Quesito

Rev.mo Padre
Ho visitato molto spesso il vostro sito e finalmente ho trovato quello che cercavo, un sito dedicato alla dottrina della Chiesa semplice da capire sotto l’insegnamento di San Tommaso. Ringrazio per quanto sta facendo.
Le vorrei farLe alcune domande riguardo agli Angeli.
Ho letto alcune cose di quanto ha scritto sugli angeli; la mia è più una domanda di curiosità: gli angeli "in grazia" vedono tutto in Dio e questo comporta una conoscenza immediata in quanto fissi nell’eternità di Dio vedono, al contrario nostro, immediatamente senza ragionamento. Ma gli Angeli cattivi non in grazia come conoscono? Se questi non vedono Dio, come conoscono? come noi? oppure la loro conoscenza è a prescindere dallo Stato di grazia ma deriva dalla loro natura, di modo che l’Angelo nella Grazia di Dio vede "di più"?
Inoltre se l’uomo è stato messo alla prova, e Dio è giusto, è vero che anche l’Angelo è stato messo alla prova? e quale prova si tratta? Possibile che Lucifero si sia ribellato ergendosi come Dio…cioè sapendosi e conoscendosi limitato nel sue essere-essenza come poteva ergersi al di sopra di Dio se sapeva che è una creatura finita?
Ho letto la teoria di San Massimiliano Maria Kolbe, la quale afferma che Lucifero vide il piano di Dio dell’Incarnazione a prescindere dal peccato originale, e questo Lucifero si era sottomesso all’Uomo-Dio, ma non ha accettato l’idea di sottomettersi alla Vergine Maria inferiore per natura ma superiore in grazia più di tutti gli angeli e Santi messi insieme….ecco perché continua Padre Kolbe il diavolo ha tentato Eva per prima dato che ha visto in Lei una persona simile intravista nella mente di Dio prima della creazione del mondo…può essere giusta questa teoria?
Inoltre se è vero che esistono casi di possessione diabolica è possibile il contrario ovvero una possessione angelica?
Mi scuso per le mie domande forse molto superficiali e curiose… ma credetemi amo Cristo e voglio conoscerLo meglio per poi poterLo meglio amare.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
per rispondere alle tue domande vanno tenute nel debito conto le seguenti considerazioni, che traggo da San Tommaso.

1. Solo in Dio la volontà coincide con il suo atto. Per questa ragione solo Dio è assolutamente impeccabile.
Per qualsiasi altra creatura dotata di ragione si deve distinguere la volontà dal proprio atto. Questo vale sia per gli angeli che per gli uomini.
Ora la volontà degli angeli, anche di quelli che diventeranno ribelli, in quanto tale è creata da Dio ed è buona.
Può essere cattivo solo l’atto che essa comanda, dal momento che ogni volontà è libera, e  cioè è padrona delle proprie azioni (cf. Somma teologica, I, 63, 1).

 2. I peccati che il diavolo può compiere sono solo di ordine spirituale.
Dice Sant’Agostino: “il diavolo non è un lussurioso, né un ubriacone, né altre cose simili: è invece superbo e invidioso" (De Civitate Dei, 14, 1).
E San Tommaso: sebbene i demoni spingano gli uomini a compiere ogni tipo di peccato (e in questo senso li compiono tutti), tuttavia in quanto angeli – strettamente parlando – peccano solo di superbia e di invidia.
“È un peccato di superbia non assoggettarsi come di dovere a chi è superiore. Dunque il primo peccato dell’angelo non può essere che la superbia. Però in seguito ha potuto esserci anche l’invidia. Infatti, per la stessa ragione per cui l’affetto è portato a desiderare una cosa, viene spinto ad opporsi al suo contrario. (…).
Perciò, nell’angelo prevaricatore, al peccato di superbia tenne dietro il peccato d’invidia, poiché egli provò dispiacere del bene concesso all’uomo; ed anche dell’eccellenza divina, in quanto Dio si serve di lui per la sua gloria, proprio contro la volontà del diavolo” (Somma teologica, I, 63, 2).

3. In quanto creature di Dio e dotati di un’intelligenza superiore alla nostra, indipendentemente dalla loro sopraelevazione alla grazia, sono in grado di conoscere tante cose nell’ordine della natura.

