, se per caso non lo fosse.
Quando dico regolare intendo dire questo: come vai a Messa ogni domenica, ogni otto giorni, così fà la stessa cosa anche per la confessione: quindicinale o, meglio ancora, settimanale.
E questo indipendentemente dalla presenza di peccati gravi.
Ogni confessione infatti dà un aumento di grazia e quindi anche di forza per essere liberato da molte tentazioni.

3. Visto che adesso siamo in quaresima, ti consiglierei di intensificare la partecipazione alla S. Messa.
Prova a programmare di andare una volta o due in più alla settimana. Vedrai quante cose cambieranno in meglio.
Sentirai la mano potente del Signore che accompagna la tua vita.

4. In genere gli organismi più deboli sono colpiti più facilmente dalle malattie.
Diventati più robusti, vanno avanti per anni senza essere colpiti neanche da una banale influenza.
Così analogamente avviene anche per la vita spirituale. Più la si nutre, più diventa robusta, così è meno esposta al peccato e alle cadute.
Procura dunque di essere sempre interiormente alimentato. Altrimenti diventa fatale venir meno lungo la strada.

5. Mi poni poi una precisa domanda: se le cadute nel peccato cancellino tutto il bene, e cioè tutta la grazia che il Signore ci dona, compreso il merito delle opere buone precedentemente compiute.
Ebbene San Tommaso insegna che la grazia di Dio, creata e comunicata agli uomini, essendo una realtà di ordine soprannaturale non viene distrutta.
Se la nostra anima, che pur non essendo di ordine soprannaturale, è una realtà spirituale, indistruttibile e immortale, a fortiori la grazia, che è una realtà soprannaturale, non viene distrutta. Una volta creata da Dio e comunicata ad una persona è di per se stessa indistruttibile.
In questo senso San Paolo ha detto che i doni di Dio sono irrevocabili.

6. Tuttavia quando si compie un peccato mortale è come se si frapponesse un ostacolo che impedisce all’anima di fruire di questa comunione soprannaturale con Dio.
Come se davanti ad una finestra aperta ad uno splendido sole si mettesse un grosso tendone. Questo grosso tendone impedirebbe alla luce del sole di penetrare.
La stanza perde la luce. La luce rimane fuori e continua a premere per potervi entrare di nuovo.
Così col peccato l’anima perde la grazia.
Ma la grazia persa non viene distrutta.

7. Col pentimento e con la confessione è come se sciogliesse l’ostacolo che le impedisce di ritornare al destinatario.
La grazia precedente torna nel soggetto nella misura in cui si scioglie l’ostacolo.
Sicché, se rimane ancora qualcosa di quell’ostacolo, la grazia non torna in pienezza.
Ma se lo si toglie del tutto, anzi, se si compiono atti ancor più intensi di amore di Dio e di penitenza dei propri peccati, la grazia non solo torna in pienezza, ma può addirittura tornarvi accresciuta.
E vi torna nel grado stabilito dalla liberalità di Dio e in proporzione all’intensità del pentimento e della penitenza per il peccato.

8. Ti assicuro ben volentieri la preghiera richiesta.
E non solo perché ti rialzi subito dopo ogni eventuale caduta, ma perché non cada più e il tuo cammino spirituale sia come un volo che ti permette di salire sempre più in alto, così come vuole il Signore.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo