Quando Gesù apparve a santa Faustina aveva gli occhi pieni di lacrime; come è possibile che Gesù in cielo pianga?

////Quando Gesù apparve a santa Faustina aveva gli occhi pieni di lacrime; come è possibile che Gesù in cielo pianga?

Quando Gesù apparve a santa Faustina aveva gli occhi pieni di lacrime; come è possibile che Gesù in cielo pianga?

Quesito

Caro Padre Angelo,
la ringrazio innanzitutto per le sue preziose e affettuose risposte e benedizioni.
Stavo pensando a quando Santa Faustina rivela che durante una serata di vita mondana,
Gesù gli apparve e gli disse: "per quanto tempo ancora dovrò aspettarti"?
E Gesù era pieno di lacrime e in quell’apparizione soffriva.
Eppure Gesù era in Paradiso e in Paradiso non si può soffrire penso, come mai Gesù soffriva se era in Paradiso?
Eppoi la seconda domanda che volevo farle è questa: se una prostituta si converte al Cristianesimo e decide di cambiare vita può andare in Paradiso?
La ringrazio.
Cordiali Saluti.
Marcello


Risposta del sacerdote

Caro Marcello,
1. S. Teresa d’Avila, dottore della Chiesa e grande maestra di vita spirituale, scrive: "Un giorno dopo la Comunione, vidi chiarissimamente Nostro Signore mettersi vicino a me; quest’adorabile Maestro mi consolò con grandi disegni di tenerezza e fra altre cose mi disse: "Eccomi, figliola mia, sono io stesso, mostrami le tue mani". Allora degnandosi di prendermele e di appressarle al costato, aggiunse: "Guarda le mie piaghe. Tu non sei senza di me, il termine della tua vita s’avvicina".
Da certe cose che mi disse capii che dal giorno che salì al cielo egli non discese mai sopra la terra per comunicarsi agli uomini, salvo nel SS. Sacramento dell’Altare" (Vita).

2. Ci si domanda allora: in quale maniera compare il Signore se di fatto con il suo corpo rimane in cielo e non scende sulla terra?
I teologi dicono che le apparizioni di Gesù Cristo dopo la sua gloriosa ascensione al cielo sono analoghe alle apparizioni sensibili di Dio nell’Antico e nel Nuovo Testamento.
Non sono apparizioni personali (nel senso che scendano dal cielo), ma vengono attuate attraverso il ministero degli Angeli.

3. L’espressione “non sono apparizioni personali” è un po’ ingannevole, perché dà l’impressione che il Signore non appaia, mentre in realtà appare, ma non con il suo corpo glorioso, bensì con un corpo che Egli si forma in quel momento attraverso il ministero angelico.
Secondo S. Tommaso solo quella ricevuta da San Paolo sulla via di Damasco (At 9) sarebbe stata personale: “Cristo, salendo al cielo una volta per sempre, ha acquistato per sé e per noi il diritto alla dimora celeste per tutta l’eternità. Tuttavia questa dignità non viene menomata se in via eccezionale qualche volta egli ritorna sulla terra: o per mostrarsi a tutti come nel giudizio universale o per apparire a qualcuno in particolare, come nella conversione di S. Paolo” (Somma teologica, III, 57, 6, ad 3).

4. Che cosa fanno dunque gli Angeli al momento di un’apparizione?
Sappiamo che gli Angeli talvolta appaiono. E per farsi vedere devono assumere una forma corporea, materializzata.
Secondo San Tommaso gli Angeli hanno il potere di muovere alcune realtà create come l’aria, di condensarla e far apparire un corpo.
Scrive: “Sebbene l’aria nel suo stato normale di rarefazione non possa avere né figura né colore, tuttavia quando venga condensata può prendere figura e colore, come lo dimostrano le nubi. In tal modo gli angeli assumono dei corpi aerei, condensando l’aria, per virtù divina, quanto è necessario alla configurazione del corpo che essi vogliono assumere” (Somma teologica, I, 51, 2, ad 3).

5. Ed ecco come San Tommaso giustifica la sua asserzione: “Alcuni insegnarono che gli angeli non assumono mai dei corpi. Secondo costoro tutte le apparizioni angeliche narrate dalla Scrittura sarebbero avvenute sotto forma di visione profetica, ossia fantastica.
Ora, tale interpretazione viene a urtare contro il senso genuino della Scrittura. Infatti ciò che si vede nella visione immaginaria si trova soltanto nell’immaginazione del veggente, e perciò non è visto da tutti indistintamente.
Invece talvolta la Scrittura ci parla di apparizioni di angeli visti indistintamente da tutti. Così gli angeli apparsi ad Abramo furono visti da lui, da tutta la sua famiglia, da Lot e dai cittadini di Sodoma. Anche l’angelo apparso a Tobia era visto da tutti. È chiaro dunque che tutte queste apparizioni furono oggetto di visione corporea, con la quale si coglie una cosa esterna a chi vede, e perciò visibile a tutti.
Ma per mezzo di tale visione non si può cogliere se non ciò che è corporeo.
Ora, poiché gli angeli, come già si è visto, non sono corpi e neppure sono uniti naturalmente a dei corpi, si deve concludere che essi talora assumono dei corpi” (Ib., 51, 2).

6. Afferma poi che “gli angeli non per se stessi hanno bisogno di un corpo assunto, ma per noi; poiché trattando familiarmente con gli uomini rendono certa a questi ultimi quella compagnia spirituale che gli uomini attendono di conseguire con essi nella vita futura.
Inoltre le assunzioni di corpi da parte degli angeli avvenute nel Vecchio Testamento erano un indizio simbolico della futura assunzione del corpo umano da parte del Verbo divino. Tutte le apparizioni del Vecchio Testamento erano infatti ordinate all’apparizione con la quale il Figlio di Dio si rese visibile nella carne” (Ib., 51, 2, ad 1).
E “come “gli angeli possono formarsi per virtù divina dei corpi sensibili, atti a rappresentare le proprietà spirituali dell’angelo (Ib., ad 2), così possono formare una corpo che abbia le fattezze di un di Nostro Signore, della Beata Vergine o di un particolare Santo, perché sia chiaro chi appare e per virtù di chi viene dato quel messaggio o attuato quel miracolo.

7. Ecco allora la risposta alla tua domanda: Gesù, apparendo a Santa Faustina Kowalska, ha voluto formarsi attraverso il ministero degli Angeli un corpo come quello che aveva nel momento della flagellazione.
E ha voluto congiungere la Santa con quell’evento amarissimo della sua vita nel quale teneva presente ciascuno di noi in maniera personale, con il proprio volto e la propria storia e per ognuno di noi compiva l’espiazione dei peccati, soprattutto quelli carnali.

8. Per la seconda domanda: sì, una prostituta che si converte a Cristo e cambia vita può andare in Paradiso.
Il Vangelo ricorda l’episodio di una donna presentata come “una peccatrice della città”.
Ecco il passo evangelico: “Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo” (Lc 7,37-38).
Poiché chi aveva invitato il Signore rimase scandalizzato di quel fatto, Gesù gli disse: “Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!»” (Lc 7,47-50).

9. Il paradiso è stato spalancato da Cristo per tutti.
Vi entrano però quelli che sono pentiti dei loro peccati e rivestiti della grazia santificante.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore ti benedico. 
Padre Angelo