4. Se gli angeli sono stati creati in grazia fin dall’inizio, “è più probabile e più conforme agli insegnamenti dei Santi l’opinione secondo la quale il diavolo peccò subito dopo il primo istante della sua creazione.
È necessario seguire questa sentenza se si ammette che l’angelo fu creato in grazia e che nel primo istante della sua creazione proruppe nell’atto del libero arbitrio” (Somma teologica, I, 63, 5).
Nello stesso tempo si deve dire che, pur creati in grazia, non l’accolsero, perché se l’avessero accolta avrebbero compiuto un atto meritorio e sarebbero entrati subito e definitivamente nella beatitudine.
Anziché accoglierlo, lo respinsero.
Per questo “il diavolo peccò subito dopo il primo istante della sua creazione” (Ib.).

5. Stabilite queste premesse, possiamo ricavare le seguenti conclusioni circa la conoscenza dei demoni.
Gli angeli godono di due modi di conoscere la verità: l’una proviene dalla natura, l’altra è originata dalla grazia. Questa a sua volta è di due specie, come vedremo.
Sicché i modi di conoscere la verità da parte dei demoni sono tre: uno derivante dalla natura e gli altri due derivanti dalla grazia.

6. Circa la conoscenza derivante dalle loro forze naturali, nulla è diminuito nei demoni dopo la loro ribellione.
Dice San Tommaso: “Ora, di queste tre cognizioni la prima non è stata né tolta né diminuita nei demoni.
Deriva infatti dalla natura dell’angelo il quale è per essenza intelletto o mente: e anche nel caso che si volesse punirlo con la sottrazione di qualche dote naturale, data la semplicità della sua sostanza, non si potrebbe strappare qualche parte alla sua natura, a quel modo che si punisce un uomo col taglio della mano, del piede o di altre membra.
Perciò Dionigi afferma che i doni naturali nei demoni sono rimasti integri. La cognizione naturale non fu quindi diminuita nei demoni” (Somma teologica, I, 64, 1, 1).
Sicché la conoscenza che era proporzionata alla loro natura hanno continuato a possederla, senza alcuna menomazione.
Né era possibile diminuirla, come ricorda San Tommaso, a motivo della semplicità della loro natura.
Infatti si può diminuire ciò che è composito. Ma ciò che non ha composizione di parti perché è semplice e spirituale, non può essere diminuito. Potrebbe solo essere annientato dall’onnipotenza divina.

7. Circa invece la conoscenza derivante dalla grazia e dalla loro elevazione all’ordine soprannaturale, va fatta una distinzione.
Perché “la conoscenza che deriva dalla grazia è di due specie: la prima, che è soltanto speculativa, consiste nella semplice rivelazione dei segreti divini; l’altra, che è affettiva, genera l’amore di Dio: e questa appartiene propriamente al dono della Sapienza” (Somma teologica, I, 64, 1, 1).

8. “La seconda conoscenza, quella cioè che deriva dalla grazia, ma che si ferma alla sola speculazione, non fu completamente tolta ai demoni, ma fu diminuita: poiché vien loro rivelato quello che è indispensabile dei segreti divini, o mediante gli angeli, oppure, come dice S. Agostino "per mezzo di determinati effetti compiuti nel tempo dalla virtù divina"; non hanno però questa rivelazione come gli angeli santi, ai quali è rivelato un maggior numero di tali verità, e in modo più chiaro, nella diretta visione del Verbo.
Furono invece privati totalmente della terza cognizione, come erano stati privati della carità” (Somma teologica, I, 64, 1, 1).

9. Pertanto, oltre alla conoscenza naturale, nei demoni è rimasta parte di quella conoscenza soprannaturale che hanno ricevuto venendo elevati all’ordine della grazia, quella conoscenza soprannaturale che è stata la causa della loro ribellione.
Di fatto i demoni hanno sempre dinanzi a sé il motivo della loro ribellione. E questo motivo è di ordine soprannaturale.
Inoltre possono intuire verità soprannaturali o per comunicazione di angeli (e questa conoscenza è per loro un ulteriore motivo di disperazione) o "per mezzo di determinati effetti compiuti nel tempo dalla virtù divina" (Somma teologica, I, 64, 1, 1).

Per ora mi fermo qui, per non essere tropo pesante.
La seconda parte della risposta la potrai leggere domani, dove viene fatto riferimento anche al luogo dove si trovano i demoni.
Come vedrai, possono stare anche fra noi.
Sicché per allontanare la loro influenza è necessario vivere in grazia e usare anche dei mezzi forniti dalla Chiesa per tenerli lontano, come ad esempio le benedizioni.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
A presto.
Padre Angelo