Quesito

Gent.mo Padre Angelo,
vorrei conoscere il Suo parere su una delicata questione che mi trovo a vivere.
Sono felicemente sposata da alcuni anni e ho dei figli. Con mio marito non abbiamo mai utilizzato metodi di contraccezione artificiali io ho sempre avuto parti cesarei e per questo ho tanta paura di un’altra gravidanza, anche se mi piacerebbe tanto avere un altro figlio. Per questo motivo pratichiamo l’interruzione del rapporto anche se io la vivo come un peccato mio marito no, in quanto sostiene che non usiamo nessun mezzo artificiale per impedire la gravidanza. I confessori si possono dividere in due categorie chi mi ha detto che non è peccato perchè c’è sempre l’apertura alla vita nel fatto di accettare il rischio, altri mi hanno detto che è peccato perchè io pongo un ostacolo. Vorrei intanto conoscere il Suo parere su questo.
Altra questione: io amo tantissimo mio marito e lui me, il nostro è un rapporto fondato sulla sincerità. All’inizio del fidanzamento lui mi confessò di essere stato oggetto di violenza sessuale da bambino, di essere stato minacciato e pertanto di non avere mai raccontato a nessuno di tutto ciò. Tuttavia in conseguenza della violenza subita mi confessò altresì di avere avuto esperienze omosessuali, anche nei mesi precedenti il nostro fidanzamento. Io lo amo enormemente e dopo questo racconto, posso dire, di averlo amato ancora di più tanto che dopo alcuni anni di felice fidanzamento siamo convolati a nozze. Lui era già in cammino in un movimento cristiano e poi abbiamo proseguito assieme e debbo dire che questo ci aiutava tanto.
Da sempre so che mio marito guarda riviste e film  porno qualche anno fa ho insistito tanto perchè li buttasse e quando si è deciso il Signore ci ha donato il terzo figlio. Purtroppo adesso abbiamo internet in casa e ha ripreso a collegarsi a questi siti, tante volte mi dice che è tutto conseguenza di ciò che ha subito delle esperienze fatte e so (perchè non me lo ha mai nascosto) che si masturba. Io accetto tutto con grande amore, ma qualche sera fa non ce lo fatta più e gli ho detto tutto ciò che pensavo, ferendolo, ma ciò che non capisco è questo se lui sa che certe cose non si fanno perchè non riesce a rinunciarvi, anche per timor di Dio. Io continuo ad amare e desiderare mio marito ma il fatto di sapere che lui si collega a siti porno,  chatta su detti argomenti si masturba davanti allo schermo del computer guardando chissà quali sconcerie mi fa star male. Mi aiuti per favore, grazie.


Risposta del sacerdote

Carissima Signora,
1. molto spesso, parlando di metodi naturali si equivoca. Alcuni dicono in confessione: abbiamo cercato di non aver figli usando metodi maturali, non artificiali.
Ma per metodi naturali intendono la contraccezione naturale, e cioè il rapporto interrotto.
Mentre i sacerdoti, quando sentono parlare di metodi naturali, pensano al ricorso dei ritmi infecondi della donna. E allora quando dicono che tale metodo è lecito perché c’è l’accettazione del rischio, dicono la verità.
Penso di aver chiarito l’equivoco.
Se voi in confessione aveste detto “interrompiamo il rapporto coniugale per non avere figli”, il sacerdote, pur capendo la vostra situazione, vi avrebbe detto: “prima di fare la Santa Comunione dovete confessarvi, perché si tratta di un peccato grave”.

2. Per contraccezione s’intende impedire che l’atto coniugale possa giungere al suo obiettivo procreativo.
E i mezzi per impedirlo sono di due tipi: l’interruzione del rapporto (e questa è contraccezione naturale) oppure l’uso di alcuni mezzi chimici (ad es. pillola) o artificiali (ad es. profilattico). E questa è la contraccezione artificiale.
Ma il giudizio morale è identico, sia per la contraccezione naturale sia per la contraccezione artificiale.
L’insegnamento della Chiesa è chiaro e tutti lo conoscono, tant’è vero che anche i giornalisti non perdono occasione per ricordare che la Chiesa vieta tutte queste cose.
Mi permetto di ricordarle l’insegnamento di Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae: “è altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione dei figli” (HV 14).
Come può notare dalla mia sottolineatura, il Papa non condanna solo la contraccezione artificiale, ma anche quella naturale. Infatti dice: Ogni azione.
Il Vademecum per i confessori del Pontificio Consiglio per la famiglia (12.2.1997) scrive: “La Chiesa ha sempre insegnato l’intrinseca malizia della contraccezione, cioè di ogni atto coniugale intenzionalmente infecondo. Questo insegnamento è da ritenere come dottrina definitiva ed irreformabile. La contraccezione si oppone gravemente alla castità matrimoniale, è contraria al bene della trasmissione della vita (aspetto procreativo del matrimonio), e alla donazione reciproca dei coniugi (aspetto unitivo del matrimonio), ferisce il vero amore e nega il ruolo sovrano di Dio nella trasmissione della vita umana” (n. 2.4).

3. Dalla sua lettera, carissima signora, intuisco che lei ha una grande  sensibilità: sia nei confronti del peccato sia anche per la comprensione nei riguadi di suo marito, per i suoi trascorsi da ragazzo, che purtroppo incidono ancora in qualche modo nella sua vita.
Suo marito è stato molto bravo nel confidarle tutto. E lei è stata ancor più grava nell’amarlo ancora di più. Forse proprio perché non nascondeva nulla e si apriva totalmente a Lei, Lei lo ha amato con gli stessi sentimenti del Padre, che gioisce per il ricupero della pecorella smarrita.
Ma ora suo marito cade ancora in determinati disordini, che nella sua umiltà confida anche a Lei.
A lei dico di aiutarlo ad accostarsi al sacramento della Confessione volta per volta: troverà un Padre ancor più misericordioso e più comprensivo di Lei. E se ne tornerà fuori davvero consolato e rinvigorito.
Gli stia accanto anche perché non scivoli a pascersi di quella desolante pornografia, che ha la tristissima conseguenza di inquinare e lasciare del tutto vuota la nostra anima.
Pregate insieme per ottenere dal Signore il dono di una purezza più grande, nella consapevolezza che nessuno può essere casto se Dio non glielo concede.

4. Aiuti anche suo marito a riflettere sui benefici che derivano dalla purezza coniugale.
In proposito le riporto una bella pagina di Paolo VI: “Il dominio dell’istinto, mediante la ragione e la libera volontà, impone indubbiamente una ascesi, affinché le manifestazioni affettive della vita coniugale siano secondo il retto ordine e in particolare per l’osservanza della continenza periodica.
Ma questa disciplina, propria della purezza degli sposi, ben lungi al nuocere all’amore coniugale, gli conferisce invece un più alto valore umano.
Esige un continuo sforzo, ma grazie al suo benefico influsso i coniugi sviluppano integralmente la loro personalità, arricchendosi di valori spirituali: essa apporta alla vita familiare frutti di serenità e di pace e agevola la soluzione degli altri problemi; favorisce l’attenzione verso l’altro coniuge, aiuta gli sposi a bandire l’egoismo, nemico del vero amore, e approfondisce il loro senso di responsabilità nel compimento dei loro doveri.
I genitori acquistano con essa la capacità di un influsso più profondo ed efficace per l’educazione dei figli; la fanciullezza e la gioventù crescono nella giusta stima dei valori umani e nello sviluppo sereno ed armonico delle loro facoltà spirituali e sensibili” (Humanae vitae, 21).

Le sono vicino con la preghiera e col ricordo nella celebrazione della S. Messa.
Benedico Lei, suo marito e i suoi figli.
Padre Angelo