Quesito

Caro Padre Angelo,
sapreste dirmi perché è così difficile mantenere la castità?
Qual è il segreto per raggiungerla?
Ci ho sempre provato ma mi viene quasi impossibile vivere sempre con essa.
Avreste dei consigli o suggerimenti?
Quando sto casto mi sento forte e pronto ad affrontare la vita, ma poi quando cado nella lussuria mi sento debole.
Cordiali saluti
C.


Risposta del sacerdote

Carissimo C.,
1. non per tutti è difficile rimanere casti.
Alcuni vivono gioiosamente in questa situazione. La loro mente è sempre piena di grandi ideali e la loro vita è così esercitata nella virtù che per loro sarebbe penoso assecondare anche il più piccolo pensiero impuro. Avvertono subito che si tratta di qualcosa che viene a portare via o a rovinare la realtà più bella che possiedono interiormente: la presenza personale di Gesù e la sua vita santa, che, al dire di san Tommaso, è come una manna soavissima.

2. È difficile invece essere casto per chi ha voluto cedere. Il combattimento allora diventa duro. Quando uno cede è come se si lasciasse impadronire dal suo avversario, il quale, anche una volta sconfitto, lascia qualche mina nel terreno che ha abbandonato.

3. Certo, non si nasce casti, come del resto neanche viziosi.
La castità va formata, tanto più perché siamo inclinati al male e la nostra capacità di amare è insidiata dalla concupiscenza della carne (1 Gv 2,16).

4. Mi chiedi il segreto per raggiungerla.
Te lo dico subito e consta di due elementi.
Il primo si chiama preghiera.
Ci vuole preghiera intensa che tenga l’anima costantemente unita al Signore.
Inoltre ci vuole una preghiera specifica proprio per ottenere questo dono.
La Chiesa interpreta in favore della purezza questo versetto della Sacra Scrittura: “Sapendo che non l’avrei altrimenti ottenuta se Dio non me l’avesse concessa” (Sap 8,21).
S. Agostino nelle sue Confessioni scrive: “Ero così stolto da non sapere che sta scritto: nessuno può essere casto , se Tu non lo concedi (Sap 8,21)” (Confessioni, VI, 11).
Su questa necessità di domandarla a Dio scrive ancora: “Su questo argomento così importante dirò ciò che egli mi ispira, e comincio anzitutto ad affermare e a provare che la continenza è dono di Dio. Nel libro della Sapienza infatti troviamo scritto che, se Dio non lo concede, nessuno può essere casto” (De Continentia, I, 1).
Va sottolineato in particolare che Dio ha demandato a Maria il compito di ottenerci questa virtù, che è il segreto di tutti gli altri beni, perché in riferimento a Lei si legge nella Scrittura: “Io sono la madre del bell’amore, del timore, della scienza e della santa speranza” (Sir 24,24).
Per questo ti consiglio di recitare ogni giorno il santo Rosario esplicitamente perché Maria ti ottenga questo grande favore da parte di Dio.

3. Il secondo consiglio che ti dò consiste nell’essere prontissimo ad allontanare qualsiasi pensiero o sensazione di concupiscenza.
Il Cassiano, che è stato un grande maestro di vita spirituale, diceva che bisogna “badare alla testa del serpente (Gn 3,16) cioè al primo apparire dei pensieri pericolosi con i quali egli cerca di strisciare dentro la nostra anima. Perché se noi accogliamo la testa, cioè il primo stimolo del pensiero, finiremo per accogliere il resto del corpo del serpente, cioè consentiremo” (Cassiano, Filocalia, I, p. 130).
Un documento del Magistero della Chiesa ricorda che non si giunge alla purezza spontaneamente, come per inerzia e col semplice passare degli anni.
La purezza esige “la disciplina dei sentimenti, delle passioni e degli affetti” (Pontificio Consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 16).
Senza disciplina non si acquista nessuna purezza, anzi si diventa facilmente abitazione di ogni spirito impuro.
In particolare ti raccomando degli occhi. Davide ha voluto curiosare e poi è cascato in maniera fragorosa.

Ti assicuro una preghiera alla Beata Vergine Maria perché ti ottenga la grazia di compiere queste due pratiche che sono le premesse insostituibili della purezza.
Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo