Gentile Padre Angelo
le sottopongo una questione sulla quale ho sentito pareri contrastanti.
Nel caso in cui due coniugi giungano all’annullamento del matrimonio, davanti alla sacra rota, mediante false dichiarazioni e testimonianze: la loro unione davanti a Dio (che evidentemente conosce la verità dei cuori) è da considerarsi ancora unita o sciolta?
Grazie per l’attenzione
Paolo


Risposta del sacerdote

Caro Paolo,
1. dal momento che quanto i coniugi hanno detto è falso, i giudici -senza loro colpa – hanno pronunciato una soluzione non corrispondente al vero.
Pertanto i due coniugi continuano essere tali davanti a Dio e per loro passare a nuove nozze è la stessa cosa che mettersi in uno stato di adulterio permanente.

2. Inoltre i giudici ecclesiastici non annullano e non possono annullare alcun matrimonio.
Il Signore è stato chiaro: “E non osi l’uomo separare ciò che Dio ha unito”.
Neanche il Papa può annullare un vero matrimonio.

3. Il compito dei giudici ecclesiastici è invece un altro: verificare se ci siano dei motivi che in partenza hanno reso nullo il matrimonio.
Allora, come vedi, non annullano un matrimonio, ma emettono una sentenza di nullità (e cioè di non esistenza) di quel matrimonio.

4. Qualora la loro dichiarazione di nullità fosse sbagliata, come nel caso che mi hai proposto, quella sentenza davanti a Dio non conta nulla.
Anche i giudici si possono sbagliare, pur agendo in buona fede.
Ma il loro errore non rende giusto ciò che è sbagliato.

5. In conclusione non so come ci possano essere pareri contrastanti su un fatto così chiaro.
Dio non può essere ingannato.
Si inganna la società e si inganna anche la Chiesa.
Ma questo inganno, per quanto sancito in buona fede da parte dei giudici, non diventa verità. Rimane inganno e cioè falsità.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo