Quesito

Caro Padre Angelo
in questo giorno solenne possa lo Spirito scendere su di Lei e così continuare il suo prezioso servizio in questa rubrica ulteriormente illuminato dallo Spirito Santo.
Questa la mia povera preghiera per lei, certo della sua per noi tutti.
Ho casualmente o forse adesso sarebbe meglio dire provvidenzialmente scoperto che c’è una lettera di Papa Giovanni Paolo II dedicata alla questione controversa oggi sotto molti aspetti del rapporto tra fede e ragione… veramente non è nuova  e forse avrà già a lungamente scritto su di essa.. ma io arrivo adesso.
Veramente ci sarebbe molto da domandare, data la mia poca preparazione ma una cosa mi ha colpito in particolare e devo confessare tutta la mia ignoranza: ho sempre pensato (o meglio non mi sono mai istruito su ciò) che parola di Dio fosse solo la S. Scrittura, la Bibbia e non come dice il passo qui sotto preso dall’enciclica anche il Magistero con la Tradizione (che cosa si intende per Tradizione?)… devo dire che su questa linea anche il sacerdote della mia parrocchia predica così e adesso dunque lo posso definire tendenzialmente fideista e biblicista…  allora in parole povere Parola di Dio quando lo è?
Grazie e aspetto una sua risposta.
Giuseppe


Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe,
1. la Parola di Dio è stata comunicata attraverso due strade: la Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura.
Come vedi, ho messo per prima la sacra Tradizione.
Perché la Tradizione è antecedente alla Scrittura.
Questo è manifesto nell’Antico Testamento dove la Parola di Dio è stata trasmessa per secoli e secoli via orale e anche nella vita del popolo d’Israele.
Solo alcuni secoli prima di Cristo qualcosa di quanto è stato trasmesso è stato scritto.
Non possiamo dimenticare che in antico era preminente la cultura della memoria sulla cultura dello scritto.
Pertanto noi possediamo la Parola di Dio scritta (la Sacra Scrittura) e la Parola di Dio non scritta (la sacra Tradizione).

2. La stessa cosa è avvenuta anche nel Nuovo Testamento, soprattutto per i Vangeli. Prima sono stati predicati, vissuti, trasmessi, poi è stato scritto qualcosa.
San Giovanni al termine del suo Vangelo dice: “Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Gv 21,25).
La Tradizione dunque è antecedente alla Scrittura.
Ed è proprio ancora secondo la Tradizione che va intesa la Sacra Scrittura per non alterarne il significato.
Custode di questa interpretazione inalterata è il magistero della Chiesa.

3. Questo con buona pace dei protestanti, i quali affermano che la Parola di Dio consiste solo nella Sacra Scrittura.
Ma la Sacra Scrittura non l’abbiamo ricevuta dalla tradizione?
E il canone dei libri ispirati non è stato fissato dal magistero della Chiesa, il quale fin dall’inizio non ha riconosciuto come ispirati i libri apocrifi?
Per questo giustamente il Concilio Vaticano II afferma: “È chiaro che la Sacra Tradizione, la S. Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti da non poter indipendentemente sussistere, e tutti insieme, secondo il proprio modo sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime” (Dei Verbum, 10).
Come vedi, anche loro la devono ammettere almeno in un primo momento.
E con questo cade anche la loro affermazione: che la Parola di Dio è solo quella che è scritta nella Bibbia.

Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di chiarire questi concetti per tanti visitatori.
Ti ringrazio per quello che mi hai scritto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo