Quesito

Salve padre,
se dovesse capitare di essere tentati e quindi si incomincia a compiere un atto impuro ma si ‘‘‘‘riesce’‘‘ a smettere di compierlo, è ugualmente considerato peccato grave?
La ringrazio molto per la Sua grande e continua disponibilità.
La ricorderò in preghiera!
Saluti,
A.


Risposta del sacerdote

Caro A.,
la risposta è un po’ complessa e richiede un po’ di attenzione.

1. Se si guarda alla volontà con cui si è iniziato l’atto e anche alla volontà di concluderlo, bisognerebbe dire che si tratta di un peccato grave.
In questo senso nostro Signore ha detto: “Se uno guarda una donna e la concupisce, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28).
Dicendo “la concupisce” vuol dire che c’è la volontà perversa di compiere una determinata azione, anche se poi quest’azione per i più svariati motivi non viene compiuta.
Analogamente, se uno decide di compiere un atto impuro ha già iniziato a compiere un peccato grave.

2. Se poi, cammin facendo, si ravvede e decide di troncare, certamente fa una cosa buona, ma l’azione che aveva iniziato era un’azione intrinsecamente cattiva, stava commettendo un peccato grave.
Soprattutto la volontà che l’aveva comandata e che l’accompagnava era già un peccato grave, analogamente all’adulterio di cui parla il Signore.

3. Nel tuo caso l’atto cattivo non è giunto alle sue ultime conseguenze.
A questo punto è necessario fare delle distinzioni.
Perché talvolta a motivo di diversi fattori potrebbe succedere che uno inizi con una volontà un pò confusa ad usare malamente della propria genitalità e che ad un certo momento, proprio perché vede che sta andando completamente fuori strada, interrompa.
In questo caso mi pare di poter dire che non si tratta di peccato grave.
Mi pare che sia il caso previsto dalla dichiarazione Persona humana della Congregazione per la dottrina della fede: “È vero che nelle colpe di ordine sessuale, visto il loro genere e le loro cause, avviene più facilmente che non sia pienamente dato un libero consenso, e questo suggerisce di essere prudenti e cauti nel dare un giudizio circa la responsabilità del soggetto. Qui, in particolare, è il caso di richiamare le parole della Scrittura: ‘L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore’ (1 Sam 16,7)” (PH 10).

4. Se invece uno deliberatamente decide di compiere un atto impuro e poi tronca prima di arrivare alla fine si può dire che l’azione, pur rimanendo nella sua gravità, è meno di grave di chi l’ha portata a compimento, perché ha cercato di diminuirne la gravità. Ma rimane grave e da confessare.

5. Desidero ricordare il motivo di questa gravità: la sessualità, come ebbe a dire Giovanni Paolo II, tocca l’intimo nucleo della persona.
Usarne deformando il progetto di Dio, che è un progetto di santificazione, porta a creare un disordine nel fondo di se stessi, nell’intimo nucleo della persona.

Ti ringrazio della preghiera promessa.
Anch’io ti assicuro volentieri la mia e ti benedico.
Padre Angelo