Quesito

Carissimo Padre Angelo,
innanzitutto volevamo ringraziarla per la disponibilità e la chiarezza nelle risposte agli svariati quesiti che le vengono proposti.
Siamo una coppia di sposi che mira sempre a vivere il matrimonio secondo la Parola del Signore. Le scriviamo perché siamo molto confusi in quanto ci sono pareri discordanti tra vari sacerdoti che abbiamo interpellato in confessione e vorremmo, una volta per tutte, una risposta che ci chiarisca le idee.
Ci scusiamo in anticipo per la delicatezza dell’argomento: vorremmo sapere se all’interno dei rapporti coniugali, che comunque si concludono sempre dove naturalmente e cristianamente si devono concludere (seguiamo il metodo Billings), sia lecito oppure no avere rapporti anali e orali come situazione preliminare.
Alcuni sacerdoti hanno detto a mio marito che è peccato e uno ha detto addirittura di evitare qualsiasi occasione che potrebbe portare ad un tipo di rapporto del genere (ma, data la timidezza del mio sposo soprattutto su questi argomenti non so se sia stato specificato che si tratta di un preliminare e non di un rapporto concluso così).
E per due volte, sempre in confessione è stato detto che tutto ciò è lecito purché sia un rapporto aperto alla vita e basato sulla donazione di sé.
Nel dubbio cerchiamo di astenerci da queste pratiche ma la situazione sta diventando pesante perché il desiderio é forte e non sappiamo se il nostro é un sacrificio inutile oppure effettivamente stiamo sfuggendo ad un grave peccato.
Sicuri di una risposta, la ringraziamo, la ricordiamo nelle nostre preghiere e le chiediamo di pregare per noi affinché siamo sempre guidati dalla Luce del Signore.
Con affetto … e …


Risposta del sacerdote

Carissimi,
1. l’espressione rapporto orale o anale è già di suo fuorviante perché rimanda ad atti contro natura.
Se si tratta di rapporti completi, anche se vengono compiuti come preliminari, costituiscono u disordine grave.
Il Magistero della Chiesa si è espresso così: “Ma se il marito vuole commettere con lei la colpa dei Sodomiti, poiché questo coito sodomitico è un atto contro natura da parte di entrambi i coniugi che così sì congiungono e questo, a giudizio di tutti i dottori, è gravemente cattivo, la moglie, per nessun motivo, neppure per evitare la morte, può lecitamente in questo caso compiacere al suo impudico marito” (DS 3634).
Si tratta di un disordine grave, di una perversione del disegno di Dio sulla sessualità e l’amore umano.

2. Come vedi, questi rapporti vengono considerati come i peccati dei sodomiti, dei quali nella Sacra Scrittura si legge che furono peccati che gridarono verso il cielo a motivo del grande sconvolgimento che questi peccati causano all’interno della società.
Gridare verso il cielo nella Sacra Scrittura è la stessa cosa che attirare dei castighi.
Non che Dio castighi, ma nel senso che Dio abbandona queste persone alla loro perversa volontà. E così più facilmente sono esposte ad essere flagellate dalla malvagità degli uomini e dei demoni.
“Dio abbandona” è un linguaggio metaforico, perché Dio non abbandona nessuno.
Ma poiché queste persone si sottraggono alla protezione della grazia, che secondo la Sacra Scrittura è anche scudo, corazza, rifugio e difesa, succede per loro di essere più esposte a tanti mali che in definitiva si infliggono da se stesse.

3. Questo abbandono stringe il cuore.
Ma queste sono proprio le parole usate da San Paolo: “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi” (Rm 1,24);
“Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura” (Rm 1,26).
“E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne” (Rm 1,28).

4. Ci tengo anche a precisare che all’interno del matrimonio non è sufficiente evitare la contraccezione e usare i metodi naturali.
Pur usando i metodi naturali il cuore può essere pieno di passioni infami, per usare il linguaggio di San Paolo.
C’è una purezza da coltivare anche all’interno del matrimonio.
Per questo il Santo Papa Giovanni Paolo II nella lettera alle famiglie “Gratissimam sane”  ha detto che “la persona non può mai essere considerata un mezzo per raggiungere uno scopo; mai, soprattutto, un mezzo di “godimento”. Essa è e dev’essere solo il fine di ogni atto. Solo allora corrisponde alla vera dignità della persona” (GrS 12).

5. Detto questo, si può parlare allora anche di preliminare corretto.
Ed è corretto quel preliminare per il quale ci si stimola in vario modo per poter essere in grado di compiere il gesto dell’intimità sessuale secondo Dio.
Come vedi, siamo in un’ottica ben diversa da quella per cui si cerca il rapporto orale o anale per se stesso, anche se poi viene seguito da un rapporto secondo natura.
In questo stimolarsi in vario modo è incluso anche quanto i coniugi possono fare per portare la donna all’appagamento fisico.

6. È questo il principio che tenevano presente gli autori di teologia morale quando scrivevano che “baciare i genitali in genere non è necessario e neanche utile per compiere l’atto.
Spesso ripugna ai coniugi.
Tuttavia talvolta a motivo della frigidità di uno dei due o di tutti e due possono essere utili e talvolta anche necessari”.

7. Come vedi, nei principi che ti ho esposto puoi trovare quanto ti hanno detto i vari confessori. A te è parso che abbiano detto cose diverse tra loro.
In realtà talvolta i penitenti parlano in modo da indurre il confessore ad esprimersi in un modo piuttosto che in un altro. Di qui si ha l’impressine di trovare pareri discordi. Ma spesso non è così.

8. Colgo l’occasione per esprimere il mio compiacimento per la vostra condotta morale: nel dubbio che si trattasse di azioni che non sono gradite a Dio, vi siete astenuti.
È così che ci si deve comportare quando si dubita che un’azione sia buona o cattiva.
Non ci si può esporre a offendere Dio. Prima è necessario dissipare il dubbio.

Vi ringrazio di cuore per le preghiere promesse che contraccambio volentieri.
Vi auguro ogni bene e vi benedico.
Padre Angelo