Quesito

Caro padre Angelo,
mi permetto di disturbarla per avere una sua opinione su alcune parole del Salterio.
Ogni giorno, infatti, per mia abitudine, ormai da un po’ di tempo leggo le lodi del mattino ma rimango spesso un po’ perplesso per il miscuglio di passi ripresi dal V.T. a dei precisi riferimenti alla Madonna ed a Gesù dove mi trovo quello che chiamo incongruenze.
In effetti da un lato trovo spesso dei primi testi biblici con le parole:
“Le lodi di Dio sulla loro bocca e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli” e… “il Signore avanza come un prode come un guerriero eccita il suo ardore grida, urla di guerra e si mostra forte contro i sui nemici. Colpì numerose nazioni e uccise re potenti”.
Sicuramente queste sono parole riprese della Bibbia dato che mi è nota l’iniziale interpretazione di Dio da parte degli ebrei.
Siamo passati infatti dall’idea di un Dio Padre inflessibile ma misericordioso e protettore esclusivo del popolo ebraico anche nelle numerose battaglie vinte per merito Suo, ad un Dio di amore universale come citato successivamente nei libri sapienziali dove la “sapienza” diventa amore e conoscenza di Dio.
La mia perplessità infatti è consistita nel fatto che avrei preferito trovare dei passi biblici più attinenti al Vangelo come del resto nella Santa Messa dove tali testi più antichi non vengono mai citati.
Cosa ne pensa?
Grazie infinite


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è vero che nei salmi si trovano parole dure per il nostro linguaggio.
Tuttavia sono parola di Dio e per questo ne va cercato sempre il significato spirituale. Sono tutte parole che vogliono dire qualcosa di valido per noi in ordine alla vita cristiana e alla salvezza eterna.
Se non si comprende il significato spirituale, non pochi salmi diventano ostici.

2. Nonostante l’apparente difficoltà del linguaggio, la Chiesa mantiene la prassi della recita dei salmi soprattutto perché Gesù Cristo ha pregato con i salmi.
Per pregare bene con i salmi è necessario entrare nella mente e nel cuore di Cristo. Se non si compie questo passo, non si entra nel loro segreto.
Quando preghiamo con i salmi, soprattutto nella Liturgia delle ore, è Cristo che continua a pregare attraverso le nostre labbra. Prega, ringrazia, loda e domanda perdono al posto nostro.

3. San Tommaso dice che “i salmi esprimono sotto forma di lode tutto ciò che contiene la Scrittura” (San Tommaso, Somma Teologica, III, 83, 4).

4. Marco Sales nella sua introduzione ai salmi scrive: “Essi non solo furono il libro della preghiera pubblica e privata dell’antica sinagoga, ma consegnati da Gesù Cristo e dagli apostoli alla Chiesa diventarono come il manuale della pietà cristiana.
Dopo aver risuonato sulla bocca di Gesù, di Maria Santissima e degli apostoli, echeggiarono sulle labbra dei primi cristiani (1 Cor 14,26; Ef 5,19; Col 3,16), furono ripetuti nelle catacombe e negli ipogei, formarono le delizie dei santi di ogni tempo, e servono tuttora ad esprimere tutti i sentimenti dell’anima cristiana.
Poesia essenzialmente religiosa, sono pieni di Dio, e ci mettono sott’occhio la fede, la pietà, le speranze di Israele, attraverso i secoli”.

5. Il medesimo biblista ricorda anche che “nessun libro dell’Antico Testamento contiene più verità teologiche e morali, e perciò nessun libro è più dei salmi frequentemente citato nel Nuovo Testamento”.

6. La Bibbia di Gerusalemme aggiunge: “Sono stati le preghiere dell’Antico Testamento, in cui Dio stesso ha ispirato i sentimenti che i suoi figli devono avere nei suoi riguardi e le parole di cui devono servirsi rivolgendosi a lui.
Sono stati recitati da Nostro Signore e dalla Vergine, dagli apostoli e dai primi martiri”.

7. E poi quasi rispondendo alla tua domanda: “La Chiesa cristiana ne ha fatto senza modifiche la sua preghiera ufficiale.
Senza modifiche: queste grida di lode, di supplica o di ringraziamento, anche se strappate ai salmisti in circostanze tipiche della loro epoca e della loro esperienza personale, hanno una risonanza universale, poiché esprimono l’atteggiamento che ogni uomo deve avere di fronte a Dio.
Senza modifiche nelle parole, ma con un considerevole arricchimento del senso: nella nuova alleanza, il fedele loda e ringrazia Dio che gli ha rivelato il segreto della sua vita intima, che l’ha riscattato con il sangue del suo Figlio, che gli ha infuso il suo Spirito, e, nella recita liturgica, ogni salmo termina con la dossologia trinitaria del Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Le suppliche antiche diventano più ardenti dopo che la cena, la croce e la risurrezione hanno insegnato all’uomo l’amore infinito di Dio, l’universalità e la gravità del peccato, la gloria promessa ai giusti.
Le speranze cantate dei salmisti si realizzano; il Messia è venuto; egli regna e tutte le nazioni sono chiamate a lodarlo”.
Con l’augurio che tu possa trovare nei salmi “il giardino paradisiaco nel quale si colgono i frutti di tutti gli altri testi ispirati” (Sant’Atanasio), ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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