Quesito

Buongiorno padre Angelo,
sono un giovane che di recente ha iniziato un cammino di discernimento vocazionale con un sacerdote. Vedo molte analogie tra il mio carattere e la vita e il carisma domenicano.
E’ molto probabile sia stata la suggestione provocatami da video promozionali dell’ordine, però ho fatto due sogni alquanto particolari.
In uno ho sognato un vostro frate (del quale avevo visionato un video) che mi ha posto alcune domande e a cui ho risposto. Ad una risposta poi ha addirittura replicato.
In un altro sogno se non ricordo male ero con mio fratello all’aperto, mi sembra un bosco o comunque all’aperto, e mi vedo in prima persona con l’abito domenicano. Questo sogno è più offuscato del primo, però mi pare di ricordare che avevo controllato le maniche ed ero dispiaciuto che l’abito si fosse sporcato di terra. Appena svegliato ho subito fatto il collegamento: l’abito domenicano indica purezza, quindi il sogno potrebbe significare che devo stare attento a mantenermi casto (attualmente per grazia di Dio riesco a mantenermi tale senza fare fatica).
La ringrazio e le auguro una buona giornata.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il Signore può manifestare la sua volontà in tanti modi, anche attraverso i sogni, se questi sono lucidi, e cioè non sconnessi come spesso accade, se comunicano un messaggio e lasciano anche un  senso di serenità.
Dio manifestò la sua volontà a San Giuseppe attraverso un sogno.
I sogni di don Bosco erano così precisi e profetici che il Papa Pio IX gli comandò di metterli per scritto.

2. Anche agli inizi del nostro Ordine molte persone entrarono nella vita domenicana attraverso sogni.
Certo il sogno da solo non è sufficiente per decifrare l’autenticità di una vocazione. Ma se ad esso si aggiunge anche il giudizio positivo di chi ha fatto il dovuto discernimento allora mi pare giusto tenere presente anche quanto si è visto nel sogno, soprattutto se esso si è ripetuto.

3. Ti riporto la storia di alcune vocazioni riportate dalle “Vitae fratrum”, che è una raccolta di fatti capitati all’inizio dell’Ordine domenicano e che furono messi per scritto perché non se ne perdesse la memoria.

4. Il primo indica la volontà del Cielo a farsi domenicano proprio mostrando l’abito dei domenicani.
Ecco il racconto: “VIENI NEL MIO ORDINE
Fra Tancredi, del quale si fa menzione nella vita del Santo Padre Domenico e che fu Priore di Roma, raccontò che quand’era ancora militare alla corte dell’imperatore, un giorno si mise a riflettere sulla pericolosità del suo stato e pregò con tutto il cuore la beata Vergine perché gli indicasse una via di salvezza. La vide in sogno che gli diceva: "Vieni nel mio Ordine".
Un’altra volta, trovandosi a Bologna, pregò di nuovo la beata Vergine e, subito addormentatosi, gli apparvero due uomini vestiti con l’abito dei Predicatori, il più anziano dei quali gli diceva: "Tu preghi la beata Vergine perché ti indirizzi sulla via della salvezza: vieni da noi e sarai salvo".
Una volta sveglio, non avendo mai visto dei frati vestiti in quel modo, si convinse che quel sogno fosse falso. Ma al mattino, alzandosi, pregò il suo ospite di condurlo in una chiesa perché voleva ascoltare la Messa; e quello lo condusse alla chiesa di S. Nicolò, dove da poco si erano stanziati i Frati Predicatori. Entrando nel chiostro, incontrò subito due frati, uno dei quali era il Priore fra Riccardo il Vecchio, ch’egli riconobbe per il frate che gli era apparso quella notte.
Dopo aver preso disposizioni per le sue cose, entrò nell’Ordine a Bologna” (Vitae fratrum, 242).

5. Ed ecco un’altra vocazione indicata attraverso un sogno.
“PERSEVERA: HAI BEN COMINCIATO
Un giovane della Borgogna pregava spesso fervorosamente la beata Vergine di insegnargli la via e di fargli la grazia di poter entrare in quell’Ordine che più gli fosse adatto. E recitava con speciale devozione questo versetto: Fammi conoscere la strada da percorrere, perché a te si innalza l’anima mia‘‘ (Sal 142,8).
Aveva divisato di entrare in un altro Ordine; ma una specie di ispirazione interiore pareva gli dicesse che la beata Vergine, da lui così insistentemente invocata, lo indirizzava all’Ordine dei Predicatori, tanto più che un santo e dotto Maestro lo rassicurava di poter benissimo in coscienza abbandonare il suo primo proposito per entrare nei Predicatori, perché essi erano più utili alla Chiesa. Guidatovi in tal modo dalla Madonna, entrò nell’Ordine e lui, che della Vergine era stato già tanto devoto, lo divenne ancora di più, essendo convinto che la sua entrata nell’Ordine era dovuta ad una sua grazia speciale.
Infatti, una notte, mentre riposava, gli sembrò di vedere la Madonna, accompagnata da due ragazze, venire verso di lui in un alone di soavissimo profumo. Egli allora balzò in piedi per accertarsi se la visione fosse vera o se si trattasse di un sogno; ed udì chiaramente una voce che gli diceva: "Persevera! Come ben hai cominciato". E ne fu molto consolato” (Vitae fratrum, 243).

6. Ed eccone una terza.
“LA VOCAZIONE DI FRA ENRICO DI COLONIA
Fra Enrico, che poi fu il primo Priore di Colonia, veniva esortato dal suo compagno di studi, il Maestro Giordano, che già aveva fatto voto di entrarvi, di entrare anche lui nell’Ordine.
Pernottando una notte in preghiera a Parigi, nella chiesa della Madonna, la pregava di indicargli la strada. Ma, nonostante le preghiere, gli sembrava di non fare nessun progresso, perché sentiva che il suo cuore restava irremovibile. Per cui cominciò a compiangersi e a dire: "Ora mi accorgo, o beata Vergine, che tu non ti curi di me e che per me non c’è posto fra i poveri di Cristo".
Certamente il suo cuore si struggeva nel desiderio della perfezione evangelica, perché gli era stato mostrato come la povertà sia un sicuro avvocato presso il Giudice severo. In sogno si era infatti visto fra coloro che dovevano comparire davanti al tribunale di Cristo; e credendosi innocente e non sentendosi gravato da alcuna colpa, pensava di venir assolto. Ma uno degli assistenti del giudice lo redarguì: "Tu, lì presente, racconta cos’hai lasciato per amore del Signore!". Atterrito, tornò in sé e la visione spari".
Dopo tale avvertimento, desiderava quindi di farsi povero, ma glielo impediva la pigrizia della sua volontà. Uscì perciò dalla chiesa, dove aveva passata la notte in preghiera, e, mentre se ne andava tutto mesto rimproverando se stesso, Colui che apprezza gli umili sconvolse tutto il suo cuore, in maniera tale che, scoppiando in lacrime e dando sfogo al suo animo, cominciò ad effondersi tutto davanti a Dio. Spezzata ormai quella tenace durezza di prima, ciò che gli era sembrato pesante, ora gli sembrava leggero e giocondo. In quello slancio di fervore corse allora dal Maestro Reginaldo e fece voto di entrare nell’Ordine: voto che poi soddisfece dopo alcuni giorni, entrando nell’Ordine insieme al suo compagno.
Questi è quel frate Enrico che nei primi tempi dell’ordine fu un graziosissimo
predicatore e del quale si dice che il suo amatissimo Maestro Giordano lo abbia visto dopo morte, in mezzo ad una moltitudine di Angeli, che gli dava la benedizione, quando egli andava a predicare, per rendere efficace la sua predicazione” (Vitae fratrum, 244).

7. E infine un’ultima:
“IL BORGOGNONE CADUTO DA CAVALLO
Uno studente che per un po’ di tempo aveva frequentato a Parigi la Facoltà delle Arti, desiderava trasferirsi a quella di Teologia. Tornato per una visita al suo paese, si era raccomandato caldamente alle preghiere di un santo abate, molto devoto della beata Vergine.
Un giorno, mentre tornava a Parigi per frequentarvi la scuola di Teologia, gli venne di ripensare alla santità e alla devozione del buon abate; e fu preso da tale improvvisa commozione che scoppiò a piangere in tale abbondanza da perdere l’equilibrio. Lanciando un urlo, cadde da cavallo e da terra continuò a gridare e a piangere fortemente. Il servo che gli teneva il cavallo gli chiese allora il perché di quel pianto; ma non avendone ricevuta risposta si mise a piangere anche lui.
Durando quel pianto, promise a Dio e alla beata Vergine di servirli in perpetuo, supplicandoli però di suggerirgli dove e quando potesse mantenere la sua promessa. Fu ispirato ad andare a
Parigi e ad entrare nell’Ordine dei Predicatori, che era sorto da poco. Ma giunto a Parigi, vedendo che l’Ordine era ancora al suo nascere e professava una grande povertà ed austerità, mentre egli si sentiva delicato, e udendo alcuni suoi compagni, benché falsamente, parlarne molto male, cominciò a dubitare della bontà della sua scelta. Si diede allora alla preghiera, chiedendo insistentemente a Dio di mostrargli ciò che fosse più utile alla sua anima.
Una notte gli apparve in sogno la beata Vergine che gli mostrava la casa dei frati, la sala del capitolo dove essi si radunano e dove i postulanti ricevono l’abito e da chi e con quale cerimonia lo ricevono. Commosso per tale sogno, venne dai frati e fu da loro accolto. E constatò come il luogo, l’abito, la cerimonia e le persone che lo accolsero corrispondevano
perfettamente a quelle che la Madre del Signore gli aveva mostrato.
Costui fu uno dei primi frati della Borgogna entrati nell’Ordine e il Signore si servì di lui, che fu un uomo di santa vita e di sana dottrina, per operare la salvezza di molte anime” (Vitae fratrum, 246).

Non posso esprimerti augurio più bello di quanto hai potuto leggere nell’ultimo racconto: “Il Signore si servì di lui, che fu un uomo di santa vita e di sana dottrina, per operare la salvezza di molte anime”.
Anche tu però dedicati alla preghiera, chiedendo insistentemente a Dio di mostrarti ciò che è più utile per la tua anima e per quella del tuo prossimo.

Ti accompagno volentieri con la mia preghiera e ti benedico perché tutto si compia secondo la volontà di Dio.
Padre Angelo