Quesito

Caro Padre Angelo,
vengo subito al sodo perché le domande sono 4..
1. Mi capita spesso di vergognarmi di fare il segno della croce davanti alle chiese o statuette che incontro per strada…capendo che questo era peccato, ho cercato di farmi forza per cambiare. e ho ottenuto l’effetto contrario, cioè di farmi vedere dagli altri nel fare il segno. anche in casa a volte mi viene il desiderio di segnarmi alle immagini appese al muro ma ho vergogna…non è che in famiglia non siamo cattolici, anzi, ma è che mi guardano male, come a dire che sono una fanatica…mi dia un consiglio
2. In passato il mio pentimento dei peccati era seguito da lacrime e dolore, ora invece non provo più nulla…. mi spiego meglio: so che ho fatto tali peccati e che Gesù è stato offeso, mi voglio confessare, ma non provo nulla di lacrime e dolore….
3. Ogni volta che faccio qualcosa mi insuperbisco, io cerco di vincere la superbia, e cerco di considerarmi inferiore agli altri per conservarmi nell’umiltà. ma così facendo mi sento invidiosa degli altri…cosa posso fare?
4. A volte la mia mente è assalita da bestemmie, so già che non sono peccato grazie, ma siccome non voglio neanche sentirle cerco di modificare col pensiero i nomi in esse contenuti, proprio per non sentire i SS. nomi di Gesù, Maria ecc. ma ecco che altre volte capita che “voglio” sentire quella parte di nome, e poi scacciare la tentazione…
so che queste domande sono contorte, ma non so proprio cosa fare
grazie del suo servizio, spero che la Madonna la protegga
S.


Risposta del sacerdote

Carissima,

1. non è obbligatorio farsi il segno della croce quando si passa davanti a una chiesa o ad un’immagine sacra.
Dipende dalle circostanze in cui ci si trova: in alcuni casi sarà utile farlo e in altri casi potrebbe essere più prudente non farlo.
Ugualmente anche in casa: se certi segni di croce sono fatti mentre si sta facendo tutt’altro, è possibile che il gesto passi per fanatico. E allora è più prudente non farlo.
In questi casi è sufficiente esprimere il proprio affetto e il proprio grazie al Signore dall’interno del cuore.

2. Non è necessario che il dolore dei peccati si esprima anche sensibilmente.
È necessario invece che il dolore sia sommo sotto il profilo spirituale. Il che significa che si deve essere disposti piuttosto a morire che ad offendere nuovamente il Signore.
Non è richiesto neanche di fare qualcosa per stimolare il dolore sensibile, perché non sempre i sentimenti ci obbediscono.

3. Sentire che gli altri sono migliori di noi non è, propriamente parlando, un atto di invidia.
Si è invidiosi quando ci rattristiamo per il bene che godono gli altri e desideriamo che ne siano privati.
Se invece, contemplando il loro bene e le loro virtù, ci rallegriamo per quanto possiedono e ci rattristiamo perché noi non le abbiamo, allora non pecchiamo di invidia, ma ravviviamo davanti a Dio un senso giusto di indegnità e di umiltà.

4. Con le bestemmie che ti vengono in mente, come per qualsiasi altra tentazione, non stare a discutere e neanche sforzati di girare la parole in un altro senso. Semplicemente: rimuovile e non farci caso.
Piuttosto, se vuoi, dì subito una giaculatoria.
Vedrai allora che il tentatore si farà meno audace.

Ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo