Quesito

Caro Padre,
volevo sapere se è vero che la Chiesa, in realtà non creda che Dio ha creato gli animali e l’uomo “già pronti” (così come sono oggi). E non creda neppure che Dio ha creato Adamo dalla terra ed Eva dalla costola dell’uomo, dando ragione alla teoria evoluzionistica che farebbe discendere l’uomo dalla scimmia ma sempre secondo il disegno divino.
Infatti, mi sembra di aver letto che secondo i  teologi cattolici i racconti della creazione presenti all’inizio della Bibbia (il 1° che narra la creazione dell’Universo in 6 giorni, il 2° che racconta la creazione di Adamo ed Eva) non raccontano eventi che sono veramente accaduti, infatti agli autori dei racconti biblici della creazione non interessava tanto “come” Dio aveva creato tutto ciò che esiste ma soprattutto che ogni cosa creata faceva parte del suo “progetto”.
Quindi mi chiedo se anche l’episodio del frutto proibito in realtà sia una metafora e se la risposta è sì, mi può spiegare allora la cacciata dal Paradiso? Se Adamo è solo una metafora allora perché siamo stati puniti? Vorrei conoscere il Suo pensiero a tal proposito.
La abbraccio con affetto.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. rimane sempre valido quanto il segretario della Pontificia Commissione Biblica, in una lettera molto autorevole, ha scritto al Card. Suhard, arcivescovo di Parigi, nel 1948: “i primi undici capitoli della Genesi… riferiscono in un linguaggio semplice e figurato, adattato alle intelligenze di un’umanità meno progredita, le verità fondamentali presupposte all’economia della salvezza e in pari tempo la descrizione popolare delle origini del genere umano e del popolo eletto” (16.1.1948).

2. Circa l’ipotesi evoluzionista ognuno è libero di pensare quello che vuole, purché ammetta che al momento della comparsa dell’uomo c’è stato un intervento diretto di Dio con la creazione dell’anima spirituale.
Inoltre deve ammettere che l’uomo è stato creato in stato di grazia, di comunione soprannaturale con Dio, e che godeva oltre di questi doni soprannaturali anche di quelli preternaturali.

3. Deve ammettere anche che fin dall’inizio la donna davanti a Dio ha avuto la medesima dignità dell’uomo (l’essere tratta dal fianco significa proprio questo), che Dio ha creato l’uomo ad immagine e somiglianza sua, e cioè dotato di intelletto, di volontà e di libero arbitrio.

4. Deve riconoscere anche che Dio ha costitutivo l’uomo signore del creato e che con il lavoro, voluto ben prima del peccato originale, gli ha dato la possibilità di essere provvidente a se stesso e creativo.

5. Deve riconoscere anche che c’è stata una caduta iniziale e che le conseguenze di quella caduta sono spiegabili in tutte le persone del genere umano perché sono uscite dalla medesima coppia iniziale (monogenismo).
In questo senso si è espresso Pio XII nell’enc. Humani generis: “I figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà a proposito dell’altra ipotesi, cioè del cosiddetto poligenismo, perché i cristiani non possono seguire quella teoria i cui assertori opinano che dopo Adamo sono esistiti su questa terra veri uomini che non hanno avuto origine per generazione naturale da lui come progenitore di tutti, oppure che Adamo è simbolo di una moltitudine di progenitori. Questo perché non si scorge nessuna possibilità di conciliare quest’ipotesi non quanto insegnano le fonti della verità rivelata e gli atti del magistero della Chiesa sul peccato originale, che deriva da un peccato veramente commesso da Adamo personalmente e che si trova come proprio in tutti, a cui è trasmesso per generazione (cf Rm 5, 12-19)” (Pio XII, Humani generis AAS 42 (1950) 576).

6. Insieme a quelle ricordate, vi sono altre verità molto importanti, la più cospicua tra le quali è quella che riguarda la promessa della redenzione, che comunemente passa sotto il nome di Protovangelo: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gn 3,15).
La tradizione cristiana e giudaica è unanime nel riconoscere che qui si parla del Messia, e che mentre l’uomo comincia a sperimentare le conseguenze della sua disobbedienza Dio promette un nuovo Adamo che riparerà tutti i mali provocati dal primo Adamo con la sua disobbedienza.

7. Parlando di un’unica coppia, si capisce bene che Adamo è una singola persona.
Il castigo se l’è inflitto da solo.
Ma non c’è solo il tema della caduta, ma anche quello della storia della salvezza, che comincia subito col dialogo ripreso da Dio all’indomani del peccato originale.

Ricambio l’abbraccio fraterno, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo