Quesito

Caro Padre,
Salve sono un ragazzo, leggo con molto interesse la Bibbia. Di recente rivolgo alcune domande a diversi siti di carattere religioso, ma spesso senza alcuna risposta.
Nel vangelo secondo Matteo 6:9 Gesù disse: "Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome". Anche Gesù credeva che Dio avesse un nome, ci insegnò a santificarlo. Come posso santificare il nome di Dio se non conosco questo nome?
Nel vangelo secondo Giovanni 17:26 Gesù disse: "E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perchè l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro". Gesù fece conoscere il nome di Dio.
Ho cercato in molte traduzioni bibliche il nome di Dio, ma trovo solo appellativi come: Signore, Eterno.
La versione: La Sacra Bibbia, versione ufficiale CEI, nella nota in calce a Esodo 3:14-15 c’è scritto: Le consonanti ebraiche del nome di Dio JHWH si collegano col verbo "essere". Dio dimostra il suo essere, di fronte al "nulla" degli dèi, mediante gli interventi salvifici e irresistibili a favore del popolo eletto.
Nelle Scritture il nome della divinità veniva rappresentato col tetragramma JHVH, senza le vocali, che vennero introdotte solo in epoca postbiblica nell’ebraico scritto. Col tempo gli ebrei smisero di pronunciare il nome divino in base a un’interpretazione di testi come Esodo (20:7) e Levitico (24:15). Con vocalizzazione scritta ebbero origine varie forme del nome divino, tra Yahweh.
Etimologicamente, si ritiene si tratti della terza persona singolare del verbo hawah, che significa ‘‘essere, divenire, manifestarsi’. In questo senso il nome di Dio andrebbe tradotto con una di queste espressioni “Egli è”, “Egli diviene” o “Egli si manifesta”. 
Alla luce di tutto questo vi chiedo, e gradirei una vostra risposta:
Dio ha un nome? 
Grazie anticipate per la vostra attenzione, e per le vostre risposte che sicuramente mi invierete!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Nel decalogo si legge: “Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché Dio non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano” (Es 20,7).
Nel mondo politeistico era ovvio che ogni dio avesse un nome.
Quando Mosè chiede a Dio quale sia il suo nome, si sente rispondere: “Io sono colui che sono”, un’espressione che indica il nome e nello stesso non lo rivela. “Dio non può entrare nel mondo degli dei come uno dei tanti, non può avere un nome in mezzo ad altri nomi” (j. ratzinger benedetto xvi, Gesù di Nazaret, p. 173).

2. Scrive G. Ravasi: “La tradizione ebraica ricorrerà a quattro consonanti, JHWH, per indicare quel nome che si collega al verbo hyh, ‘essere’.
Ma curiosamente ne impedirà la pronunzia.
Al suo posto ancor oggi gli ebrei leggono Adonaj, cioè Signore.
Perché questo silenzio mistico?
E quella definizione ‘Io sono colui che sono’ è una rivelazione o un velamento del nome di Dio?
La risposta è proprio nel significato del nome presso gli orientali. Se esso incarna la realtà di una persona, è ovvio che il nome di Dio è ignoto e ineffabile, proprio come il suo essere misterioso. Eppure non è un vano e vago appellativo quel JHWH perché rimanda a un verbo ‘Io-sono’, a una presenza efficace, a un’azione che insinua e opera nella storia degli uomini” (I Comandamenti, pp. 65-66).

3. Quando Gesù nel vangelo dice: “Sia santificato il tuo nome” qui nome è sinonimo di Persona, di presenza.
Ugualmente anche quando Gesù dice: “Ho fatto conoscere il tuo nome” vuol dire che ha fatto conoscere la dottrina e la vita del Padre.
Il nome di Dio non dunque come il nostro nome, un segno indicativo.

4. Se vuoi, il nome di Dio che ne rivela l’essenza è questo: Padre, Figlio e Spirito Santo

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo