Quesito

caro padre,
sono un ragazzo di 15 anni, da sempre molto devoto e fedele, vado in chiesa tutte le domeniche faccio ancora il chierichetto e suono la chitarra in chiesa; da poche settimane mi sono avvicinato ad una pratica che ho sempre ignorato, la masturbazione. Quando ho iniziato a praticarla ignoravo la sua natura peccaminosa, anzi ho letto che dal punto di vista scientifico è considerata un’azione naturale e che porta vantaggi all’organismo, poi ho letto il punto di vista religioso e mi sono davvero vergognato di me stesso. Non so neanche io perché la pratico, sarà lo stress o, più semplicemente, la voglia di evadere dalla routine quotidiana; ora voglio fortemente smettere ma è molto dura (oggi avevo appena iniziato quando mi sono detto "cosa stai facendo" quindi ho smesso).
Confido nel fatto che lei mi possa dare una mano per smettere definitivamente con questa brutta pratica.
Cordiali saluti, ed ancora grazie


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la masturbazione è un peccato, come sai.
In altre parole è un male.
E in quanto tale non produce alcun bene né sotto il profilo fisiologico, né sotto quello psicologico, né sotto quello morale né sotto quello spirituale.
Ciò che è male non può mai fare del bene.

2. Mi dici che hai letto che sotto il profilo scientifico potrebbe portare vantaggi all’organismo.
Nessun dato scientifico lo dimostra. Fai attenzione a non prendere per scientifico ciò che viene spacciato per tale.

3. Chi si dà alla masturbazione si immette in una dipendenza da cui non riesce a tirarsi fuori.
In alcuni questa dipendenza è molto forte.
E allora qui sotto il profilo fisiologico (scientifico) il corpo ne può risentire.
Non si possono mettere a confronto – a parità di condizioni – i corpi di chi lascia che la natura faccia il suo corso attraverso i ritmi fisiologici e i corpi di chi la violenta. Non si può dimenticare che “masturbazione” deriva da manus stupratio: si tratta di una violenza fatta alla propria persona, prima che ancora al proprio corpo. Non è dunque una cosa naturale, come hai letto, ma una ferita.

4. Parimenti sotto il profilo psicologico la masturbazione non dà alcun giovamento, anzi causa mollezza.
È interessante sapere che gli antichi davano a questo peccato il nome di mollities, mollezza, tipica di chi è interiormente snervato.
Nella mia esperienza pastorale ho potuto notare la fortezza e la fermezza d’animo delle persone (ragazzi e giovani) che vivono nella purezza, virtù che invece ordinariamente non ci sono in chi si dà all’impurità.
Senza dire del disagio, del malessere interiore e talvolta anche dell’incattivimento e dell’intrattabilità che fanno seguito a questo peccato.

5. Sotto il profilo morale la masturbazione è sintomo di egocentrismo, anche se talvolta in alcuni ho notato eccessi di impurità ed eccessi (sporadici, a dire il vero) di altruismo.
Faccio mia l’affermazione, riportata più volte nel nostro sito, di chi diceva che la masturbazione è egoismo allo stato puro.

6. Sotto il profilo spirituale la masturbazione è ugualmente devastante: spegne il gusto delle cose di Dio, fa perdere il fervore nella preghiera e nella dedizione alle cose sante.
Molti nell’adolescenza cominciano ad allontanarsi da Dio proprio a causa di questo peccato che, diventato vizio, non fa sentire più niente.
Soprattutto fa perdere la grazia perché Dio non abita in un’anima inquinata dal peccato (Sap 1,4).
È abbastanza comune la sensazione di avvertire con questo peccato un vuoto interiore e di perdere qualcosa di grande: viene meno la presenza personale di Dio dentro di sé, come se all’improvviso una nuvola venisse ad oscurare la luce del sole e togliesse lo splendore che avvolge tutte le cose.

7. Ti esorto a tirarti fuori da questo fenomeno con molta preghiera (Rosario quotidiano), con la confessione periodica e frequente fatta dal medesimo confessore anche se non vi sono peccati gravi, con la lettura di cose sante, con la dedizione al prossimo e con un deciso impegno morale che è tutto il contrario dello snervamento tipico dell’autoerotismo.

Puoi iniziare subito e, se sei forte, quest’esperienza apparterrà soltanto al tuo passato.
Te lo auguro con tutto il cuore. E per questo ti ricorderò volentieri al Signore e ti benedico.
Padre Angelo