Quesito

Caro Padre Angelo,
Vorrei sottoporle un quesito, anche se credo di non semplice soluzione.
Premetto che è lungi da me ogni mancanza di rispetto per la Madonna.
Nella recita dell’Ave Maria quando diciamo "Madre di Dio" avverto di dire una cosa non completamente vera, perché Dio non può avere una madre.
So che Maria è madre di Gesù che è anche Dio ma penso di non sbagliare se affermo che lei è madre solo della sua umanità anche se questa è perfettamente unita alla divinità.
So bene che è nel lontano Concilio di Efeso del 431 che si definì Maria, Madre di Dio (anche se non si attese la delegazione di Roma e dei vescovi siriani e fu quasi una forzatura dei soli vescovi seguaci di Cirillo d’Alessandria)e quindi per cattolici e ortodossi non costituisce problema tale definizione.
Ma per i fratelli della Riforma lo è ed anche motivo di divisione.
Non vorrei essere un nestoriano ma non sarebbe opportuno modificare la preghiera dell’Ave Maria dicendo per esempio: "Santa Maria, madre del nostro Signore Gesù vero Dio e vero uomo, prega per noi…
Grazie e complimenti per le sue risposte che leggo con molto interesse.
Raffaele


Risposta del sacerdote

Caro Raffaele,
1. noi siamo composti di anima e di corpo.
Il corpo l’hanno generato i nostri genitori. L’anima è stata creata immediatamente da Dio.
Eppure non diciamo di nostra madre che è madre solo del nostro corpo. Ma che è madre della nostra persona.

2. Analogamente per la Madonna: è madre di Dio in quanto Egli ha assunto una natura umana.
Il bambino che Maria ha generato era Dio, sebbene non gli abbia dato né l’anima e tanto meno la Persona divina.
Pertanto Gesù, e non solo il suo corpo, era suo figlio.

3. Mi dici che i riformati (protestanti faticano a comprenderlo.
Ma per Lutero la Madonna è Madre di Dio.
Lo riconosce apertamente e senza fatica nel commento al Magnificat dove per 28 volte chiama la “Santa Vergine” (sono parole sue) “Madre di Dio”.
Ecco alcuni esempi: “Come madre di Dio è elevata sopra tutti gli uomini, ciò nonostante, rimane così semplice e modesta da non avere sotto di sé nemmeno la più piccola ancella”.
E ancora: “Successivamente, la madre di Dio – dopo aver lodato con spirito semplice e puro il suo Dio e Salvatore senza diventare presuntuosa a causa dei suoi beni, ma cantando la bontà di colui come si conviene – passa, secondo un giusto ordine, a lodare le sue opere e i suoi beni”.
E: “O beata Vergine e Madre di Dio, nonostante tu fossi misera e disprezzata, Dio ha rivolto il suo sguardo su di te e con la ricchezza della sua grazia ha operato in te grandi cose; tu non eri degna di alcuna di esse, tuttavia la grazia di Dio è stata ricca e sovrabbondante superando ogni tuo merito”.
E infine: “Le grandi cose non sono altro che questo, che essa è diventata Madre di Dio; in tale opera le sono dati tanti e sì grandi beni che nessuno li può comprendere. Poiché da ciò le viene ogni onore, ogni beatitudine, e in ogni generazione umana la sua singolare posizione sopra tutti, poiché nessuno come lei ha avuto dal Padre Celeste un bambino e un simile bambino. Ed essa stessa non gli può dare un nome per l’immensa grandezza e non può fare altro che traboccare d’amore, poiché sono cose grandi che non si possono esprimere ne misurare. Perciò con una parola, chiamandola Madre di Dio, si è compreso tutto il suo onore; nessuno può di lei o a lei dire cosa più grande, anche se avesse tante lingue quante sono le foglie e l’erba, le stelle in cielo e la sabbia del mare. Anche il cuore deve riflettere che cosa significhi essere Madre di Dio”.
Del resto non aveva detto Elisabetta, colma dello Spirito santo”: “A che debbo che la madre del mio Signore (Dio) venga a me?”.

4. Ti ringrazio dell’opportunità che mi hai offerto dil precisare su questo punto il pensiero di Lutero.
Molti su questo punto gli attribuiscono affermazioni contrarie al suo pensiero, o per lo meno a quanto egli nel Commento al Magnificat ha riconosciuto senza fatica.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo